La Tanzania è un Paese di storia profonda, straordinaria diversità culturale e fauna selvatica di grande fascino. Tra i numerosi parchi nazionali che ne hanno costruito la fama di santuario naturale figurano il Parco Nazionale di Gombe Stream, il Serengeti, il Kilimangiaro e il Ngorongoro. Dai siti Patrimonio Mondiale dell'UNESCO al singolare intreccio di influenze africane, arabe ed europee, la Tanzania racconta un viaggio affascinante attraverso il tempo e la natura.
In questo articolo approfondiamo la posizione della Tanzania e gli elementi che l'hanno resa celebre.
Quanto è grande la Tanzania?
La Repubblica Unita di Tanzania è il Paese più esteso dell'Africa orientale: quasi 2 volte la Francia e 4 volte il Regno Unito. La Tanzania continentale comprende 26 regioni, affacciate sull'Oceano Indiano e confinanti con 8 Paesi: Kenya, Uganda, Ruanda, Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Zambia, Malawi e Mozambico. Le isole al largo della costa tanzaniana includono diverse realtà di rilievo, come Zanzibar, Mafia, Pemba, Rubondo e altre ancora.
Secondo il censimento del 2022, la Tanzania conta oltre 61,7 milioni di abitanti. La valuta locale è lo scellino tanzaniano, con un tasso di cambio annuo che in genere oscilla tra 2.500 e 2.700 scellini per 1 dollaro statunitense.
Qual è la storia della Tanzania?
La storia della Tanzania risale alle prime specie di Homo, ai loro strumenti e a un'antichissima arte rupestre. Dalla metà del XX secolo, quando gli scienziati portarono alla luce resti e impronte dei primi esseri umani, il Paese è riconosciuto come la «culla dell'umanità».
Negli ultimi millenni, la cultura e gli stili di vita della Tanzania sono stati plasmati da influenze diverse: gruppi etnici africani, Fenici, mercanti indiani e arabi, esploratori e trafficanti di schiavi su scala globale. Il territorio divenne poi teatro di conflitti coloniali tra potenze europee e, in seguito, un centro dei movimenti per l'indipendenza.
A partire circa dal 1000 a.C., tribù provenienti dall'Etiopia, dalla Somalia e da altre regioni dell'Africa iniziarono a migrare verso l'attuale Tanzania. Si ritiene che questi gruppi abbiano introdotto forme antiche di produzione alimentare e tecniche avanzate di irrigazione; il processo migratorio proseguì fino al XIX secolo inoltrato.
L'arrivo graduale di nuove popolazioni favorì lo sviluppo dei commerci. Mentre le diverse tribù introducevano competenze, idee e prodotti alimentari, prese forma un'economia basata sul baratto. Sale, utensili in ferro e bestiame divennero preziose forme di scambio, e una rete di rotte commerciali iniziò a collegare varie regioni. Questo flusso di merci e conoscenze pose le basi del primo sviluppo economico e sociale dell'area.
In seguito, la prima ondata di stranieri raggiunse la Tanzania via mare. Tracce di questi antichi viaggi marittimi compaiono nei monumenti in pietra dell'antico Egitto. I primi riferimenti scritti alla costa dell'Africa orientale come snodo vitale delle rotte commerciali marittime si trovano nella Geographia di Claudio Tolomeo. Da quel momento l'importanza della regione nelle reti del commercio globale divenne sempre più evidente.
Tra il VII e l'VIII secolo, i mercanti arabi fondarono insediamenti lungo la costa tanzaniana. In quel periodo, parte della popolazione indigena iniziò a convertirsi all'Islam. Nel XV secolo arrivò nel Paese il primo europeo: il celebre esploratore Vasco da Gama. Di fronte al fiorente commercio di generi alimentari, oro, avorio e schiavi, ne intuì il potenziale e inviò emissari in Portogallo per richiedere altre navi e cannoni. Questa mossa portò infine il Portogallo a controllare gran parte della costa dell'Africa orientale.
Da allora la regione fu travolta da una lunga serie di guerre, conflitti e sconvolgimenti. I portoghesi furono sostituiti dagli arabi, seguiti poi dai tedeschi, che fondarono la colonia dell'«Africa Orientale Tedesca». Dopo la Prima guerra mondiale, il territorio passò sotto controllo britannico e fu ribattezzato Tanganica.
Solo alla fine del 1961 il Tanganica ottenne l'indipendenza. 2 anni più tardi, nel 1963, anche Zanzibar divenne indipendente. Dopo la rivoluzione del 1964, Zanzibar si unì al Tanganica dando vita alla Repubblica Unita di Tanzania. Nonostante l'unione, Zanzibar mantenne un'ampia autonomia, con un proprio presidente, governo, parlamento e costituzione.
La Tanzania è un Paese ricco o povero?
La Repubblica Unita di Tanzania ha evitato i conflitti interni vissuti da molti Paesi africani dopo l'indipendenza. Questo rende la Tanzania uno dei Paesi più sicuri e politicamente stabili della regione. La polizia tanzaniana lavora senza sosta per garantire la sicurezza di tutti i visitatori. Tuttavia, la Tanzania resta un Paese in via di sviluppo, con un livello di povertà relativamente elevato.
L'economia della Tanzania dipende in larga misura dall'agricoltura, che rappresenta circa il 27% del PIL, l'85% delle esportazioni e l'80% dell'occupazione. Altri settori importanti sono l'industria, le costruzioni, i servizi e il turismo. Il contributo del turismo al PIL è sceso dal 10,6% del 2019 al 5,3% del 2020 a causa dell'impatto della pandemia di COVID-19. Tuttavia, il settore ha iniziato a recuperare i livelli precedenti subito dopo la prima fase della pandemia.
La Banca Africana di Sviluppo prevede che la crescita economica della Tanzania raggiungerà il 5,7% nel 2024 e il 6% nel 2025, trainata da agricoltura, manifattura e turismo. Anche gli investimenti esteri hanno un ruolo cruciale in questa crescita. Nel 2023, secondo il Tanzania Investment Centre, le prime 5 fonti di investimento estero nella Repubblica Unita di Tanzania sono state Cina, Stati Uniti, Mauritius, Spagna e India.
Qual è la religione principale in Tanzania?
La Tanzania non è solo uno dei Paesi più grandi dell'Africa, ma anche uno dei più ricchi per diversità religiosa, etnica e culturale.
Circa il 63% della popolazione pratica il cristianesimo, con una prevalenza del cattolicesimo. Sono presenti anche altre confessioni cristiane, tra cui luterani, ortodossi e anglicani. I musulmani costituiscono circa 1 terzo della popolazione; l'arcipelago di Zanzibar è invece a maggioranza musulmana, con il 99% degli abitanti aderenti all'Islam.
In Tanzania esistono anche gruppi religiosi più piccoli, tra cui seguaci dell'induismo, dell'ebraismo, del buddhismo e di varie credenze sincretiche che combinano elementi di tradizioni diverse. Tra queste rientrano le religioni tradizionali africane, legate alla fede negli spiriti, alla stregoneria e al culto degli antenati, più diffuse nelle aree rurali. Per un approfondimento sul variegato panorama religioso della Tanzania, si può leggere l'articolo di Altezza Travel intitolato «Tutto quello che c'è da sapere sulla religione in Tanzania. Cristianesimo, Islam, stregoneria e altro ancora.»
In Tanzania si parla inglese?
La Repubblica Unita di Tanzania ospita oltre 120 lingue, ma 2 hanno status ufficiale: lo swahili e l'inglese. Lo swahili, nato dall'incontro tra dialetti bantu e arabo, è ampiamente usato nei contesti sociali e politici, oltre che nell'istruzione primaria e secondaria. L'inglese è impiegato soprattutto negli istituti di istruzione secondaria e superiore e nel settore pubblico.
Lo swahili è la lingua nazionale, mentre la maggior parte dei tanzaniani parla anche una delle lingue tradizionali del proprio gruppo etnico. In particolare, le tribù Hadza e Sandawe utilizzano lingue caratterizzate da suoni a clic accanto a vocali e consonanti. Pur presentando vari dialetti, queste lingue sono considerate isolate.
Che tipo di clima ha la Tanzania?
La Tanzania ha un clima tropicale noto per il caldo, l'umidità e le brezze costiere. Il Paese presenta 2 principali stagioni delle piogge: la prima, monsonica, va dalla fine di marzo a giugno; la seconda, caratterizzata da piogge leggere, si verifica da novembre a metà gennaio.
Il periodo più caldo in Tanzania va da dicembre a marzo, mentre i mesi più freschi sono da giugno ad agosto. Nelle aree di alta quota, come il Kilimangiaro, le temperature possono scendere sotto lo zero. Entrambi i periodi sono ottimi per scalare il Kilimangiaro: alcuni preferiscono il clima secco e soleggiato, altri scelgono vie meno frequentate e un'ascesa più raccolta verso il punto più alto del continente.
Che cosa rende unica la Tanzania?
La Repubblica Unita di Tanzania è conosciuta in tutto il mondo per i suoi luoghi storici e culturali, oltre che per una fauna selvatica straordinaria. La capitale della Repubblica, situata nella Tanzania centrale, è Dodoma, mentre Dar es Salaam, grande città portuale, è un importante centro commerciale. Le città turistiche più frequentate sono Arusha, Moshi, Mwanza e Zanzibar.
Area di Conservazione del Ngorongoro
La Tanzania conta 7 siti Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, tra cui l'Area di Conservazione del Ngorongoro. Questa regione del nord della Tanzania ospita oltre 25.000 grandi mammiferi, compresi i Big Five: elefanti, leoni, rinoceronti, leopardi e bufali. Il cuore dell'area di conservazione è il cratere del Ngorongoro, un'ampia caldera di 264 km². Formatasi da un'eruzione vulcanica, questa conca fertile è oggi considerata una delle destinazioni safari più spettacolari al mondo.
Le rovine di Kilwa Kisiwani e Songo Mnara
Le rovine di Kilwa Kisiwani e Songo Mnara sono ciò che resta di 2 importanti città che un tempo controllavano rotte commerciali decisive attraverso l'Oceano Indiano, collegando Arabia, India e Cina. Kilwa Kisiwani, fondata nel X secolo, e Songo Mnara, sorta nel XIV secolo, erano grandi centri economici capaci di attirare mercanti e commercianti da tutto l'Oriente. Oggi le rovine comprendono resti di palazzi imponenti, moschee, piazze pubbliche, edifici residenziali e persino una prigione costruita sul sito di un antico forte portoghese.
Parco Nazionale del Kilimangiaro
Il Parco Nazionale del Kilimangiaro è uno dei luoghi simbolo della Tanzania. Circonda il Kilimangiaro, un vulcano dormiente che raggiunge i 5.895 metri sul livello del mare: è la montagna più alta dell'Africa e la vetta isolata più elevata al mondo. Scalare il Kilimangiaro significa attraversare fasce climatiche diverse: si parte dalla zona agricola alla base, si entra nella rigogliosa foresta tropicale, si prosegue tra brughiere e deserto alpino, fino a raggiungere la zona artica e glaciale della vetta.
Parco Nazionale del Serengeti
Il Parco Nazionale del Serengeti è il parco più celebre della Tanzania e si estende per quasi 15.000 km². Ospita circa 2 milioni di ungulati, oltre a leoni, leopardi, ghepardi, elefanti, rinoceronti e circa 500 specie di uccelli. Il Parco Nazionale del Serengeti è famoso per la Grande Migrazione, uno degli eventi naturali più straordinari del pianeta. Ogni anno centinaia di migliaia di gnu, zebre, gazzelle e altri ungulati si riuniscono in un'immensa mandria di 1,5 milioni di animali e attraversano le vaste pianure del Serengeti in cerca di nuovi pascoli.
Parco Nazionale di Nyerere (Riserva faunistica del Selous)
Il Parco Nazionale di Nyerere, un tempo parte della celebre Riserva faunistica del Selous, è la più grande area selvaggia rimasta in Africa, con un'estensione di quasi 31.000 km². Spesso definita uno «stato nello stato», quest'area della Tanzania meridionale ospita vaste popolazioni di elefanti africani, ippopotami, bufali, zebre, leoni, leopardi, iene, coccodrilli e persino rinoceronti neri in pericolo di estinzione.
I siti di arte rupestre di Kondoa
I siti di arte rupestre di Kondoa comprendono oltre 150 grotte naturali con pitture rupestri che, secondo le stime più audaci, potrebbero avere fino a 20.000 anni. Le pareti mostrano figure umane, animali e scene di caccia, alcune delle quali conservano ancora oggi un significato rituale per la popolazione locale.
Stone Town a Zanzibar
Stone Town è la parte più antica della città omonima e fu un importante snodo commerciale tra Asia e Africa. Dal 1840 al 1856 servì da capitale dell'Impero omanita. La maggior parte degli edifici risale al XVIII e XIX secolo e comprende luoghi di rilievo come l'Old Fort, il grande palazzo cerimoniale, la cattedrale cattolica romana e la moschea di Malindi. Con le sue strade strette e tortuose, le residenze affacciate sul mare e gli spazi pubblici, Stone Town ha conservato un carattere inconfondibile, riflesso dell'incontro tra influenze africane, arabe, indiane ed europee.
Lago Tanganica
Il lago Tanganica si estende su 4 Paesi: Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Tanzania e Zambia; la Tanzania ne gestisce il 41% della superficie. Celebre per la biodiversità eccezionale, il lago ospita circa 2.000 specie tra pesci, piante e avifauna, di cui circa 500 endemiche. Il lago Tanganica è il lago d'acqua dolce più lungo del mondo e il secondo più profondo, dopo il lago Bajkal in Russia.
Lago Vittoria
Il lago Vittoria, condiviso da Kenya, Tanzania e Uganda, è il più grande lago tropicale del mondo e il secondo lago d'acqua dolce per superficie. Noto per gli scenari suggestivi, presenta isole tropicali lussureggianti e pittoreschi resort lungo le rive. Chiamato così dall'esploratore John Hanning Speke in onore della regina Vittoria d'Inghilterra, il lago è uno dei luoghi di maggior rilievo nel patrimonio naturale della regione.
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