Il periodo migliore per un safari in Tanzania?
Una delle domande più frequenti tra i viaggiatori è: «Qual è il periodo migliore per un safari in Tanzania?»
Esistono certamente stagioni più richieste dal turismo, ma la scelta dipende anche dalle preferenze personali. Ecco come individuare il momento più adatto per visitare la Tanzania, in base ai propri gusti e agli interessi di viaggio.
Il clima è decisivo
Altre destinazioni seguono il ritmo tradizionale di estate, inverno, autunno e primavera. La Tanzania, invece, si trova vicino all’equatore e all’Oceano Indiano: il suo clima è quindi equatoriale e tropicale.
In Tanzania si distinguono 2 stagioni principali: la stagione delle piogge e la stagione secca. La prima coincide con il periodo più umido, mentre la seconda è soleggiata e talvolta calda. Ogni stagione ha vantaggi e aspetti da considerare, descritti più avanti.
Quando scegli le date del safari, considera che il clima della Tanzania rientra in genere in queste stagioni; tuttavia, durante la stagione delle piogge è abbastanza comune trovare pomeriggi di sole dopo una mattinata piovosa, così come può capitare qualche rovescio anche nella stagione secca.
Le stagioni in Tanzania
Gennaio - marzo
Questi primi mesi dell’anno sono in genere il periodo più caldo in Tanzania, con il picco a febbraio. La stagione è tendenzialmente secca ed è tra le più richieste per i safari. I parchi possono risultare un po’ più frequentati, soprattutto intorno a Capodanno.
Gli animali si possono osservare radunati intorno a fiumi e laghi in cerca d’acqua, mentre le altre fonti si prosciugano.
Il Parco Nazionale del Tarangire è particolarmente apprezzato in questo periodo: zebre e gazzelle raggiungono il fiume Tarangire per abbeverarsi, seguite poco dopo dai predatori, tra cui leoni e leopardi. Diventa così una delle mete più interessanti per osservare una grande varietà di fauna selvatica.
Marzo - maggio
Da metà marzo a maggio si entra nella «lunga stagione delle piogge», caratterizzata da precipitazioni durante la notte e al mattino. Di solito il sole torna nel pomeriggio, mentre le sere sono calme e serene.
Le piogge rendono tutto rigoglioso e verde; nei parchi gli animali sono vivaci e attivi, con fonti d’acqua sufficienti quasi ovunque.
Tuttavia, alcune piste più difficili nei parchi possono diventare impraticabili a causa di allagamenti o fango profondo. Le strade principali dei parchi sono generalmente percorribili, e diversi parchi, così come l’Area di Conservazione del Ngorongoro, hanno molti tratti asfaltati che non presentano particolari problemi di guida.
In questa stagione i visitatori sono sensibilmente meno numerosi e quasi tutte le strutture applicano tariffe ridotte per la bassa stagione. Chi non è infastidito dalle mattine piovose spesso racconta di aver vissuto un safari più raccolto e appartato, con la sensazione di avere il parco quasi tutto per sé mentre osservava gli animali, particolarmente attivi tra le foreste umide e verdi.
Giugno - settembre
Questo periodo è considerato la stagione «fredda» in Tanzania. Per la popolazione locale le temperature sono basse – capita di vedere persone con cappotti e cappelli invernali – mentre chi arriva da altri climi trova in genere l’aria piacevole e fresca. Porta una giacca per le mattine più fredde: i pomeriggi sono miti, di solito soleggiati, e il clima resta secco.
È un’altra stagione molto richiesta per viaggiare in Tanzania, con una presenza significativa di visitatori nei parchi nazionali.
Se non ami il caldo intenso, questo è il periodo ideale per visitare la Tanzania durante la stagione secca. È anche uno dei momenti più comuni per osservare la Grande Migrazione nel Parco Nazionale del Serengeti.
Ottobre - dicembre
Le brevi piogge cadono generalmente tra ottobre e dicembre, mentre il clima diventa più caldo avvicinandosi alla fine dell’anno.
Ottobre è anche il mese in cui i jacaranda fioriscono in tutta l’Africa orientale: uno spettacolo davvero suggestivo, con gli alberi incoronati di fiori viola. A dicembre sbocciano i Flame Trees, che si accendono di un rosso intenso poco prima di Natale.
Il periodo natalizio è molto richiesto dai viaggiatori che visitano la Tanzania e spesso, entro metà dicembre, le brevi piogge sono già terminate. Molti scelgono qualcosa di speciale per segnare le festività, ad esempio raggiungere la vetta del Kilimangiaro proprio in quei giorni. Hotel e lodge possono servire ai propri ospiti un pasto dedicato alle feste.
Il clima di dicembre è di solito considerato ideale; parchi e strutture, tuttavia, possono risultare più affollati rispetto ad altri periodi dell’anno.
Stagione secca: pro e contro
Pro:
✓ Clima favorevole
✓ Abbondanza di fauna selvatica
✓ Paesaggi simili a molte immagini classiche dell’Africa: vaste praterie secche e animali raccolti intorno alle pozze d’acqua
✓ Periodo di vacanze, quando la maggior parte dei viaggiatori ha giorni liberi
✓ Buon clima per un bagno serale nella piscina dell’hotel o del lodge
✓ Periodo consigliato per una vacanza in famiglia o un viaggio di nozze
✓ Alta stagione turistica
Contro:
✖︎ I parchi possono risultare più affollati o frequentati
✖︎ Le strutture applicano la tariffa piena, senza sconti
✖︎ La fine della stagione secca può essere polverosa: una bandana o un fazzoletto possono essere utili.
Stagione delle piogge: pro e contro
Pro:
✓ Un volto diverso dell’Africa: clima tropicale, foreste verdi e animali particolarmente attivi
✓ I fotografi apprezzano molto la fauna durante la stagione delle piogge: il contrasto dei colori è straordinario.
✓ Gli ospiti possono beneficiare di sconti di bassa stagione
✓ I parchi non sono affollati e il safari può sembrare quasi privato
Contro:
✖︎ Alcune strade dei parchi possono essere inaccessibili
✖︎ È probabile incontrare alcune giornate umide, ma non piove tutto il giorno e di solito, in qualche momento, il sole torna a farsi vedere
✖︎ Per maggiore comfort, porta una giacca antipioggia e scarpe resistenti all’acqua
✖︎ In alcuni parchi gli animali sono più dispersi durante la stagione delle piogge
La Grande Migrazione
Una delle grandi attrazioni della Tanzania è la Grande Migrazione nel Parco Nazionale del Serengeti. Ogni anno questo fenomeno naturale richiama viaggiatori da tutto il mondo, desiderosi di assistere all’enorme movimento degli animali attraverso il fiume Grumeti. È uno dei motivi per cui il Serengeti è Patrimonio dell’Umanità UNESCO: si tratta della più grande migrazione animale del pianeta. La Grande Migrazione avviene ogni anno e, di fatto, prosegue continuamente in tutta l’area del Serengeti.
Per un breve periodo, circa 2 mesi all’anno, le mandrie di gnu e altri ungulati si trovano in Kenya. Di solito, intorno a luglio e agosto, migrano verso quest’area con un epico attraversamento del fiume, affrontando coccodrilli e altri predatori per raggiungere di nuovo l’erba fresca del Masai Mara. Per il resto dell’anno le mandrie restano in Tanzania, soprattutto nel Serengeti o in un settore dell’Area di Conservazione del Ngorongoro. Qui si accoppiano, danno alla luce i piccoli e pascolano tra le erbe rigogliose del Serengeti per circa 10 mesi all’anno.
Che cosa spinge gli animali a continuare a muoversi? La migrazione nasce da istinti primari di sopravvivenza: mandrie di gnu, gazzelle, impala, eland e zebre cercano acqua sufficiente ed erba più verde. Quando il clima passa dal secco all’umido, gli animali si spostano verso fonti migliori di cibo e idratazione, seguiti costantemente dai loro imponenti predatori: leoni, ghepardi e leopardi.
Durante l’anno si possono osservare fasi diverse della Grande Migrazione:
Febbraio è la stagione delle nascite, con migliaia di piccoli di gnu che vengono al mondo ogni giorno. È il tempo della nuova vita, e dello stupore nel vedere un piccolo gnu correre poco dopo la nascita.
Marzo e aprile segnano il momento in cui le mandrie iniziano a concentrarsi nell’area di Seronera, nel Serengeti: grandi numeri di animali al pascolo, in un paesaggio di rara bellezza, offrono occasioni fotografiche spettacolari.
A maggio le mandrie cominciano a muoversi verso nord, formando colonne impressionanti di animali che avanzano in sincronia. Possono radunarsi nel Western Corridor mentre cercano un punto sicuro per attraversare il fiume Grumeti. In questo periodo si percepisce con particolare forza l’altissima densità di animali che si muovono insieme durante la migrazione: un aspetto della natura davvero straordinario da osservare dal vivo.
Da luglio ai primi di settembre è probabile assistere alla migrazione in una delle sue fasi più intense, con il drammatico attraversamento del fiume Mara. Gli animali si lanciano nelle acque pericolose in numeri enormi, nel tentativo di raggiungere l’altra sponda. È materia da documentario National Geographic, che filma regolarmente questo fenomeno; ma l’energia e la potenza della natura si avvertono in modo molto più profondo dal vivo, non attraverso lo schermo di una televisione.
Si riparte con uno sguardo rinnovato sulla fauna dell’Africa e sui processi più essenziali della natura, quelli che l’uomo non ha modificato. È sorprendente pensare che questo ciclo annuale si ripeta probabilmente da millenni e che ancora oggi sia possibile osservarlo.
Durante questo ciclo migratorio annuale avvengono 2 attraversamenti fluviali: quello del fiume Mara e quello del fiume Grumeti. I nomi indicano la direzione verso cui si muovono gli animali:
L’attraversamento del fiume Grumeti avviene spesso tra maggio e giugno, quando le mandrie entrano in Kenya.
L’attraversamento del fiume Mara corrisponde al movimento delle mandrie dal Kenya verso la Tanzania e si verifica spesso tra luglio e agosto.
Come si vede, la Grande Migrazione è uno spettacolo continuo nel Parco Nazionale del Serengeti. In quasi ogni periodo dell’anno c’è qualcosa da osservare. Se la Grande Migrazione del Serengeti è tra i grandi eventi naturali che desideri vedere, questa è certamente un’occasione preziosa per assistervi.
Qual è il periodo migliore per visitare la Tanzania?
In realtà, ogni periodo dell’anno può essere quello giusto per un magnifico safari in Africa, in Tanzania. A fare la differenza sono le preferenze personali e il tipo di viaggio che si desidera.
Se cerchi un safari più intimo, quando i parchi della Tanzania sono probabilmente meno affollati e potresti avere la sensazione di avere l’intero hotel quasi per te, valuta la stagione delle piogge.
Se desideri vedere gli alberi accesi dai colori della natura e trovare un clima ideale, ottobre e novembre sono mesi molto interessanti per visitare la Tanzania.
Se invece vuoi assistere a un attraversamento fluviale della Grande Migrazione del Serengeti durante la stagione secca, scegli date in luglio o agosto.
La fauna della Tanzania è sempre in movimento; la vegetazione dei parchi nazionali pulsa senza sosta di vita. Ogni mese può rivelarsi il momento giusto per scoprire le meraviglie della Tanzania. Scegli il periodo più adatto a te e preparati a incontrare la bellezza naturale e la straordinaria fauna selvatica di questo Paese.
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