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Animali da safari in Africa: 17 specie iconiche e dove osservarle

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Safari Safari

I parchi nazionali africani sono tra i luoghi più straordinari al mondo per l’osservazione della fauna selvatica. Leoni e leopardi, elefanti e giraffe, ippopotami e coccodrilli, bufali, rinoceronti, zebre e decine di altre specie vivono qui. Molti di questi animali sono abituati alla presenza delle persone e dei veicoli safari: non si nascondono, e i viaggiatori possono osservarli nel loro habitat naturale.

In questo nuovo articolo presentiamo gli animali più iconici che si possono incontrare durante un safari in Africa, insieme ai principali parchi nazionali del continente.

1. Elefante africano

  • Dimensioni: elefante africano di savana – peso 2–6 tonnellate; altezza 2,2–4 m. 

Elefante africano di foresta – peso 2–5 tonnellate; altezza 2,4–3 m

  • Alimentazione: erba, foglie, rami, corteccia, radici, frutta
  • Stato di conservazione: elefante di savana – in pericolo; elefante di foresta – in pericolo critico
  • Popolazione: circa 410.000–415.000 individui

L’elefante africano è il più grande animale terrestre del pianeta. È una specie fortemente sociale e attiva soprattutto di giorno, perciò durante un safari è facile incontrare grandi gruppi familiari. Le mandrie sono guidate da una femmina adulta – la matriarca – che decide la direzione e conduce il gruppo lungo rotte migratorie conosciute.

Gli elefanti sono tra gli animali più intelligenti. La ricerca mostra che possiedono consapevolezza di sé, si prendono cura degli individui feriti e manifestano persino forme di lutto per i compagni morti. Un recente studio pubblicato su PeerJ ha inoltre rilevato che gli elefanti comunicano non solo attraverso suoni udibili prodotti con l’aiuto della proboscide, ma anche tramite segnali infrasonici al di sotto della soglia dell’udito umano. Questi segnali possono viaggiare per diversi chilometri e aiutano gruppi differenti a restare in contatto.

Pur essendo spesso considerati pacifici, gli elefanti non lo sono sempre. In natura possono verificarsi conflitti aggressivi sia all’interno delle mandrie sia tra gruppi diversi.

Safari per osservare gli elefanti in Africa

In Tanzania, gli elefanti sono legati in modo particolare al Parco Nazionale del Tarangire, nel nord del Paese. Durante la stagione secca, soprattutto verso settembre–ottobre, grandi mandrie di elefanti e altri animali si raccolgono lungo il fiume Tarangire alla ricerca delle ultime fonti d’acqua.

Nel Parco Nazionale del Serengeti, uno dei parchi più celebri della Tanzania, le mandrie sono meno concentrate, ma è comunque possibile osservare gruppi familiari sullo sfondo delle grandi pianure aperte. Poco distante si trova il cratere del Ngorongoro, un ecosistema unico dove gli elefanti vivono tutto l’anno e non migrano.

Nel nord-est della Tanzania, vicino al confine con il Kenya, si estende il Parco Nazionale di Mkomazi. Pur essendo conosciuto soprattutto per i rinoceronti, ospita anche leoni, leopardi, bufali, zebre, giraffe ed elefanti. Il periodo migliore per visitarlo è la stagione secca, da giugno a novembre.

La Tanzania meridionale è meno frequentata, ma ricca di elefanti. Nel Parco Nazionale di Nyerere, l’ex Selous, si possono osservare non solo durante i safari in 4x4, ma anche in barca sul fiume Rufiji.

Un’altra area fondamentale è il Parco Nazionale di Ruaha, il secondo parco più grande della Tanzania, che ospita una delle maggiori popolazioni di elefanti dell’Africa orientale. Nei periodi di siccità, centinaia di elefanti si radunano lungo il fiume.

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Nel resto dell’Africa, il Botswana presenta le concentrazioni più alte di elefanti nel Parco Nazionale del Chobe e nella Mashatu Game Reserve. In Kenya si osservano ad Amboseli, nel Masai Mara, nello Tsavo Est e Ovest e nella Samburu Reserve. In Namibia, nel Parco Nazionale di Etosha e nel Damaraland. In Sudafrica, nel Parco Nazionale Kruger e nell’Addo Elephant National Park. Popolazioni più piccole sono presenti anche in Zambia, Zimbabwe, Mozambico e Uganda.

2. Leone

  • Dimensioni: peso 90–190 kg; lunghezza del corpo, coda inclusa, fino a 3,3 m
  • Alimentazione: zebre, antilopi, bufali, impala; talvolta giraffe e giovani elefanti; può nutrirsi anche di carogne o predare bestiame
  • Stato di conservazione: vulnerabile
  • Popolazione: 20.000–25.000 individui

I leoni sono tra i rappresentanti più iconici della famiglia dei felini, secondi per dimensioni solo alla tigre. A differenza della maggior parte dei grandi felini, sono molto sociali e vivono in branchi composti da diverse femmine, dai loro cuccioli e da 1 o 2 maschi adulti.

Fuori dall’Africa esiste una sola popolazione: il leone asiatico del Parco Nazionale della Foresta di Gir, in India.

I leoni sono più attivi al crepuscolo e di notte, ma durante il giorno si osservano spesso mentre riposano all’ombra delle acacie. Il loro ruggito, una forma essenziale di comunicazione, può essere udito fino a 8 km di distanza.

Safari per osservare il leone africano

Il palcoscenico principale per osservare i leoni in Tanzania è il Parco Nazionale del Serengeti. La popolazione locale conta migliaia di individui, perciò durante un safari è probabile incontrarli quasi ovunque. Un’altra destinazione molto apprezzata è il cratere del Ngorongoro, dove i branchi sono in gran parte stanziali e raramente lasciano la caldera grazie all’elevata concentrazione di prede.

Nel Parco Nazionale del Tarangire i leoni sono meno numerosi, ma mostrano un comportamento insolito: si vedono spesso riposare non sotto le acacie, bensì tra i rami.

Nel sud del Paese, il Parco Nazionale di Ruaha ospita una delle maggiori popolazioni di leoni di tutta l’Africa. Qui i branchi possono contare 20–30 individui. Durante la stagione secca, vengono spesso avvistati lungo il fiume Ruaha, che diventa l’unica fonte d’acqua affidabile per molti chilometri.

La Tanzania è il Paese africano con il maggior numero di leoni. Seguono il Sudafrica, in particolare il Parco Nazionale Kruger, e il delta dell’Okavango in Botswana, dove i leoni si sono adattati alla vita nelle zone umide. È possibile dedicarsi all’osservazione dei leoni anche in Kenya, nel Parco Nazionale di Amboseli o nella Riserva Nazionale del Masai Mara.

3. Rinoceronte

  • Dimensioni: rinoceronte bianco – altezza al garrese 2 m, lunghezza circa 4 m, peso fino a 3,5 tonnellate

rinoceronte nero – altezza 1,4–1,8 m, lunghezza 3–3,8 m, peso 800–1.400 kg

  • Alimentazione: erba, foglie, rami di arbusti e alberi
  • Stato di conservazione: nero – in pericolo critico; bianco – quasi minacciato
  • Popolazione: nero – circa 6.700; bianco – circa 15.700

I rinoceronti sono tra i più grandi erbivori terrestri e conducono in genere una vita solitaria. In Africa esistono 2 specie – il rinoceronte nero e il rinoceronte bianco – mentre in Asia vivono altre 3 specie: il rinoceronte indiano, quello di Sumatra e quello di Giava. I maschi adulti sono solitamente solitari, mentre le femmine restano spesso con i piccoli.

I rinoceronti sono più attivi al crepuscolo e durante la notte. Nelle ore calde del giorno si vedono spesso immersi nel fango, un comportamento che li aiuta a rinfrescarsi e a proteggere la pelle dagli insetti.

I rinoceronti hanno una vista debole, ma udito e olfatto eccellenti, utili per localizzare il cibo: possono consumare fino a 50 kg di vegetazione al giorno. Sono anche notevolmente longevi: in natura vivono in genere 30–40 anni, talvolta fino a 50.

Dove vedere i rinoceronti in Africa?

Il Parco Nazionale di Mkomazi in Tanzania è uno dei luoghi principali per osservare i rinoceronti. Una piccola popolazione di rinoceronti neri, sottoposta a protezione rigorosa, vive anche nel cratere del Ngorongoro. Qui tendono a mantenere le distanze dai veicoli safari, rimanendo nelle praterie aperte o più vicino alla base dei pendii del cratere. Nel Serengeti i rinoceronti sono distribuiti su aree vastissime, ma i ranger esperti conoscono le zone dove aumentano le probabilità di avvistarli.

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Grandi popolazioni di rinoceronti si trovano in Sudafrica, soprattutto nel Parco Nazionale Kruger e nel parco Hluhluwe–iMfolozi. In Namibia vivono principalmente nel Parco Nazionale di Etosha. In Kenya, nei parchi nazionali di Nairobi e Nakuru. In Zimbabwe, i rinoceronti si osservano nel Parco Nazionale di Hwange.

4. Leopardo

  • Dimensioni: lunghezza del corpo 108–160 cm, coda 60–110 cm; peso 40–90 kg
  • Alimentazione: ungulati, primati e piccoli mammiferi; può predare bestiame
  • Stato di conservazione: vulnerabile
  • Popolazione: circa 130.000 individui

I leopardi sono predatori solitari che prediligono la vita notturna. Un tratto distintivo è l’abitudine di trascinare le prede sugli alberi per proteggerle dai competitori. Possono raggiungere velocità fino a 58 km/h, arrampicarsi con grande facilità e nuotare molto bene. Tutto questo li rende tra i cacciatori più efficaci della savana africana. Secondo l’International Fund for Animal Welfare, i leopardi vivono soprattutto in Africa, ma anche in Iran, India, Cina e Sud-est asiatico.

Dove vedere i leopardi durante un safari in Africa?

Nel nord della Tanzania, il Parco Nazionale del Serengeti è considerato il luogo migliore per osservare i leopardi. Qui i predatori dispongono di ampi spazi e di molte prede. Durante il giorno riposano di solito sui rami delle acacie o dei baobab. Le probabilità più alte di avvistarli sono nella parte centrale del parco, dove la savana aperta incontra le zone boscose.

Molti leopardi vivono anche nella Tanzania meridionale, nel Parco Nazionale di Nyerere. Tuttavia, date le sue dimensioni vastissime, individuarli può essere difficile. A Ruaha le possibilità aumentano, soprattutto durante la stagione secca, quando si avvicinano al fiume dove si concentrano le prede.

I leopardi si possono osservare anche nel Parco Nazionale dei Monti Mahale, sulle rive orientali del lago Tanganica, sebbene il parco sia più noto per la popolazione di scimpanzé orientali.

Oltre la Tanzania, questi predatori si osservano nel Parco Nazionale di Etosha, in Namibia, e nelle riserve private. Sono presenti anche nel Parco Nazionale Kruger in Sudafrica e nel Parco Nazionale del South Luangwa in Zambia.

5. Antilope

  • Dimensioni: variano molto in base alla specie. Gnu blu – altezza al garrese 105–150 cm, peso 110–275 kg. Cefalofi – altezza 30–80 cm, peso 3,5–80 kg, a seconda della specie (il cefalofo dal dorso giallo è il più grande)
  • Alimentazione: foglie, frutta, corteccia, fiori e semi
  • Stato di conservazione: gnu – minima preoccupazione, come la maggior parte delle specie di cefalofi, anche se alcune sono in pericolo
  • Popolazione: gnu – oltre 1,4 milioni di individui. Tra le più rare: hirola – circa 300–500 individui; antilope nera gigante – circa 250–300; lichi dell’Upemba – meno di 100

Le antilopi sono tra gli animali più iconici dell’Africa, spesso citate accanto ai «Big Five». Una delle più celebri è lo gnu, presente in 2 specie: blu e nero. Vive soprattutto in Africa orientale, con popolazioni più piccole nell’Africa australe.

Gli gnu sono protagonisti della Grande Migrazione, il più grande movimento terrestre di animali al mondo. Ogni anno, milioni di animali attraversano l’ecosistema Serengeti–Mara, tra Tanzania e Kenya, alla ricerca di pascoli freschi e acqua. L’UNESCO descrive questa migrazione come uno dei fenomeni naturali più spettacolari del pianeta, così vasto da poter essere osservato persino dallo spazio.

Un altro gruppo interessante è quello dei cefalofi. Sono antilopi più piccole, solitarie e schive. Si nutrono principalmente di vegetazione, anche se alcune specie, come il cefalofo comune, consumano anche insetti, piccoli mammiferi e perfino carogne.

Durante il giorno i cefalofi si nascondono nell’erba alta o tra arbusti fitti, diventando più attivi la sera e di notte. L’udito acuto e l’olfatto sviluppato permettono loro di percepire presto i predatori e ritirarsi all’istante. Anche la loro agilità è notevole: il cefalofo rosso di foresta, per esempio, può superare ostacoli con un balzo fino a 1,3 m di altezza.

Dove vedere le antilopi in Africa?

Gli gnu vivono soprattutto nel Serengeti, dove si svolge la Grande Migrazione. Da gennaio a marzo rimangono nelle pianure meridionali intorno a Ndutu, dove nascono migliaia di piccoli. Da aprile a giugno le mandrie si spostano verso il fiume Grumeti e, entro agosto–settembre, raggiungono il fiume Mara, dove li attendono centinaia di coccodrilli. Durante gli attraversamenti dei fiumi alcuni animali muoiono, ma la maggior parte prosegue verso la riserva keniota del Masai Mara.

Negli altri parchi gli gnu sono meno numerosi, ma si incontrano comunque con facilità nel cratere del Ngorongoro, nel Tarangire o a Ruaha. Tra le destinazioni alternative figurano il Masai Mara in Kenya, il Parco Nazionale di Awash in Etiopia e il Parco Nazionale Kruger in Sudafrica, sebbene le loro popolazioni siano molto più piccole rispetto a quelle dell’Africa orientale.

Se vuoi assistere ai drammatici attraversamenti dei fiumi, programma il viaggio tra luglio e settembre. Per osservare la nascita di migliaia di piccoli, il periodo ideale va da gennaio a marzo.

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I cefalofi conducono una vita più appartata, abitano la vegetazione fitta e solo occasionalmente si avventurano in aree aperte. La Tanzania ospita una delle popolazioni più numerose. Sono comuni nel Ngorongoro, così come nei parchi meridionali di Ruaha e Nyerere, dove le aree forestali sono più estese. Nel Serengeti sono più difficili da individuare a causa dei vasti paesaggi aperti e della presenza di molti predatori.

Popolazioni più piccole si trovano anche in Gabon, nel Parco Nazionale di Moukalaba-Doudou. In Kenya sono concentrate soprattutto nel Masai Mara; in Sudafrica nel Parco Nazionale Kruger; e in Zambia nel Parco Nazionale di Kafue.

6. Galagone (galago)

  • Dimensioni: peso – 90–150 g a seconda della specie; lunghezza del corpo – 14–25 cm
  • Alimentazione: frutta, insetti, gomma degli alberi, piccoli vertebrati, inclusi uccelli e uova
  • Stato di conservazione: molte specie sono minacciate; il galagone del Senegal, il galago di Garnett, il galago di Thomas e il galago di Demidoff sono classificati a minima preoccupazione
  • Popolazione: dati affidabili non disponibili – dimensioni ridotte, comportamento notturno e habitat rendono quasi impossibile un conteggio accurato

Il nome «bushbaby» indica oltre 20 specie di galaghi, piccoli primati notturni. Vivono sugli alberi e si riconoscono facilmente per i grandi occhi e le lunghe code, che li aiutano a mantenere l’equilibrio durante i salti. I galaghi possono coprire distanze fino a 9 m in pochi secondi.

«Sebbene la loro modalità di locomozione possa far pensare che si affidino a una buona coordinazione occhio-mano per i loro salti agili, utilizzano soprattutto informazioni olfattive e uditive. I galaghi hanno grandi orecchie molto mobili, in movimento continuo. Essendo insettivori, si affidano al suono per localizzare le prede», osserva uno studio pubblicato su Science Direct.

Come tutti i primati, i galaghi sono animali sociali. Vivono in piccoli gruppi e comunicano con vocalizzazioni distinte, spesso simili al pianto di un neonato: da qui deriva il loro nome inglese.

Dove vedere i galagoni in Africa?

Il modo più semplice per avvistare i galaghi è partecipare a un safari notturno. In Tanzania si trovano nei parchi nazionali di Arusha, Serengeti, Tarangire e Lago Manyara, oltre che nelle riserve meridionali di Nyerere e Ruaha. Sono spesso osservati anche nel Parco Nazionale di Mikumi e nelle foreste ai piedi del Kilimangiaro.

Non è sempre necessario visitare un parco nazionale: i galagoni possono vivere anche in piccole aree forestali vicino a campi turistici e lodge.

È più facile individuarli durante la stagione secca, quando il fogliame è meno fitto e movimenti e richiami risultano più percepibili. Durante la stagione delle piogge restano attivi, ma la vegetazione densa li rende molto più difficili da vedere.

In Sudafrica, i galagoni dalla coda grossa vivono nel Parco Nazionale Kruger e nelle riserve del KwaZulu-Natal. In Uganda, le aree principali includono i parchi nazionali di Kibale e Bwindi, mentre in Kenya si osservano nel Taita Hills Wildlife Sanctuary e nella Samburu Reserve.

7. Serval

  • Dimensioni: lunghezza del corpo – 67–100 cm, coda – 24–35 cm; peso – 6–18 kg;
  • Alimentazione: piccoli mammiferi, uccelli, rettili, insetti;
  • Stato di conservazione: minima preoccupazione;
  • Popolazione: dati affidabili non disponibili, poiché le popolazioni sono stabili e non vengono conteggiate sistematicamente.

I serval sono piccoli felini selvatici con zampe lunghe, grandi orecchie e un mantello dorato maculato. Sono perlopiù solitari e notturni, e si osservano meglio la sera o durante i safari notturni. Grazie alle lunghe zampe possono correre rapidamente – fino a 60 km/h – e saltare in alto, riuscendo a catturare le prede persino a mezz’aria.

Dove vedere i serval?

In Tanzania i serval vivono in diversi parchi, ma vengono avvistati più spesso nel Serengeti, dove le pianure aperte punteggiate di arbusti creano condizioni ideali per l’osservazione. Sono presenti anche nel cratere del Ngorongoro, nel Tarangire, a Mkomazi e nel Lago Manyara, sebbene gli avvistamenti siano meno frequenti.

Nella Tanzania meridionale, Ruaha e Nyerere ospitano grandi popolazioni, ma qui i serval sono ancora più elusivi.

I serval si possono osservare durante un safari anche nei parchi nazionali di Luambe e Kafue in Zambia, nel Parco Nazionale Kruger in Sudafrica e nella Kamberg Nature Reserve, nel sud del Paese.

8. Tasso del miele

  • Dimensioni: lunghezza del corpo – 60–80 cm, coda – 20–30 cm; peso – 9–14 kg
  • Alimentazione: insetti, larve, piccoli mammiferi, uccelli e uova, rettili (inclusi serpenti velenosi) e carogne; più raramente bacche, radici e bulbi.
  • Stato di conservazione: minima preoccupazione
  • Popolazione: dati affidabili non disponibili

Il tasso del miele è un predatore della famiglia dei mustelidi, imparentato quindi con moffette, lontre, furetti e tassi. Il suo nome scientifico è Mellivora capensis, ma è ampiamente conosciuto come tasso del miele per la predilezione per le larve di api presenti negli alveari.

I tassi del miele possono essere attivi in qualunque momento della giornata. Sono animali solitari, dal temperamento impavido: quando si sentono minacciati possono attaccare animali molto più grandi e forti di loro, inclusi i predatori.

Sono inoltre altamente resistenti al veleno. I tassi del miele possono sopravvivere ai morsi di serpenti letali, compresi i cobra. Dopo un incontro simile, l’animale può temporaneamente collassare in uno stato che ricorda paralisi o shock, ma di solito si riprende e torna alla normale attività.

Dove vedere i tassi del miele in Africa?

In Tanzania i tassi del miele sono diffusi, ma gli avvistamenti sono rari. Le probabilità aumentano nei parchi del nord – Serengeti, Tarangire, Lago Manyara – così come nelle foreste sui pendii del Kilimangiaro e a Mkomazi.

In Sudafrica si trovano nel Parco Nazionale Kruger e nel parco Hluhluwe–iMfolozi; in Botswana nel Parco Nazionale del Chobe e nella Moremi Game Reserve; in Kenya nei parchi nazionali di Tsavo e Aberdare. Sono avvistati spesso anche in Namibia, in particolare nel Parco Nazionale di Khaudum.

9. Colobo bianco e nero

  • Dimensioni: lunghezza del corpo – 40–70 cm, coda – fino a 70 cm; peso – maschi 9–15 kg, femmine 7–12 kg
  • Alimentazione: foglie, giovani germogli, fiori e frutta
  • Stato di conservazione: nel complesso minima preoccupazione, anche se la sottospecie del Kilimangiaro è classificata come vulnerabile;
  • Popolazione: generalmente sconosciuta a causa dell’habitat e dello stile di vita

I colobi bianchi e neri si riconoscono facilmente per la pelliccia lunga e folta, dal contrasto marcato: nera con macchie bianche sui fianchi, intorno al volto e sulla coda. Sono primati erbivori con un apparato digerente specializzato, capace di elaborare fibre vegetali dure che molte altre specie non riescono a digerire.

Sono attivi durante il giorno e trascorrono gran parte del tempo sugli alberi in cerca di cibo, scendendo raramente al suolo.

Dove vedere i colobi bianchi e neri?

Grandi popolazioni si trovano nella Amani Nature Reserve e nel Parco Nazionale di Arusha. Si osservano anche nella foresta di Jozani, a Zanzibar, dove vive il raro colobo rosso di Zanzibar (colobo rosso di Kirk): ne restano solo circa 6.000 individui.

I colobi abitano anche i Monti Mahale, il Tarangire, il Lago Manyara e le aree intorno al cratere del Ngorongoro. Sono meno comuni nel Serengeti per via delle sue pianure aperte. Uno schema simile si osserva nei parchi meridionali come Ruaha e Nyerere, dove si concentrano vicino alle zone forestali e alle valli fluviali.

In Kenya si trovano nel Parco Nazionale di Kisumu, oltre che nella Kiunga Marine Reserve lungo la costa dell’Oceano Indiano e nella Shimba Hills National Reserve. In Rwanda abitano le regioni forestali di Nyungwe e Nyaza-Kabale.

10. Zebra

  • Dimensioni: zebra di pianura – altezza 1,2–1,3 m, peso 250–300 kg; zebra di montagna – altezza fino a 1,2 m, peso 240–370 kg; zebra di Grevy – altezza 1,4–1,6 m, peso fino a 450 kg
  • Alimentazione: erba, foglie, germogli di arbusti, corteccia
  • Stato di conservazione: zebra di pianura – quasi minacciata; zebra di Grevy – in pericolo; zebra di montagna – vulnerabile
  • Popolazione: numeri esatti sconosciuti; le stime si basano spesso sulla densità per 100 km²

Esistono 3 specie di zebra: di pianura, di montagna e di Grevy. Differiscono leggermente nell’aspetto e nel comportamento sociale, ma sono tutte erbivore diurne e ogni individuo presenta un disegno di strisce unico.

In passato gli scienziati ritenevano che le strisce delle zebre servissero soprattutto al mimetismo, a evitare i predatori o all’interazione sociale. Ricerche recenti suggeriscono invece che la funzione principale sia la protezione dagli insetti pungenti.

Dove vedere le zebre durante un safari in Africa

Nel nord della Tanzania, grandi popolazioni si osservano nel Serengeti, dove accompagnano gli gnu durante la Grande Migrazione. Nel cratere del Ngorongoro le zebre vivono tutto l’anno, rendendolo uno dei luoghi migliori per vedere un’ampia varietà di fauna africana in qualsiasi stagione.

Le zebre sono presenti anche in Sudafrica (Parco Nazionale Kruger), Namibia (Parco Nazionale di Etosha) e Kenya (Riserva del Masai Mara).

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11. Giraffa

  • Dimensioni: altezza al garrese – 3,3 m; lunghezza del collo – circa 2,4 m; peso – fino a 1,9 tonnellate
  • Alimentazione: foglie, germogli, fiori e frutti di alberi e arbusti, soprattutto acacie
  • Stato di conservazione: vulnerabile
  • Popolazione: dati affidabili non disponibili

Le giraffe formano in genere branchi poco compatti, da pochi individui a diverse decine, e sono quindi facili da avvistare durante un safari, soprattutto nella stagione secca. Dormono pochissimo – appena un paio d’ore al giorno – e spesso restano in piedi. Talvolta, quando si sentono al sicuro, si sdraiano piegando le zampe sotto il corpo e appoggiando il lungo collo sulla schiena o sui fianchi.

Fino a poco tempo fa le giraffe erano considerate un’unica specie. Tuttavia, nell’agosto 2025, la IUCN ha riconosciuto 4 specie distinte: giraffa settentrionale, Masai, reticolata e meridionale.

Il caratteristico mantello maculato funziona come mimetismo, aiutandole a confondersi con la savana. Ha anche un ruolo nella termoregolazione. Sotto ogni chiazza scura si trova una fitta rete di vasi sanguigni. Con il caldo, questi vasi si dilatano, permettendo al calore di disperdersi e contribuendo ad abbassare la temperatura corporea. Le immagini termiche lo confermano.

Studi recenti suggeriscono inoltre che le giraffe che vivono in climi più freschi, per esempio negli zoo, tendano ad avere chiazze più grandi, utili a trattenere il calore attraverso la costrizione dei vasi sanguigni. Chiazze più piccole, al contrario, sono più comuni negli ambienti caldi, dove aiutano a distribuire il calore in modo più uniforme e a ridurre il rischio di surriscaldamento.

Dove fare un safari per osservare le giraffe in Africa?

In Tanzania le giraffe vivono in molti parchi nazionali e riserve. Nel Serengeti si vedono spesso nelle pianure aperte e nella savana arbustiva, spesso vicino alle mandrie migratorie di zebre e antilopi. Nel Tarangire tendono a radunarsi presso fiumi e fonti d’acqua, soprattutto durante la stagione secca. Nell’Area di Conservazione del Ngorongoro abitano le pianure aperte della caldera.

Popolazioni significative si trovano anche in Uganda (Parco Nazionale Murchison Falls) e in Kenya (Masai Mara e Tsavo). In Sudafrica sono comuni nel Parco Nazionale Kruger, mentre in Namibia si osservano nel Parco Nazionale di Etosha. In Botswana le giraffe possono essere avvistate nel delta dell’Okavango e nel Parco Nazionale del Chobe.

12. Ghepardo

  • Dimensioni: altezza al garrese – 70–90 cm; peso – 35–65 kg; lunghezza totale, coda inclusa – oltre 2 m
  • Alimentazione: ungulati di piccole e medie dimensioni, tra cui gazzelle, impala e antilopi, oltre a lepri e uccelli
  • Stato di conservazione: vulnerabile
  • Popolazione: 7.000–7.500 adulti; 10.000–12.000 includendo i cuccioli

Il ghepardo può raggiungere velocità fino a 112 km/h, ed è il predatore terrestre più veloce al mondo. A differenza della maggior parte dei grandi felini, è attivo soprattutto di giorno. Durante un safari lo si osserva spesso mentre segue e caccia le prede negli spazi aperti.

A causa della sua velocità estrema, un inseguimento dura in genere non più di 20–60 secondi e raramente supera i 200–300 m.

In passato gli scienziati ritenevano che la brevità dello sprint fosse dovuta al surriscaldamento. Tuttavia, studi recenti mostrano che la temperatura corporea del ghepardo aumenta solo dopo l’inseguimento, probabilmente per lo stress più che per lo sforzo fisico.

Con ogni probabilità, i ghepardi cacciano su brevi distanze perché la loro fisiologia è adattata alla velocità esplosiva, non alla resistenza.

Dove vedere i ghepardi in Africa?

Nel Serengeti i ghepardi si osservano spesso nelle pianure aperte, dove cacciano antilopi e gazzelle. Nel Ngorongoro abitano le praterie aperte della caldera, mentre nel Tarangire vengono talvolta avvistati vicino al fiume durante la stagione secca.

In Namibia i ghepardi vivono nei parchi nazionali di Etosha e Namib–Naukluft. In Botswana sono presenti nella Central Kalahari Game Reserve, nel Parco Nazionale del Chobe e nel Parco Nazionale di Nxai Pan. In Sudafrica, la maggior parte dei ghepardi vive nel Parco Nazionale Kruger e nelle riserve private.

13. Iena maculata

  • Dimensioni: altezza al garrese – 75–85 cm; lunghezza del corpo – 95–150 cm; peso – 45–70 kg
  • Alimentazione: gazzelle, gnu, zebre, piccoli vertebrati e carogne
  • Stato di conservazione: minima preoccupazione
  • Popolazione: dati affidabili non disponibili

Le iene maculate vivono in clan che possono contare fino a diverse decine di individui. La loro struttura sociale è matriarcale, con femmine più grandi e più forti dei maschi. Nella savana possono essere incontrate quasi a qualsiasi ora del giorno, anche se cacciano più attivamente la sera e di notte.

Un tratto distintivo sono le vocalizzazioni, spesso descritte come risate o richiami inquietanti. Questi suoni codificano informazioni sull’identità, l’età, il sesso e le relazioni sociali dell’individuo.

Contrariamente a quanto si crede, le iene non sono imparentate con i cani. Appartengono al sottordine Feliformia, e sono quindi più vicine ai felini.

Dove vedere le iene maculate?

In Tanzania si trovano nel Serengeti, nel Ngorongoro e nel Tarangire. Il Serengeti è considerato uno dei luoghi migliori per osservare le iene, soprattutto durante la Grande Migrazione, quando si radunano attorno alle carcasse dei grandi ungulati.

Sono presenti anche a Ruaha e Nyerere, sebbene in quest’ultimo gli avvistamenti siano meno frequenti. A Mikumi le iene si vedono spesso vicino alle mandrie di antilopi e zebre.

Fuori dalla Tanzania si trovano nel Parco Nazionale Kruger (Sudafrica) e nel Parco Nazionale di Etosha (Namibia). Popolazioni più piccole vivono nel Masai Mara (Kenya) e nel Parco Nazionale Queen Elizabeth (Uganda).

14. Ippopotamo

  • Dimensioni: lunghezza – 4–4,5 m; altezza al garrese – 1,5 m; peso – maschi 1,5–3,6 tonnellate
  • Alimentazione: vegetazione terrestre e acquatica, germogli di arbusti
  • Stato di conservazione: vulnerabile
  • Popolazione: dati affidabili non disponibili

Gli ippopotami vivono in gruppi di 10–30 individui, talvolta formando aggregazioni fino a 200 animali. I maschi stabiliscono territori in acqua più che sulla terraferma, dove trascorrono gran parte della giornata per regolare la temperatura corporea. Di solito escono a terra per nutrirsi, soprattutto di notte.

Una delle loro caratteristiche più particolari è la capacità di «comunicare» sia sopra sia sotto la superficie dell’acqua. Grazie alla struttura della laringe e delle corde vocali, gli ippopotami producono suoni a scatto che li aiutano a orientarsi e comunicare nelle acque torbide.

Dove vedere gli ippopotami?

In Tanzania gli ippopotami si osservano più facilmente vicino a fonti d’acqua permanenti. Nel Serengeti e ad Arusha si radunano in pozze e piccoli laghi, mentre nel Ngorongoro restano vicino ai laghi e alle aree paludose della caldera.

Nella Tanzania meridionale sono comuni lungo il fiume Ruaha e il fiume Rufiji, nel Parco Nazionale di Nyerere.

Una delle popolazioni più numerose si trova nel Parco Nazionale Murchison Falls, in Uganda. Buoni luoghi di osservazione includono anche il Parco Nazionale di Mana Pools in Zimbabwe e il Parco Nazionale Kruger in Sudafrica.

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15. Coccodrillo del Nilo

  • Dimensioni: lunghezza del corpo – fino a 5–6,5 m; peso – fino a 1 tonnellata
  • Alimentazione: pesci, uccelli acquatici, mammiferi (inclusi ungulati), talvolta carogne
  • Stato di conservazione: minima preoccupazione
  • Popolazione: dati affidabili non disponibili

Il coccodrillo del Nilo è un grande predatore che di solito caccia da solo, ma resta un animale sociale: gruppi di decine di individui si osservano spesso lungo le rive dei fiumi e dei laghi. È più attivo al crepuscolo e di notte, mentre durante il giorno rimane in genere immobile sulla riva per conservare energia.

Durante la caccia, un coccodrillo può restare completamente fermo per lunghi periodi prima di lanciare un attacco improvviso. Anche senza cibo, può sopravvivere per diversi mesi grazie al metabolismo lento.

Un altro tratto notevole è la cura parentale. Secondo National Geographic, i coccodrilli del Nilo custodiscono attentamente i nidi e possono persino far rotolare delicatamente le uova in bocca per aiutare i piccoli a uscire dal guscio, un comportamento non comune tra molti rettili.

Dove vedere i coccodrilli del Nilo in Africa

In Tanzania, il periodo migliore per osservarli è la stagione secca, da giugno a ottobre, quando fiumi e laghi si ritirano parzialmente e i coccodrilli si radunano lungo le rive. Le popolazioni più numerose si trovano nel Parco Nazionale di Nyerere, lungo il fiume Rufiji, e nel Parco Nazionale di Katavi.

Un’occasione privilegiata per vedere i coccodrilli a caccia è durante gli attraversamenti dei fiumi da parte degli gnu nel Serengeti, in particolare presso i fiumi Grumeti e Mara durante la Grande Migrazione.

Sono presenti anche negli specchi d’acqua del Ngorongoro, sebbene in numero minore.

Fuori dalla Tanzania, i coccodrilli del Nilo si osservano in Uganda (parchi nazionali Murchison Falls e Queen Elizabeth), Zimbabwe (Mana Pools) e Botswana (fiumi Okavango, Kwando e Chobe). In Sudafrica, la Ndumo Game Reserve presenta una delle concentrazioni più alte.

16. Bufalo africano

  • Dimensioni: altezza al garrese – fino a 1,7 m; peso – fino a 1.000 kg; lunghezza del corpo – fino a 3,4 m
  • Alimentazione: erba, foglie e altra vegetazione
  • Stato di conservazione: quasi minacciato
  • Popolazione: dati affidabili non disponibili

Il bufalo africano è un grande erbivoro che ricorda un bue domestico. I tentativi di addomesticarlo sono falliti: il bufalo africano ha un temperamento molto imprevedibile e aggressivo. Anche i maschi anziani e solitari, espulsi dalla mandria, possono attaccare improvvisamente le persone nelle vicinanze. È considerato uno degli animali più pericolosi della savana africana.

Le grandi mandrie si raccolgono di solito vicino alle fonti d’acqua e producono suoni simili al muggito del bestiame. Gli scienziati ritengono che scelgano la direzione degli spostamenti attraverso una forma di «votazione». Secondo Africa Geographic, durante il riposo, per esempio presso una pozza, diverse femmine adulte iniziano a orientarsi verso una certa direzione. Gradualmente le altre le seguono, e alla fine la mandria si muove nella direzione scelta dalla maggioranza.

Hanno un’ottima memoria e ricordano facilmente i percorsi dove può esserci pericolo o dove il cibo è abbondante.

Dove vedere i bufali africani?

In Tanzania i bufali si trovano in quasi tutti i parchi con pianure aperte e fonti d’acqua. Nel Serengeti formano spesso grandi mandrie e sono facili da avvistare in qualsiasi momento della giornata. Nel Tarangire e nel Ngorongoro preferiscono zone umide e rive dei fiumi. A Ruaha e Mikumi si vedono spesso al pascolo in aree boscose vicino all’acqua.

In Sudafrica, una delle popolazioni più stabili vive nel Parco Nazionale Kruger. In Zimbabwe, nel Parco Nazionale di Hwange. Un’altra destinazione apprezzata è lo Zambia, in particolare i parchi nazionali di South Luangwa, Lower Zambezi e Kafue.

17. Scimpanzé

  • Dimensioni: altezza – fino a 1,7 m; peso – 35–60 kg
  • Alimentazione: principalmente frutta, ma anche foglie, fiori, semi, noci, insetti e occasionalmente piccoli mammiferi
  • Stato di conservazione: in pericolo
  • Popolazione: dati complessivi affidabili non disponibili

Gli scimpanzé si svegliano all’alba e sono più attivi durante il giorno. Si muovono sia tra gli alberi sia sul terreno, percorrendo lunghe distanze in cerca di cibo. Intorno a mezzogiorno di solito riposano, per poi tornare attivi verso sera.

Gli scimpanzé hanno una delle strutture sociali più complesse del mondo animale, con gerarchie rigorose. Sono anche tra le specie più intelligenti: fabbricano e usano strumenti, estraggono termiti, rompono noci, mostrano empatia, si prendono cura dei membri malati del gruppo e persino utilizzano piante a scopo medicinale, per esempio per il controllo dei parassiti.

Dove vedere gli scimpanzé?

Il Parco Nazionale di Gombe Stream è una delle destinazioni più celebri dell’Africa orientale per osservare gli scimpanzé. Aperto ai visitatori dal 1978, ha ottenuto riconoscimento mondiale grazie alla primatologa Jane Goodall, che qui iniziò le sue ricerche pionieristiche negli anni 1960. Il suo lavoro ha cambiato profondamente la nostra comprensione del comportamento degli scimpanzé.

Gombe è relativamente piccolo: appena 71 km². Il periodo migliore per visitarlo è la stagione secca, da giugno a ottobre, quando muoversi nella foresta è più semplice.

Un’altra area eccellente è il Parco Nazionale dei Monti Mahale, situato più a sud lungo le rive del lago Tanganica. È meno visitato ma molto più grande (1.650 km²) e ospita una delle maggiori popolazioni di scimpanzé orientali della Tanzania.

Anche l’isola di Rubondo, sul lago Vittoria, merita attenzione. Nel 1966, lo zoologo tedesco Bernhard Grzimek condusse un esperimento singolare, trasferendo sull’isola scimpanzé provenienti da zoo e circhi europei. Gli animali si adattarono con successo alla vita selvatica, costruendo nidi e riproducendosi. Oggi Rubondo ospita anche giraffe, elefanti, antilopi e altre specie.

Gli scimpanzé si osservano anche in Uganda (parchi nazionali di Kibale e Queen Elizabeth), Nigeria (Parco Nazionale di Gashaka-Gumti), Gabon (Parco Nazionale di Lopé) e Guinea (Riserva del Monte Nimba, al confine con la Costa d’Avorio).

Animali da safari: panoramica rapida

Habitat e popolazioni più numerose (al 2025)

Animale
Habitat
Popolazioni più numerose
Dipende dalla specie: elefante africano di savana – ecosistemi aperti (savane, boschi radi, praterie); elefante africano di foresta – dense foreste tropicali.
  • Botswana: Parco Nazionale del Chobe.
  • Zimbabwe: Parco Nazionale di Hwange.
  • Tanzania: Serengeti, Tarangire, Mkomazi.
Savane, praterie, boschi radi, aree arbustive e regioni semidesertiche dell’Africa subsahariana.
  • Tanzania: Serengeti, Ngorongoro.
  • Sudafrica: Parco Nazionale Kruger.
  • Botswana: delta dell’Okavango, Chobe.
Rinoceronte nero – savane aride, aree arbustive, boschi radi, semideserti; rinoceronte bianco – savane aperte e praterie vicino all’acqua.
  • Sudafrica: Kruger, Hluhluwe–iMfolozi.
  • Namibia: Etosha.
  • Kenya: Nairobi, Ol Pejeta, Tsavo West.
  • Tanzania: Mkomazi, Ngorongoro, Serengeti.
Foreste, aree arbustive, savane e semideserti in tutta l’Africa subsahariana.
  • Sudafrica: Kruger, Pilanesberg.
  • Namibia: Etosha.
  • Tanzania: Serengeti, Ngorongoro, Nyerere, Ruaha.
Gnu – pianure aperte e savane a erba bassa; cefalofi – foreste tropicali, aree arbustive, regioni montuose.
  • Tanzania: Serengeti, Arusha, Tarangire, Ngorongoro, Ruaha, Nyerere.
  • Mozambico: Gorongosa (gnu).
  • Gabon: Moukalaba-Doudou (cefalofi).
Foreste tropicali e subtropicali, aree arbustive e savane.
  • Tanzania: Serengeti, Ngorongoro, Mikumi, Mahale, Gombe.
  • Uganda: Kibale, Bwindi.
  • Kenya: Taita Hills, Samburu.
Savane, aree arbustive, zone umide e praterie.
  • Tanzania: Serengeti, Ngorongoro, Mkomazi.
  • Uganda: Bwindi.
  • Zambia: Luambe.
Savane, foreste, semideserti e montagne in Africa e in alcune aree dell’Asia.
  • Tanzania: Serengeti, Tarangire, Manyara, Mkomazi.
  • Sudafrica: Kruger, Hluhluwe–iMfolozi
  • India: Sariska.
Dense foreste tropicali e mangrovie.
  • Rwanda: Nyungwe.
  • Tanzania: Amani, Jozani, Arusha.
  • Kenya: Shimba Hills.
Zebra di pianura – savane e praterie; zebra di montagna – altopiani rocciosi; zebra di Grevy – regioni aride.
  • Tanzania: Serengeti, Ngorongoro.
  • Sudafrica: Kruger.
  • Namibia: Etosha.
Savane, boschi aperti e aree poco forestali.
  • Tanzania: Serengeti.
  • Sudafrica: Kruger.
  • Uganda: Murchison Falls.
Savane, pianure aperte, semideserti, aree arbustive e alcune regioni montuose.
  • Namibia: Etosha.
  • Sudafrica: Kruger.
  • Tanzania: Serengeti.
Savane e paesaggi aperti aridi dell’Africa subsahariana.
  • Sudafrica: Kruger.
  • Tanzania: Serengeti.
  • Kenya: Masai Mara.
Fiumi, laghi e zone umide a sud del Sahara.
  • Zambia: South Luangwa, Lower Zambezi.
  • Sudafrica: Kruger.
  • Tanzania: Katavi, Nyerere.
Ecosistemi d’acqua dolce dell’Africa subsahariana e del Madagascar.
  • Kenya: Masai Mara.
  • Sudafrica: Kruger.
  • Tanzania: Nyerere.
Savane, foreste e zone umide; sottospecie forestali nelle foreste dense.
  • Sudafrica: Kruger.
  • Zimbabwe: Hwange.
  • Tanzania: Katavi.
Foreste tropicali e mosaici foresta–savana.
  • Uganda: Kibale.
  • RDC: Salonga, Lomami, Maiko.
  • Tanzania: Gombe, Mahale, Rubondo.
Pubblicato il 25 Marzo 2026 Aggiornato il 26 Maggio 2026
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Yana Khan

Yana è autrice per Altezza Travel e lavora nel giornalismo dal 2015. Prima di entrare nel nostro team, è stata editor nel settore dei media.

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