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15 curiosità sulla Tanzania

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La Tanzania La Tanzania

La Tanzania è un paese ricco di storie affascinanti e aspetti ancora poco conosciuti al grande pubblico. Non gode forse della stessa visibilità culturale di città come Parigi o Roma, ma custodisce una storia profonda e meraviglie naturali di straordinaria forza, pronte a rivelarsi a chi le osserva con attenzione. Dai misteri antichi della città perduta di Rhapta alla fauna selvatica, fino a eventi storici sorprendenti, la Tanzania offre moltissimo da scoprire.

Continuando a esplorare regioni, storia e cultura della Tanzania, noi di Altezza Travel abbiamo raccolto 15 curiosità notevoli su questo paese. Si parla di un cratere vulcanico brulicante di fauna, dell’ultimo mercato degli schiavi del pianeta, di un esperimento segreto su un’isola disabitata e della guerra più breve della storia umana. Buona lettura!

1. La Tanzania è più sicura di molti paesi più sviluppati

Ogni anno l’Institute for Economics and Peace, le cui ricerche sono utilizzate anche dalla Banca Mondiale e dall’ONU, elabora il «Global Peace Index». L’analisi si basa su 23 diversi indicatori che incidono sulla stabilità economica, politica e sociale dei paesi.

Nella classifica 2024, la Tanzania occupa il 65° posto, davanti a Stati Uniti, Francia, Cina, India, Turchia e Brasile. Il paese è considerato sicuro anche per le donne che viaggiano da sole.

2. È la terra della montagna più alta d’Africa

Lo stratovulcano dormiente del Kilimangiaro si trova all’interno dell’omonimo parco nazionale e raggiunge i 5.895 metri sul livello del mare. È il punto più alto del continente, la montagna isolata più alta del mondo e una delle celebri «Seven Summits».

Nonostante il suo prestigio alpinistico, quasi chiunque abbia una buona forma fisica può scalare il Kilimangiaro. Non servono competenze di arrampicata né attrezzatura da alpinismo. 8 vie conducono alla vetta della montagna, l’Uhuru Peak. In media, la spedizione dura solo 7-8 giorni. Per confronto, la scalata dell’Everest richiede circa 2 mesi.

3. Quasi il 30% del territorio della Tanzania è coperto da aree protette per la fauna selvatica

La Tanzania è il paese più grande dell’Africa orientale e conta decine di parchi nazionali, riserve e altre aree di conservazione. Nel loro insieme superano la superficie di molti paesi europei, come Italia, Grecia, Repubblica Ceca, Danimarca, Paesi Bassi e numerosi altri. La Selous Game Reserve, in Tanzania, è stata un tempo il più grande parco nazionale di tutta l’Africa. Oggi una parte di quest’area è stata rinominata Parco Nazionale Nyerere, e chi visita il paese può partire in safari in luoghi ormai entrati nell’immaginario naturalistico del continente.

Anche per questo la Tanzania vanta una delle più alte concentrazioni di fauna selvatica e alcuni dei migliori luoghi al mondo per l’osservazione degli animali. Qui si possono incontrare i Big Five: leoni, elefanti, bufali, rinoceronti e leopardi.

4. La Tanzania ha la sua Atlantide perduta

Nell’antichità, la costa dell’Africa orientale era chiamata Azania e la sua città principale era Rhapta. Considerata una delle metropoli più ricche del suo tempo, prosperò circa 2.000 anni fa grazie ai commerci con i paesi arabi.

Rhapta è citata nella Geografia di Tolomeo e nel Periplo del Mare Eritreo. A quanto pare, la città si trovava nell’attuale Tanzania: forse nel delta del fiume Rufiji, vicino a Kilwa Kisiwani, oppure presso l’isola di Mafia. Ma non vi è certezza.

La scienza moderna conosce pochissimo della storia di Rhapta. La città scomparve senza lasciare tracce più di 1.600 anni fa, e le ricerche della città perduta proseguono ancora oggi, sebbene non con particolare intensità. Nel 2016 il subacqueo Alan Sutton scoprì diverse migliaia di blocchi di pietra nei pressi dell’isola di Mafia. Secondo l’archeologo Felix Chami, professore all’Università di Dar es Salaam, potrebbero effettivamente essere le rovine di Rhapta.

5. La Grande Migrazione degli gnu avviene nel Parco Nazionale del Serengeti

Il Parco Nazionale del Serengeti è il palcoscenico di uno degli eventi naturali più spettacolari del pianeta: la Grande Migrazione. Centinaia di migliaia di ungulati, tra cui zebre e antilopi, si uniscono a una mandria di 1,5 milioni di animali in movimento attraverso le pianure africane, alla ricerca di nuovi pascoli.

Il parco ospita inoltre i Big Five africani, oltre a giraffe, ippopotami, coccodrilli, diverse decine di altre specie di grandi mammiferi e circa 500 specie di uccelli. Il Serengeti è incluso nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

6. Zanzibar, in Tanzania, è nota per la guerra più breve della storia

Il 25 agosto 1896 morì il sultano di Zanzibar, Hamad bin Thuwaini, sostenuto dall’amministrazione coloniale britannica. Il giorno stesso della sua morte, il cugino Khalid bin Barghash, vicino alla Germania, prese il potere con un colpo di Stato.

In risposta, la Gran Bretagna schierò una flotta navale davanti alle coste di Zanzibar e presentò un ultimatum: Barghash doveva rinunciare alla pretesa al trono, ordinare il disarmo e ammainare la bandiera entro le 9:00 del 27 agosto. Pur disponendo di un esercito nettamente inferiore per uomini e armamenti, il nuovo sultano decise di resistere. I britannici fecero lo stesso.

Come annunciato, alle 9:00 la flotta aprì il fuoco sul palazzo, sui pochi cannoni e sull’unica nave del sultanato. Ebbe così inizio la guerra anglo-zanzibarina, durata appena 38 minuti: per questo è considerata la guerra più breve della storia.

7. In Tanzania vivono leoni che si arrampicano sugli alberi

Probabilmente hai già visto immagini di leoni distesi sui rami degli alberi. Queste fotografie sono state scattate in Tanzania, in particolare nei Parchi Nazionali del Lago Manyara, del Tarangire e del Serengeti.

La ragione esatta di questo comportamento non è nota. Una delle teorie più diffuse sostiene che i leoni salgano sugli alberi per sfuggire alle punture degli insetti e al caldo. L’idea che, essendo felini, amino semplicemente arrampicarsi non regge: questi predatori non mostrano lo stesso comportamento in nessun’altra parte del mondo. Durante un safari nel Parco Nazionale del Lago Manyara, nel Parco Nazionale del Tarangire o nel Parco Nazionale del Serengeti, in Tanzania, si può assistere a questo sorprendente comportamento della fauna selvatica.

8. Gola di Olduvai – la culla dell’umanità

La gola di Olduvai si trova nel nord della Tanzania. È un burrone lungo 48 km, spesso definito la «culla dell’umanità». Nel corso del XX secolo, gli scavi archeologici condotti qui portarono a scoperte sensazionali: in particolare, furono ritrovati resti di antichi antenati dell’uomo e i primi utensili, risalenti fino a 2 milioni di anni fa. Le ricerche e i dibattiti sulle origini più antiche dell’umanità continuano ancora oggi.

Curiosamente, questo luogo fu scoperto quasi per caso. Fino al XIX secolo, la gola di Olduvai non era al centro dell’interesse scientifico internazionale. Nel 1911 il neurologo e paleontologo tedesco Wilhelm Kattwinkel arrivò in Tanzania per studiare la malattia del sonno, che all’epoca causava molte vittime. Durante quel viaggio individuò nella zona fossili potenzialmente preziosi. Gli scavi iniziarono appena 2 anni dopo.

Vale la pena ricordare che Olduvai non è l’unico luogo in cui siano stati trovati fossili di tale antichità. Il sito UNESCO «Cradle of Humankind» comprende anche la provincia del Gauteng, in Sudafrica, dove a metà del XX secolo furono scoperti nelle grotte di Sterkfontein fossili di Australopithecus risalenti a 2,3 milioni di anni fa.

9. Il cratere del Ngorongoro brulica di fauna selvatica

Per evitare confusioni, è bene chiarire: il cratere del Ngorongoro è solo una piccola parte della più vasta Area di Conservazione del Ngorongoro, che si estende per oltre 8.200 km². Per dare un’idea delle dimensioni, è più grande di Lussemburgo, Singapore, Isole Vergini e Isole Fær Øer messi insieme. Avanzerebbe persino spazio per Hong Kong.

La riserva ospita circa 25.000 grandi mammiferi, la maggior parte dei quali vive nel cratere di 260 km². È quasi 130 volte la superficie di Monaco. La concentrazione di fauna selvatica è così elevata che, durante un safari, si incontrano nuovi animali ogni 5-10 minuti. Il Ngorongoro è considerato uno dei luoghi più belli per l’osservazione della fauna e, come il Serengeti, è incluso nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

10. La Tanzania è circondata dalle acque dei Grandi Laghi Africani

Il paese si trova all’interno della Rift Valley dell’Africa orientale, lungo la quale si estendono alcuni dei più grandi laghi d’acqua dolce del pianeta. Sono conosciuti come Grandi Laghi Africani e talvolta vengono persino definiti mari interni. La Tanzania ha accesso a 3 di essi.

  • Il lago Vittoria, che confina anche con Uganda e Kenya, è il più grande del continente e il secondo più grande al mondo dopo il Lago Superiore, in Nord America. Con i suoi 68.800 km², potrebbe contenere facilmente 165 volte Venezia.
  • Il lago Tanganica, al confine con Congo, Zambia e Burundi, è il più profondo dell’Africa e il secondo più profondo al mondo dopo il lago Bajkal, in Russia. La profondità media è di 570 metri, mentre il punto più profondo raggiunge 1.470 metri. Per confronto, il mare Adriatico arriva a 1.230 metri di profondità.
  • Il lago Niassa (lago Malawi), le cui rive appartengono anche a Mozambico e Malawi, ospita la più grande varietà di specie ittiche al mondo. Secondo stime prudenti, ne conta oltre 1.000, e questo numero cresce quasi ogni settimana. Molti degli abitanti del lago non si trovano in nessun altro luogo.

11. La prima guerra documentata tra scimpanzé avvenne in Tanzania

Gombe Stream è il parco nazionale più piccolo della Tanzania, sulle rive del lago Tanganica. È diventato celebre soprattutto grazie al lavoro di Jane Goodall, rinomata primatologa britannica che visse per molti anni nel Parco Nazionale di Gombe Stream, studiando il comportamento sociale e l’intelligenza degli scimpanzé. Molte delle conoscenze moderne su questi primati si devono a lei. Fu Goodall, per esempio, la prima a osservare che gli scimpanzé usano strumenti rudimentali, mangiano carne, cacciano in gruppo e arrivano persino a combattere guerre.

Foto di Jane Goodall
Jane Goodall
Fellow della Royal Society Regno Unito

Jane Goodall è la più autorevole primatologa e attivista ambientale al mondo. I suoi 60 anni di ricerca hanno posto le basi della primatologia moderna: nel Parco Nazionale di Gombe Stream scoprì che gli scimpanzé possono creare legami sociali duraturi e utilizzare strumenti semplici. Goodall dimostrò inoltre che, come gli esseri umani, i primati provano emozioni come gioia, paura, empatia e dolore.

Autrice di libri sulla fauna selvatica, PhD dell’Università di Cambridge, protagonista di documentari del National Geographic, Dama Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico e Messaggera di Pace delle Nazioni Unite.

Nel 1974 notò una scissione all’interno di un gruppo di scimpanzé: 6 maschi, 3 femmine adulte e diversi giovani si separarono dagli altri e iniziarono a vivere isolati. Il gruppo principale non accettò la divisione. Nei 4 anni successivi tese imboscate e attaccò brutalmente i «ribelli». Sopravvissero solo poche femmine, ferite e rapite. Quando morì l’ultimo membro del gruppo separato, i vincitori presero possesso del territorio.

È il primo caso documentato di uccisione intenzionale tra scimpanzé, noto come «guerra degli scimpanzé di Gombe». All’inizio la scoperta di Jane Goodall fu accolta con critiche, perché i modelli scientifici sul comportamento umano e animale non erano mai stati messi in relazione in quel modo. Studi successivi a Gombe e in altri paesi, tra cui la Repubblica Democratica del Congo, confermarono però che gli scimpanzé sono effettivamente capaci di condurre vere guerre.

12. La Tanzania ha 2 capitali

Dar es Salaam è la più grande città portuale della Tanzania, con una popolazione di oltre 5 milioni di abitanti. Ufficialmente fu capitale dal 1961. Pur avendo perso questo status dal punto di vista giuridico, la maggior parte delle istituzioni governative, delle grandi aziende e delle imprese resta ancora qui.

Nel 1996 la capitale fu trasferita a Dodoma, ma da allora è cambiato poco. In quasi 30 anni, salvo poche eccezioni, vi si sono spostati solo la residenza del presidente e alcuni ministeri. Dar es Salaam continua a essere il centro economico e culturale del paese.

13. In Tanzania si parlano oltre 120 lingue e convivono numerose religioni tradizionali

La Tanzania può essere considerata uno dei paesi più multiculturali al mondo. Vi convivono oltre 120 diversi gruppi etnici e tribù, e all’incirca lo stesso numero di lingue. Le lingue ufficiali sono l’inglese e lo swahili, che, pur essendo nato dall’incontro tra dialetti bantu e arabo, è considerato la lingua franca di tutti gli abitanti locali. Viene insegnato nelle scuole.

La maggior parte delle altre lingue è isolata, cioè parlata solo all’interno di uno specifico gruppo etnico. Tra queste spiccano il sandawe e l’hadza, con le loro caratteristiche consonanti a clic, assenti in qualsiasi altro luogo del pianeta.

Quanto alle religioni in Tanzania, secondo le stime il 63% degli abitanti pratica il cristianesimo, il 34% l’islam e la restante parte buddhismo, ebraismo, induismo e altre religioni, comprese le credenze tradizionali africane. Queste ultime risultano particolarmente interessanti per chi cerca il contesto culturale locale, poiché possono includere il culto degli antenati, la fede negli spiriti e la stregoneria.

14. Zanzibar ospitò l’ultimo mercato degli schiavi al mondo

Oggi Zanzibar è conosciuta come una frequentata destinazione turistica, con buoni hotel, spiagge di sabbia bianca e architetture coloniali nel suo centro storico. Eppure, appena 150 anni fa, ospitava uno dei più grandi mercati degli schiavi d’Africa, dove ogni anno venivano vendute fino a 50.000 persone. I mercanti arabi e indiani avevano creato numerose rotte commerciali nella regione, favorendo anche la crescita della tratta degli schiavi.

La schiavitù a Zanzibar divenne illegale nel 1870, sebbene continuò a essere praticata ancora per qualche tempo. Nel 1873, sotto la pressione della Gran Bretagna, fu chiuso l’ultimo mercato degli schiavi al mondo. Oggi, al suo posto, sorge un complesso commemorativo a Stone Town.

15. Sull’isola di Rubondo fu condotto un esperimento segreto con gli animali

Chi visita la Tanzania può entrare in contatto con un esperimento nascosto nella giungla, iniziato nella Berlino dell’epoca della Seconda guerra mondiale. Bernhard Grzimek, professore tedesco e veterinario della Wehrmacht, fuggì dalla capitale tedesca verso la Francoforte sul Meno appena liberata. Lì divenne prima direttore di uno zoo e poi guidò la Frankfurt Zoological Society.

Nel 1966 Grzimek decise di salvare alcuni scimpanzé catturati in natura in Africa e condannati a una lenta morte negli zoo e nei circhi europei, riportandoli nel loro ambiente d’origine: questa volta sull’isola disabitata di Rubondo, nel lago Vittoria.

L’esperimento, soprannominato «Arca di Noè», era rischioso e senza precedenti, perché i primati non erano adattati alla vita selvatica. Eppure impararono a trovare cibo, costruire nidi, allevare la prole e, con il tempo, formarono una società tipica degli scimpanzé. In seguito furono introdotti sull’isola altri animali, tra cui giraffe, elefanti e antilopi.

Vivere in una riserva protetta, isolata dalla terraferma, è sicuro per gli animali. Tuttavia i discendenti degli scimpanzé salvati dall’Europa sono cresciuti senza abituarsi alla presenza umana, rendendo difficile per gli scienziati osservarli nel loro ambiente naturale.

Per affrontare questo problema, nel 2015 l’ente dei Parchi Nazionali della Tanzania ha avviato il progetto di abituazione degli scimpanzé dell’isola di Rubondo, dando ai visitatori la possibilità di agire come ambasciatori dell’umanità. L’obiettivo del progetto è far conoscere Rubondo e i suoi abitanti ai viaggiatori mentre, a loro volta, gli animali dell’isola si abituano gradualmente alla presenza delle persone. Sebbene negli anni il progetto abbia aumentato il numero di safari riusciti, incontrare gli schivi scimpanzé non è ancora garantito. In ogni caso, che gli ospiti riescano o meno ad avvistare le grandi scimmie, la loro presenza nella giungla non passa inosservata e mostra agli scimpanzé che gli esseri umani non rappresentano una minaccia.

Pubblicato il 3 Ottobre 2024 Aggiornato il 26 Maggio 2026
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Informazioni sull'autore
Marvin Derichs

Marvin Derichs, consulente di viaggio per Altezza Travel con base in Germania, ha vissuto 7 anni in Tanzania prima di rientrare nel nevoso Schleswig.

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