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La Tanzania è un Paese sicuro da visitare?

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Tempo di lettura: 7 min.
La Tanzania La Tanzania

La Tanzania è il Paese più grande dell’Africa orientale ed è considerata la nazione più pacifica della regione. È naturale, tuttavia, avere qualche dubbio prima di partire, soprattutto alla luce delle recenti preoccupazioni sanitarie a livello globale. Alcuni siti sostengono inoltre che viaggiare in Tanzania possa essere pericoloso per il rischio di violenza e terrorismo. Ma questi timori sono davvero fondati? Com’è, concretamente, la Tanzania? È un Paese sicuro da visitare?

Oggi, a causa della pandemia di COVID-19, l’attenzione verso la sicurezza dei viaggi è aumentata ovunque. Detto questo, prima, durante e anche dopo il COVID-19, ogni viaggiatore parte sempre sotto la propria responsabilità. Consigliamo prudenza ragionevole e buon senso, senza però rinunciare alla possibilità di conoscere una nuova destinazione e le meraviglie della Tanzania.

Desideriamo affrontare in particolare 2 aspetti: la criminalità e le presunte criticità per le persone LGBTQ.

Perché fidarsi di noi? 
Chiedersi perché si possa fare affidamento sui nostri consigli di viaggio è più che legittimo. La risposta è semplice: viviamo nella regione del Kilimangiaro dal 2012 e conosciamo a fondo il territorio, le persone e le dinamiche locali. È anche per questo che le principali agenzie di viaggio scelgono con continuità Altezza per condurre le loro spedizioni.

I presunti rischi di un viaggio in Tanzania

Diverse raccomandazioni di viaggio indicano “criminalità, terrorismo e attacchi mirati alle persone LGBTQ” come motivi per evitare la Tanzania. Salvo alcuni casi isolati, possiamo dire con sicurezza che si tratta di un’esagerazione e che questa descrizione non riflette in modo accurato le principali aree turistiche del Paese.

Criminalità

Come in tutte le destinazioni turistiche, anche in Tanzania esiste la microcriminalità. Non diremmo però che sia più diffusa che, per esempio, nella Repubblica Dominicana, in Thailandia, in Egitto o in Kenya. Al contrario, è probabilmente meno frequente che in luoghi come Parigi, Venezia o Barcellona, città note per borseggiatori esperti e furti di passaporti nelle aree turistiche più frequentate.

È comunque consigliabile adottare le normali precauzioni di viaggio. In particolare, è bene prestare attenzione a quanto segue:

Borseggiatori: spesso agiscono in luoghi affollati, come mercati e snodi del trasporto pubblico. Durante la visita di queste aree, è vivamente consigliato lasciare contanti e oggetti di valore in hotel. Se serve portare con sé una piccola somma per queste uscite, meglio custodirla in un marsupio sottile e nascosto, nella tasca anteriore o in una borsa tenuta davanti al corpo. Evita di mettere il portafoglio nella tasca posteriore, o di portare la borsa di lato o dietro la schiena.

Raccomandiamo prudenza anche sulle spiagge, soprattutto a Dar es Salaam: non lasciare oggetti incustoditi sulla sabbia ed evita il contatto con i cosiddetti “beach boys”, per lo più giovani uomini eccessivamente amichevoli che cercano di avviare conversazioni o vendere souvenir economici, talvolta con l’obiettivo di capire dove tieni il portafoglio.

A Dar es Salaam, la città più grande della Tanzania, così come in altri grandi centri urbani, possono verificarsi episodi di furto. Nella quasi totalità dei casi si tratta della tecnica dello “strappo e fuga”: l’aggressore afferra una borsa e cerca di dileguarsi tra la folla.

Per questo è meglio non portare oggetti di valore in borsa: più sicuro lasciarli nella cassaforte dell’hotel. Naturalmente, anche i bagagli non vanno mai lasciati incustoditi. Di sera consigliamo di utilizzare un taxi dell’hotel invece di spostarsi a piedi; in alternativa, solo taxi ufficiali bianchi e verdi, mai auto private.

Tutti gli ospiti di Altezza sono accompagnati da un autista o da una guida che conosce bene le zone visitate e aiuta a prevenire situazioni spiacevoli di ogni genere. Se un ospite chiede espressamente di visitare un’area o una città senza guida o autista, la richiesta può essere accolta, ma sotto la sua esclusiva responsabilità.

Criminalità violenta

Nonostante i molti articoli fuorvianti disponibili online — alcuni, purtroppo, pubblicati anche da fonti autorevoli — la criminalità violenta contro i turisti è estremamente rara nella parte settentrionale della Tanzania, incluse le note città turistiche di Arusha e Moshi

In quasi 10 anni di attività in Tanzania, abbiamo sentito parlare solo di pochi episodi isolati di rapina a mano armata, tutti avvenuti nelle aree costiere della Tanzania orientale e non nel Nord del Paese.

Un altro episodio isolato di cui siamo venuti a conoscenza riguarda persone avvicinate mentre prelevavano denaro da un bancomat di notte a Dar es Salaam. Per quanto ne sappiamo, non sono rimaste ferite, anche se è stato loro sottratto del denaro. Sconsigliamo di usare i bancomat dopo il tramonto e suggeriamo di scegliere sportelli sorvegliati da personale di sicurezza, come avviene comunemente per quasi tutte le banche e gli ATM di Arusha e Moshi.

È importante ricordare anche che la grande maggioranza dei tanzaniani è composta da persone gentili e pacifiche, abituate ad accogliere gli stranieri con rispetto e attenzione. La violenza come modo di gestire i conflitti è largamente estranea alla popolazione locale. Inoltre, il turismo ha un ruolo centrale nell’economia della Tanzania settentrionale, in particolare nelle città di Arusha e Moshi. Per questo molte persone apprezzano e accolgono i viaggiatori, contribuendo a rafforzare un’immagine positiva del Paese, fino ad aiutare spontaneamente chi si è perso o chi ha difficoltà a comunicare.

Nel complesso, la probabilità che un viaggiatore sia vittima di rapina o aggressione in Tanzania non è superiore a quella di molte destinazioni frequentate negli Stati Uniti o in Europa. Per prevenire questi episodi, bastano buon senso e alcune precauzioni: evitare zone poco raccomandabili, prendere un taxi di sera invece di camminare, usare banche e bancomat durante le ore diurne, non portare con sé grandi quantità di contanti e tenere sempre sotto controllo gli effetti personali. 

Terrorismo

Definire la Tanzania un Paese esposto alla minaccia del terrorismo è certamente discutibile. L’ultimo atto terroristico avvenuto in Tanzania risale al 1998, oltre 20 anni fa. 

Più di recente si è verificato un attacco a un piccolo villaggio tanzaniano nell’estremo sud del Paese, lungo il confine con il Mozambico. Secondo le fonti disponibili, gli estremisti provenivano dal Mozambico e avevano una storia di violenze e attacchi in quel Paese; l’episodio solleva quindi interrogativi soprattutto sulla sicurezza della nazione confinante, più che sulla Tanzania. L’esercito tanzaniano sta collaborando con quello mozambicano per catturare gli aggressori e assicurarli alla giustizia.

Al di là di questi rari episodi, la Tanzania non è soltanto una nazione generalmente sicura e pacifica: accoglie anche rifugiati provenienti dai Paesi vicini, tanto che l’UNICEF la considera un luogo sicuro. I campi profughi nei pressi di Kigoma continuano ad assistere persone in fuga dalla violenza nei Paesi confinanti. È uno dei motivi per cui, tra tutte le destinazioni dell’Africa orientale, la Tanzania è diventata rapidamente la più scelta dagli amanti del safari.

Attacchi mirati alle persone LGBTQ

L’accusa secondo cui in Tanzania le persone LGBTQ sarebbero oggetto di attacchi mirati è certamente inesatta. Per cominciare, coppie LGBTQ molto note hanno visitato il Paese e condiviso pubblicamente i loro safari in Tanzania: tra loro Ellen DeGeneres e la sua compagna, Portia de Rossi, che nel 2018 hanno trascorso del tempo nel Parco Nazionale del Serengeti.

Probabilmente si tratta di una rappresentazione distorta della società tanzaniana, che è conservatrice.

In generale, nella cultura tanzaniana l’intimità e l’amore appartengono alla sfera privata, e le manifestazioni pubbliche di affetto non sono comuni nemmeno tra le coppie locali. Mostrare apertamente affetto è considerato inappropriato in tutta la Tanzania, sia per le coppie eterosessuali sia per le relazioni diverse: non nasce da un intento discriminatorio, ma dal fatto che in una società conservatrice questi gesti sono percepiti come fuori luogo.

Alla luce di questo contesto, possiamo affermare con sicurezza che, in tutto il tempo trascorso in Tanzania, non abbiamo mai visto un solo caso di turista trattato male a causa del proprio orientamento sessuale.

Possiamo assicurare che, finché si rispettano le comuni norme di decoro, nessuno avrà problemi per la persona con cui sceglie di stare.

Dunque, la Tanzania è un Paese sicuro da visitare?

Sì, lo è. Basta chiederlo ai viaggiatori Altezza che negli ultimi mesi hanno vissuto la scalata del Kilimangiaro, i parchi safari e molti altri luoghi straordinari della Tanzania.

Se hai altre domande o dubbi, non esitare a rivolgerti ai nostri Travel Consultant dedicati.

La Tanzania è una terra che conosciamo e amiamo profondamente: non solo una nazione sicura da visitare, ma anche una delle destinazioni più belle, naturali e interessanti al mondo. Non lasciare che informazioni inesatte ti distolgano da un grande viaggio in Africa orientale.

Pubblicato il 16 Maggio 2023
Standard editoriali

Tutti i contenuti di Altezza Travel sono realizzati con il contributo di esperti e una ricerca accurata, in linea con la nostra Politica editoriale.

Informazioni sull'autore
Agnes Mkumbo

Agnes è una figura essenziale del team operativo di Altezza, con una solida esperienza sul Kilimangiaro e una conoscenza approfondita dei parchi safari della Tanzania. Possiede inoltre la certificazione subacquea Advanced Open Water, un traguardo raro nell'area del Kilimangiaro.

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