Il lago Tanganica è uno dei laghi d’acqua dolce più antichi del pianeta, un autentico prodigio della natura. Nelle sue acque si osservano, quasi a occhio nudo, le meraviglie dell’evoluzione: immergersi nel lago significa incontrare specie endemiche di pesci e altri animali che non esistono in nessun altro luogo al mondo. Ancora oggi gli scienziati continuano a studiare le acque del Tanganica. La profondità massima raggiunge 1.470 m e, tra i laghi del pianeta, solo il Bajkal in Siberia lo supera. Le sue rive sono incorniciate da spiagge di sabbia chiara e foreste tropicali.
Posizione e geografia
Le rive del lago Tanganica lambiscono 4 Paesi africani: la Tanzania, la Repubblica Democratica del Congo, il Burundi e lo Zambia. La Tanzania, però, regala le vedute più suggestive e l’accesso più comodo al lago. Possiede inoltre quasi metà delle acque del Tanganica, e lungo la sua sponda si trovano spiagge piacevoli, con sabbia che degrada dolcemente verso l’acqua. Sul versante della Repubblica Democratica del Congo, al contrario, la costa è formata da scogliere rocciose.
Il lago Tanganica è talmente vasto che, stando sulla riva e guardando l’orizzonte, sembra di avere davanti un mare calmo. La larghezza media è di 50 km, ma il dato più impressionante è la lunghezza: 676 km dalla punta settentrionale a quella meridionale. È più della distanza tra Parigi e Milano: basta immaginare tutto quello spazio colmo d’acqua. Questo fa del Tanganica il lago d’acqua dolce più lungo del pianeta.
Il lago è ricco di pesce e la pesca è un’attività importante per le comunità locali. Oltre ai comuni pesci d’acqua dolce destinati alla cucina, qui si catturano spesso anche pesci d’acquario. Decine di barche ormeggiate, con le canne da pesca pronte, sono una presenza familiare lungo queste rive.
Ampi tratti della costa sono circondati da vere foreste tropicali, habitat degli scimpanzé. Questi primati scendono volentieri verso le acque del lago e si possono osservare all’interno dei parchi nazionali.
Il principale centro abitato tanzaniano vicino al lago Tanganica è Kigoma. Conta oltre 200.000 abitanti ed è una città relativamente povera, ma interessante. Tra i luoghi da vedere ci sono i vecchi edifici della stazione ferroviaria, le strutture portuali e un cantiere navale risalenti all’epoca coloniale. C’è anche un piccolo museo dedicato alle ricerche del celebre viaggiatore David Livingstone.
Sulla sponda settentrionale del lago Tanganica, nel vicino Burundi, si trova Bujumbura, grande capitale del Paese. A ovest, nella Repubblica Democratica del Congo, sorge Kalemie, il principale porto occidentale del Tanganica. Queste città, insieme ad altri piccoli centri, sono collegate a Kigoma, in Tanzania, da trasporti lacustri. Il mezzo più sorprendente è il celebre piroscafo tedesco Liemba (MV Liemba). Nella sua storia lunga più di 1 secolo è affondato 2 volte. In entrambe le occasioni è rimasto per anni sul fondo del lago, prima di essere recuperato, restaurato e rimesso in servizio: oggi naviga di nuovo con passeggeri a bordo sulle acque del Tanganica. La sua storia incredibile è raccontata alla fine di questo articolo.
Cosa fare sul lago
Il lago più profondo d’Africa sorprende più volte, scoperta dopo scoperta. Per trovarle si può letteralmente scendere sott’acqua, ma non è indispensabile: molte attività interessanti si svolgono proprio sulla superficie del lago.
Camminate e osservazione degli scimpanzé nei parchi
Una delle attività più apprezzate sul lago Tanganica è la visita a uno dei parchi nazionali che sorgono a ridosso delle sue rive: il Parco Nazionale di Gombe Stream e il Parco Nazionale dei Monti Mahale. In entrambi domina una splendida foresta pluviale naturale.
I parchi ospitano centinaia di specie di uccelli e mammiferi, compresi alcuni predatori. L’interesse maggiore, però, è per i primati che vivono in queste foreste in gruppi familiari. I più comuni sono gli scimpanzé, i parenti più prossimi dell’uomo, con una corrispondenza genetica superiore al 90%. Vederli nel loro habitat mentre si puliscono a vicenda, giocano complesse dinamiche sociali e interagiscono in molti modi diversi è uno degli incontri più intensi di questa regione.
Le spiagge del lago Tanganica
Oltre alle camminate per osservare gli scimpanzé, il lago permette anche una pausa balneare più tradizionale. A Kigoma ci sono diverse spiagge, alcune ideali per rilassarsi: rive tranquille di sabbia, acqua limpida e calma, lodge dall’atmosfera tropicale, passeggiate lungo il lago sotto la volta degli alberi e, alla fine della giornata, tramonti spettacolari. Un approdo inatteso quasi nel cuore del continente africano.
È però importante fare il bagno solo nelle spiagge autorizzate e sicure del lago Tanganica. In alcuni tratti vivono animali pericolosi: conviene muoversi con una guida che conosca bene la zona e seguire sempre le indicazioni prima di entrare in acqua.
Immersioni nel Tanganica
Le infrastrutture turistiche al di fuori dei parchi nazionali sono ancora nelle prime fasi di sviluppo, ma gli appassionati di pesca trovano diverse possibilità, con barche a motore o imbarcazioni tradizionali. Sono presenti anche centri diving che organizzano escursioni subacquee tra i pesci colorati che popolano in abbondanza le acque del Tanganica.
Poiché le acque del lago sono per lo più calme, il Tanganica è un luogo adatto ai principianti per le prime lezioni di immersione. Meglio cominciare in acque basse. In alcuni punti la visibilità raggiunge i 20 m e oltre, quindi anche i sub esperti possono apprezzare l’incontro con gli abitanti del lago.
L’acqua è molto calda: la temperatura oscilla intorno ai 24–28 °C, rendendo le immersioni confortevoli e sicure. Gli abitanti scherzano persino dicendo che immergersi nel Tanganica è più sicuro che prendere i minibus locali.
Va ricordato che la superficie del lago si trova a 773 m sul livello del mare: le immersioni avvengono quindi, di fatto, in condizioni simili all’alta quota. Avere già esperienza subacquea, oppure affidarsi a guide professionali per la prima uscita, è l’approccio più prudente.
Il lago Tanganica viene spesso definito un enorme acquario naturale per le numerose specie di ciclidi, pesci che vivono qui e in nessun altro luogo. Nelle sue acque si trovano ciclidi di molti colori diversi, tanto da attirare scienziati da tutto il mondo. In acqua bassa si possono osservare da vicino: basta scendere a 5 m di profondità per essere circondati da banchi di questi pesci agili e vivacemente colorati.
Escursioni in barca e pesca
Dalle rive del lago si può partire in barca in qualsiasi momento. Le guide locali conducono verso i punti migliori, raggiungibili solo dall’acqua. Qui la natura conserva un’impronta remota: vegetazione tropicale e una straordinaria varietà di fauna che meritano tempo e attenzione.
Il lago Tanganica è famoso anche per la pesca sportiva. Tra marzo e aprile, su queste rive si tiene uno speciale campionato di pesca, un’occasione ideale per pescare per piacere. Inoltre, molti dei pesci d’acquario più belli al mondo vengono catturati qui e poi inviati agli appassionati di acquari.
Tra i «trofei» più ricercati dai pescatori locali e da quelli in visita ci sono l’«elefante» e la «tigre». «Elefante d’acqua» è il nome in lingua hausa del persico del Nilo: misura circa 0,5 m e pesa 15 kg. Il più grande persico del Nilo mai registrato era un esemplare imponente di 180 cm e 140 kg. La «tigre» è il grande pesce tigre, noto anche come Hydrocynus goliath: raggiunge 1,5 m di lunghezza e 50 kg di peso. Il dettaglio più impressionante sono i 32 denti canini. Si dice che i pesci tigre siano così aggressivi da attaccare persino i piccoli di coccodrillo.
Che cos’è il lago Tanganica?
Il lago Tanganica è il più antico lago di rift d’Africa, formatosi durante il movimento di 2 placche tettoniche, quella arabica e quella africana. Da questo processo nacquero la Grande Rift Valley e l’enorme sistema di bacini che oggi chiamiamo Grandi Laghi Africani. Oltre al Tanganica, ne fanno parte il lago Vittoria, il lago Niassa (Malawi), il lago Rodolfo (oggi Turkana), il lago Edoardo (Rutanzige), il lago Alberto e il lago Kivu.
Il lago Tanganica è anche il più profondo d’Africa, con una profondità massima di 1.471 m. Su scala globale è il 2° lago più profondo al mondo, dopo il Bajkal, che raggiunge 1.642 m. La profondità media del Tanganica è di 570 m. Contiene un volume d’acqua dolce pari al 18% delle riserve mondiali di acqua dolce accessibili all’uomo.
Qual è l’origine del nome Tanganica
Secondo una prima interpretazione, in una delle lingue locali della regione esiste un’espressione dal suono simile a «tanganyika», che significherebbe più o meno «bacino ricco di pesci». Altre spiegazioni traducono la parola «Tanganyika» come «lago simile a una pianura» o «grande lago che si distende come una pianura». Non esiste però una versione definitiva: per secoli molte tribù si sono stabilite lungo queste rive, ognuna con la propria lingua e il proprio modo di descrivere il lago.
È importante ricordare anche che in passato Tanganica indicava la parte continentale dell’attuale Tanzania, quando non era ancora uno Stato indipendente ed era sotto il dominio britannico. Il nome «Tanzania» nacque dall’unione dei nomi Tanganica e Zanzibar, le 2 nazioni che formarono la Repubblica Unita di Tanzania.
Quanti anni ha il lago Tanganica?
Grazie al metodo delle onde riflesse è stato possibile stabilire quando iniziò a formarsi il lago Tanganica. Secondo i dati sismici, accadde 9–12 milioni di anni fa. In realtà il processo continua ancora oggi, perché la placca africana si sta lentamente separando proprio sotto il lago. Tra qualche milione di anni la placca tettonica si dividerà definitivamente e l’Africa orientale scivolerà lentamente verso l’Oceano Indiano. In questo processo, l’attuale lago verrà riempito da acqua marina salata.
In generale, il Tanganica comprende 3 bacini di età diversa: quello centrale, il più antico, e quelli meridionale e settentrionale, più giovani; alcune parti di quest’ultimo si formarono in tempi relativamente recenti, circa 2 milioni di anni fa. Poiché gli esploratori analizzavano zone diverse del lago, l’età del Tanganica veniva stimata con ampie discrepanze, generando confusione.
La conclusione finale arrivò dai genetisti. Esaminarono i genomi dei pesci locali e individuarono il loro antenato comune. Secondo il cosiddetto orologio molecolare, visse proprio all’epoca della formazione del lago.
Chi «scoprì» il Tanganica
Per non alimentare una visione del mondo unilaterale ed eurocentrica, non entreremo nei dettagli della «scoperta» del lago Tanganica. È evidente che qui gli esseri umani vivono fin dall’antichità, da così tanto tempo che questo luogo potrebbe aver visto l’ascesa di Homo sapiens come specie, considerando che la gola di Olduvai si trova ad appena 700 km da qui.
Richard Burton e John Speke, coraggiosi viaggiatori ed esploratori britannici, furono i primi europei a registrare la loro presenza sul lago. Cercavano la sorgente del grande Nilo e raggiunsero le acque del Tanganica nel 1858.
Gli affluenti del Tanganica
Il lago Tanganica è alimentato dalle piogge e da diversi fiumi. Il più grande, il fiume Ruzizi, arriva da nord, dal territorio del Burundi. Proprio sulle rive del Ruzizi, secondo alcune storie, vivrebbe Gustav, il leggendario coccodrillo cannibale. A Gustav vengono attribuite 300 vittime, ed è diventato persino il protagonista del film horror «Primeval».
Anche il fiume Malagarasi porta acqua al lago più antico della regione. Il Malagarasi è più antico del Tanganica e, prima della formazione del lago, sfociava nel fiume Congo. Le tribù locali lo chiamano «il fiume degli spiriti maligni». Non consigliamo di andarci senza preparazione: è meglio verificare ogni dettaglio con i nostri consulenti e scegliere uno dei viaggi sicuri e affidabili con Altezza Travel.
Non elencheremo qui tutti gli affluenti minori del lago Tanganica. Basti dire che dal lago esce un solo fiume: il Lukuga. Scorre attraverso il territorio della Repubblica Democratica del Congo, nella giungla equatoriale, e confluisce direttamente nel fiume Congo, che a sua volta sfocia nell’Oceano Atlantico.
Le particolarità del Tanganica
A questo punto è chiaro: il lago Tanganica è un luogo raro, ricco di sorprese. Che si tratti di viaggiatori esperti, scienziati o ricercatori, le sue caratteristiche colpiscono chiunque si avvicini a questo straordinario lago.
Le acque stratificate
Nel linguaggio scientifico questo fenomeno si chiama stratificazione, e i bacini stratificati sono detti meromittici. Per spiegarlo in modo semplice, si può pensare a un cocktail Bloody Mary: prima si versa nel bicchiere il succo di pomodoro, più denso, poi si aggiunge la vodka sopra. Gli strati non si mescolano perché i liquidi hanno densità diverse.
Nel Tanganica accade qualcosa di simile. No, scendere più in profondità non porta al succo di pomodoro; al contrario. Lo strato superiore è acqua ossigenata, un ambiente favorevole alla vita degli organismi. Ma da circa 200 m di profondità fino al fondo si estende una colonna d’acqua contenente solfuro di idrogeno, che esclude ogni forma di vita. Le acque profonde del lago sono un cimitero naturale, un monumento idrologico della natura.
L’acqua del lago si sta riscaldando
Secondo alcune osservazioni, nell’ultimo secolo la temperatura media dell’acqua negli strati superficiali del lago è aumentata di 2 °C. È un salto rapido e significativo. Il riscaldamento dell’acqua modifica la vita degli organismi: per esempio, le alghe diminuiscono, mentre sulla superficie compare sempre più spesso il giacinto d’acqua, pianta velenosa considerata anche un’infestante nociva.
Tutto questo porta a una diminuzione dei pesci nel lago Tanganica. I Paesi che si affacciano sul lago, insieme alle organizzazioni internazionali per la conservazione, stanno cercando soluzioni per proteggere l’ecosistema unico di questo lago antichissimo.
Il lago Tanganica, laboratorio della natura
Nel corso della sua lunga storia, durata milioni di anni, il lago non si è mai prosciugato. È inoltre rimasto quasi sempre isolato da altri bacini d’acqua. Ancora oggi, nonostante il deflusso attraverso il fiume Lukuga, i pesci restano nel lago e non entrano nel sistema fluviale del Congo.
È stata proprio questa combinazione di condizioni – isolamento, enormi volumi di acqua dolce, stratificazione e clima favorevole – a produrre, in un’area relativamente limitata, un fenomeno raro: la formazione su larga scala di nuove specie.
La fauna unica del Tanganica
La fauna del lago comprende una grande varietà di specie, oltre 2.000 in totale. Molte hanno seguito un proprio percorso evolutivo e si trovano solo qui, lungo le rive del lago Tanganica. Il lago e i suoi dintorni sono habitat di numerose specie endemiche e, per questo, sono particolarmente preziosi sia per i biologi sia per i collezionisti di pesci rari.
I pesci del Tanganica
I pesci più ricercati dai pescatori sono alcuni tipi di sardine, spratti e le 4 specie di persico, tutti considerati endemici del lago Tanganica. Inoltre, queste acque ospitano diverse specie particolari di pesci gatto e anguille. Qui vive persino una specie unica di pesce palla velenoso.
Soprattutto, però, il lago è famoso per i pesci della famiglia dei ciclidi. Ne vivono qui almeno 250 specie, quasi tutte uniche. Alcune restano ancora poco studiate, nonostante le ricerche scientifiche in corso nelle acque del lago.
Tra le specie più belle e apprezzate ci sono:
- la cyphotilapia frontosa, detta «Regina del Tanganica»;
- diversi tipi di tropheus;
- Julidochromis;
- molti lamprologus, compresi il lamprologus multifasciato e la Principessa del Burundi.
Gli acquariofili di tutto il mondo seguono con attenzione le ricerche sull’ittiofauna del Tanganica, si scambiano informazioni preziose e, naturalmente, cercano pesci rari e colorati. Gli appassionati più motivati desiderano avere questi piccoli gioielli nei propri acquari.
Altri ciclidi si trovano anche nei laghi vicini, il Vittoria e il Niassa (Malawi). In ciascuno di questi bacini vivono numerose specie endemiche proprie.
Gli animali del Tanganica
Nel lago vivono decine di specie di lumache e altre classi di molluschi. Molte, anche in questo caso, sono endemiche. Oltre ai molluschi, il lago Tanganica ha persino dato origine a una propria specie di medusa.
I bassi fondali e le rive del lago Tanganica pullulano letteralmente di crostacei: se ne contano almeno 200 specie. Granchi, gamberi e altri organismi prosperano qui. Per varietà di crostacei e lumache d’acqua dolce, nessun altro Grande Lago Africano può competere con il Tanganica.
Tra i rettili si trovano coccodrilli del Nilo, cobra d’acqua e alcune specie di tartarughe. In genere gli animali di grandi dimensioni evitano le zone frequentate e preferiscono i tratti più fitti di vegetazione; incontrare allo scoperto persino una tartaruga, per non parlare di un coccodrillo, è quindi molto improbabile. Le scimmie, invece, talvolta si avvicinano all’acqua.
I parchi nazionali vicino al lago Tanganica
Come già accennato, in Tanzania ci sono 2 parchi nazionali le cui foreste tropicali confinano con le rive del lago Tanganica.
Parco Nazionale di Gombe Stream
Il primo è il più piccolo Parco Nazionale di Gombe Stream, adagiato sulla sponda nord-orientale. La sua superficie è di appena 71 km². Come recita una battuta locale, «il numero di scimpanzé nel parco è uguale al numero di scienziati che li osservano!»
L’osservazione degli scimpanzé è l’attività più popolare qui e prosegue da oltre mezzo secolo, ormai una vera tradizione. Fu in questo parco che la leggendaria primatologa e antropologa Dott.ssa Jane Goodall trascorse l’intera vita professionale e rivoluzionò le idee comuni sugli scimpanzé. Ancora oggi la scienziata continua a difendere attivamente i diritti degli animali, pur avendo ormai circa 90 anni.
Jane Goodall è la più autorevole primatologa e attivista ambientale al mondo. I suoi 60 anni di ricerche hanno posto le basi della primatologia moderna: nel Parco Nazionale di Gombe Stream ha scoperto che gli scimpanzé possono formare legami sociali duraturi e utilizzare strumenti semplici. Goodall ha inoltre dimostrato che, come gli esseri umani, i primati provano emozioni come gioia, paura, empatia e dolore.
Autrice di libri sulla fauna selvatica, dottorato presso l’Università di Cambridge, protagonista di documentari del National Geographic, Dama Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico e Messaggera di Pace delle Nazioni Unite.
Oltre agli scimpanzé, qui vivono babbuini gialli, colobi rossi, cercopitechi verdi, cercopitechi blu e scimmie dalla coda rossa. Nel parco si trovano anche ippopotami, leopardi, galagoni, tassi del miele, potamoceri, una grande varietà di serpenti e una ricca avifauna.
I paesaggi sono magnifici. Gli eco-lodge di Gombe Stream, immersi in un contesto tropicale, accolgono chi arriva fin qui.
Parco Nazionale dei Monti Mahale
A sud di Kigoma si trova uno dei parchi più belli della Tanzania: il Parco Nazionale dei Monti Mahale, con una superficie di 1.613 km².
Come suggerisce il nome, il parco si estende lungo la catena montuosa costiera dei Mahale. La vetta raggiunge i 2.462 m. La foresta pluviale avvolge le montagne come un morbido manto naturale, offrendo ai suoi abitanti riparo, ombra e abbondanza di cibo. Gli scimpanzé locali vivono qui quasi da sovrani, con ritmi e habitat simili a quelli di 1.000 anni fa. La lontananza del parco e il terreno montuoso rendono l’accesso difficile; in assenza di un forte impatto umano, gli scimpanzé si sono riprodotti in numeri che nessun altro parco tanzaniano può vantare.
È ancora più sorprendente che gli scimpanzé dei Monti Mahale convivano con i leoni, presenti anche in queste aree. Nel parco vivono centinaia di specie di uccelli, istrici e scoiattoli; nelle zone di savana si possono incontrare anche leoni, giraffe e zebre. Tuttavia i visitatori non possono raggiungere la savana, perché il percorso attraverserebbe una vegetazione forestale fitta e priva di strade adeguate.
Gli abitanti locali furono trasferiti dai Monti Mahale nel secolo scorso e oggi la regione è quasi tornata al suo stato primordiale.
Il modo per arrivare in questo parco è insolito: si può raggiungere solo in barca. Ogni spostamento nell’area costiera avviene a piedi, rendendo la visita al Parco Nazionale dei Mahale una vera spedizione nella natura.
La città portuale di Kigoma
Il principale interesse di Kigoma è il suo ruolo di porta d’accesso al lago Tanganica e ai parchi nazionali vicini. Come città è semplice, fatta eccezione per alcune attrazioni particolari.
Per cominciare, possiede una stazione ferroviaria da cui i treni attraversano il Paese fino a Dar es Salaam, la città più grande della Tanzania, sulla costa dell’Oceano Indiano. Per chi cerca un viaggio più rapido, Kigoma dispone anche di un aeroporto nazionale.
Per chi ama la storia e la geografia, vale la pena fermarsi al piccolo Museo Livingstone e conoscere il periodo in cui l’Africa iniziava appena a essere esplorata dagli europei. Qui si può anche rendere omaggio alla statua di David Livingstone, coraggioso viaggiatore, missionario e umanista che trascorse lunghi periodi in Tanzania.
Infine, consigliamo una visita al porto.
La leggendaria nave «Liemba» (MV Liemba)
Nel porto di Kigoma si può vedere una grande nave dall’aspetto molto antico. Il lungo scafo bianco, le aperture rettangolari del ponte inferiore con i corrimano e i fumaioli sporgenti fanno pensare subito a uno storico piroscafo. In effetti la MV Liemba ha più di 100 anni ed è ancora in servizio.
Il piroscafo tedesco per merci e passeggeri, allora chiamato Graf von Goetzen, fu varato nel 1915. In quel periodo infuriava la Prima guerra mondiale e l’attuale Tanzania continentale era sotto il dominio della Germania. Per resistere alle forze avversarie congiunte, la Germania aveva bisogno di potenza militare sulle acque del lago Tanganica. Il Belgio, che governava il vicino Congo, era l’avversario più immediato.
Così la superficie liscia dell’antico lago africano fu turbata da una nave da guerra armata con veri pezzi d’artiglieria. Gli spari risuonarono e la tensione crebbe mentre le parti in conflitto si affrontavano sulle acque del Tanganica.
Dopo 1 anno e mezzo, i tedeschi, ormai in gran parte sconfitti, dovettero ritirarsi. Fu presa la decisione strategica di affondare temporaneamente il Graf von Goetzen vicino alla foce del fiume Malagarasi, per tornare in seguito a recuperarlo dal fondo. I soldati tedeschi lubrificarono i meccanismi del piroscafo con uno spesso strato d’olio e lo mandarono a fondo. Non tornarono però sul Tanganica, perché la Germania perse la guerra.
Dopo un paio d’anni i belgi recuperarono la nave, ma 2 anni più tardi una tempesta riportò il povero Graf von Goetzen sul fondo.
Il lungo servizio pacifico con il nome «Liemba»
Quando l’intero territorio continentale dell’attuale Tanzania passò sotto il controllo britannico, il piroscafo fu recuperato, restaurato e adattato a usi civili. Nel 1927 l’ex nave da guerra tedesca divenne nota come «Liemba» (MV Liemba), con la missione dichiarata di trasportare pacificamente merci e passeggeri attraverso il lago Tanganica.
Gli anni sono passati, molte cose sono cambiate nel mondo e in Tanzania, ma sul lago Tanganica qualcosa è rimasto quasi immutato per 1 secolo: la nave passeggeri MV Liemba. L’ex nave da guerra continua a navigare tra Kigoma e altri porti e, fortunatamente, secondo gli esperti è in buone condizioni e potrà restare in servizio ancora per diversi anni.
Ci auguriamo che MV Liemba possa presto celebrare un altro centenario, questa volta come piroscafo esclusivamente pacifico.
Se non sei pronto per una crociera sulla MV Liemba, vale almeno la pena fotografare la leggendaria nave nel porto di Kigoma durante la visita.
Tanganica, il grande lago africano che attende una visita
La Tanzania custodisce molti luoghi antichi, capaci di raccontare le origini dell’uomo e il modo in cui la natura è cambiata nel corso di milioni di anni. Il lago Tanganica è uno di questi luoghi straordinari: qui pesci e forme di vita acquatica continuano a evolvere nelle acque stratificate del lago, gli scimpanzé ci aiutano a comprendere meglio la natura e gli esseri umani possono rallentare il passo, fermarsi e osservare.
Durante un viaggio in Tanzania, il lago Tanganica merita di essere preso in considerazione.
La regione occidentale della Tanzania ha un grande potenziale per lo sviluppo dell’ecoturismo e siamo certi che presto crescerà in popolarità. Non aspettare che diventi una meta molto frequentata: visita il lago Tanganica e scopri quanto sia sorprendente prima che lo facciano tutti gli altri.
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