Qual è la montagna più celebre del mondo? Molti penserebbero subito all’Everest, la vetta più alta della Terra. Eppure l’Everest è relativamente giovane: quasi un neonato, se paragonato alle montagne più antiche del pianeta. Alcune risalgono a miliardi di anni fa e non sono soltanto meraviglie geologiche: custodiscono anche un profondo valore culturale e storico. Hanno modellato il territorio, influenzato i regimi climatici e inciso in modo duraturo sulla vita e sulle tradizioni delle comunità circostanti. In questo articolo attraversiamo le 10 montagne più antiche della Terra, ripercorrendone l’importanza storica e l’influenza che continuano a esercitare sul mondo intorno a loro.
Definire l’Everest un «neonato» non è una frecciata all’industria turistica del Nepal, ma un semplice dato scientifico. L’American Museum of Natural History di New York spiega che le grandi catene montuose, come l’Himalaya, sono in genere giovani. Le cime più basse, invece, sono spesso il risultato di millenni di erosione provocata da vento e pioggia. Quindi, nessun timore: tra un altro miliardo di anni, nessuna delle «Seven Summits» sarà ancora considerata il punto più alto del proprio continente.
Come si formano le montagne?
Restiamo sul semplice, come fanno gli esperti dell’American Museum of Natural History di New York. Le catene montuose più alte del mondo si formano attraverso la tettonica delle placche, cioè quando grandi porzioni della crosta terrestre entrano in collisione. Questo urto spinge verso l’alto gli strati rocciosi, un po’ come il cofano di un’auto che si accartoccia in un incidente, dando origine a una catena montuosa. L’Himalaya si è formato proprio così. Prima della sua spettacolare emersione, queste montagne erano il fondale di un antico oceano.
Un altro processo di formazione delle montagne è legato all’attività vulcanica. Quando un vulcano erutta, la lava fuoriesce e si solidifica, accumulando nel tempo strati successivi fino a creare un rilievo montuoso. Lo stesso meccanismo può dare origine ad antiche isole vulcaniche, dove l’attività eruttiva ha trasformato il paesaggio in un territorio di montagne. Il Kilimangiaro, uno dei più grandi vulcani estinti al mondo e la vetta più alta dell’Africa, ne è un esempio emblematico. È anche la montagna isolata più alta del pianeta, un aspetto che rende la scalata del Kilimangiaro particolarmente significativa. Tra le altre montagne vulcaniche più note si contano le isole Hawaii e il monte Fuji, in Giappone.
Le 10 catene montuose più antiche del mondo
10. Monti Laurentian
Posizione: Canada
Vetta più alta: Mount Raoul Blanchard, 1.165 metri
Età: circa 1 miliardo di anni
I monti Laurentian, nel Nord America orientale, fanno parte dello Scudo Canadese, una delle formazioni geologiche più antiche della Terra. Questi pendii remoti esistono dai tempi della Pangea, il supercontinente che un tempo riuniva quasi tutte le terre emerse, e si formarono all’incirca 1 miliardo di anni fa. Nonostante origini tanto antiche, le prime testimonianze attendibili di presenza umana nella regione risalgono soltanto al 1535.
In quell’anno, l’esploratore francese Jacques Cartier incontrò diversi insediamenti nella valle tra i villaggi di Stadacona e Hochelaga. Descrisse in dettaglio il suo viaggio in un resoconto pubblicato in Francia nel 1863.
Nel 1608, quando arrivò l’esploratore francese Samuel de Champlain, nell’area non vi erano più tracce del popolo laurenziano. Tra il XX e il XXI secolo, tuttavia, gli archeologi hanno riportato alla luce altri insediamenti e concluso che questa popolazione fu probabilmente annientata da conflitti intertribali.
Oggi i monti Laurentian sono una meta turistica molto frequentata. Il primo impianto di risalita del Nord America fu installato qui nel 1931 e, alla fine di quello stesso decennio, i pendii erano già affollati da decine di migliaia di sciatori. Mont-Tremblant è la località più nota di queste antiche montagne e accoglie visitatori in ogni stagione: in inverno per sci, snowboard, slitte trainate dai cani e motoslitte; in estate per escursioni, kayak, ciclismo e persino golf.
9. Blue Ridge Mountains
Posizione: USA
Vetta più alta: Mount Mitchell, 2.037 metri
Età: circa 1,2 miliardi di anni
Le Blue Ridge Mountains sono una destinazione amatissima degli Stati Uniti orientali: ogni anno attirano oltre 11 milioni di visitatori con le loro foreste fitte, i fiumi, i laghi e le cascate a salti successivi. Stimate intorno a 1,2 miliardi di anni, le Blue Ridge sono parte essenziale dell’identità degli Appalachi.
Secondo lo United States Geological Survey, gli Appalachi iniziarono a formarsi circa 470 milioni di anni fa, con una fase di sviluppo particolarmente importante intorno a 270 milioni di anni fa, quando 2 continenti entrarono in collisione. Situata sul margine sud-orientale degli Appalachi, questa regione presenta caratteristiche geologiche che spiegano perché la catena sia considerata una delle più antiche al mondo.
La caratteristica sfumatura azzurra di queste montagne deriva da un idrocarburo particolare, l’isoprene, rilasciato dalle querce e dai pioppi della zona. Da lontano, questa sostanza crea una foschia blu che avvolge i versanti.
8. Stirling Range
Posizione: Australia
Vetta più alta: Bluff Knoll, 1.100 metri
Età: circa 1,3 miliardi di anni
La Stirling Range si trova nella fascia costiera dell’Australia Occidentale e fa parte dell’omonimo parco nazionale. Queste montagne si formarono attraverso il movimento della placca tettonica australiana e sono note per le cime frastagliate e le pareti rocciose.
Bluff Knoll ha sempre avuto un forte significato per le popolazioni indigene locali, che lo chiamavano Pualaar Miial, «molti occhi». La montagna, spesso avvolta dalla nebbia, veniva evitata dagli aborigeni della zona perché ritenuta la dimora degli spiriti dei defunti. Oggi Bluff Knoll è una meta turistica frequentata e dalla sua vetta si aprono vedute spettacolari sul paesaggio circostante.
Su Bluff Knoll cade spesso la neve e, ogni volta che il Bureau of Meteorology la prevede, turisti da tutto il sud-ovest si affrettano a raggiungere la montagna per assistere al fenomeno.
7. Monti St. Francois
Posizione: USA
Vetta più alta: Taum Sauk Mountain, 540 metri
Età: oltre 1,5 miliardi di anni
I monti St. Francois sono un altro esempio di formazione montuosa di origine vulcanica. I visitatori sono attratti dalle cime aspre, dai corsi d’acqua limpidi, dalle fitte foreste e dalle grotte. Per il mondo industriale, invece, la regione è famosa per i ricchi giacimenti di piombo, da cui proviene circa il 90% della produzione statunitense.
La vetta più alta della catena è Taum Sauk Mountain. Raggiunge appena 540 metri, ma secondo i geologi fu una delle poche montagne a non essere sommersa dagli antichi mari. Per gran parte del Paleozoico, le cime dei monti St. Francois erano isole in acque poco profonde. Sui versanti più bassi si trovano ancora coralli fossilizzati e resti di antiche scogliere. Oggi la regione ospita 5 parchi naturali. Secondo il Missouri Department of Conservation, l’area è abitata da centinaia di specie rare di piante, pesci, uccelli e mammiferi.
6. Black Hills
Posizione: USA
Vetta più alta: Harney Peak, 2.208 metri
Età: circa 1,8 miliardi di anni
Le Black Hills hanno un’enorme importanza storica, culturale ed economica sia per gli Stati Uniti sia per le popolazioni indigene. Situate nel South Dakota, sono la catena montuosa più antica del Nord America.
Le tribù native americane che si insediarono per prime in questa regione consideravano sacre queste montagne. Le chiamarono «Paha Sapa», cioè «Black Hills», e alla fine del XVIII secolo furono costrette a combattere contro l’esercito statunitense per proteggere le proprie terre ancestrali.
La vicenda ebbe inizio nel 1874, quando una spedizione guidata dall’ufficiale americano George Custer scoprì l’oro nelle Black Hills. In quel periodo, un accordo tra i nativi americani e il governo degli Stati Uniti riservava le Black Hills alle popolazioni indigene, vietando l’ingresso ai coloni bianchi. Dopo la scoperta di Custer, però, l’accordo fu ignorato e migliaia di cercatori d’oro si riversarono sulle montagne sacre, dando il via alla famigerata corsa all’oro delle Black Hills.
Le tribù indigene iniziarono ad attaccare le spedizioni per fermare l’afflusso dei nuovi arrivati. La situazione degenerò quando il governo statunitense, ignorando il trattato, decise di trasferire i nativi americani nelle riserve e di appropriarsi delle montagne, provocando la guerra delle Black Hills.
In quel periodo nacque nella regione una nuova città, Deadwood. È arrivata fino ai giorni nostri ed è oggi un sito storico di rilevanza nazionale. La più grande miniera d’oro, la Homestake Mine, rimase in attività fino al 2002, estraendo oltre 1.240 tonnellate d’oro.
Le Black Hills sono celebri anche per il Mount Rushmore, dove i volti di 4 presidenti americani – George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln – sono scolpiti nella roccia. La realizzazione di questa monumentale scultura avvenne tra il 1927 e il 1941. Oggi il memoriale attira ogni anno oltre 2 milioni di visitatori.
La regione ospita inoltre il Wind Cave National Park e il Jewel Cave National Monument, 2 tra i sistemi di grotte più lunghi al mondo, con estensioni rispettive di 241 e 290 km. Entrambi si sviluppano nel sottosuolo. Le Black Hills sono note anche per il più grande cimitero di mammut colombiani del continente. I resti furono scoperti da una squadra di operai edili nel 1976. Gli scavi sono ancora in corso, anche se sul sito è già stato aperto un museo.
5. Scudo della Guyana
Posizione: Sud America
Vetta più alta: Pico da Neblina, 3.015 metri
Età: da 1,7 a 2,1 miliardi di anni
Lo Scudo della Guyana si estende dal Venezuela alla Guyana e al Brasile, coprendo gran parte del Sud America settentrionale. È una delle catene montuose più antiche del Sud America e del mondo, con un’età che può raggiungere 2,1 miliardi di anni. La regione è nota per il terreno accidentato, le montagne dalla sommità piatta e le foreste pluviali tropicali, habitat di piante e animali rari. Ospita circa 300 specie di mammiferi, fino a 500 specie di rettili e oltre 1.000 specie di uccelli.
Un altro tratto notevole dello Scudo della Guyana è la presenza di alcune tra le cascate più grandi del mondo, tra cui Angel Falls, Kaieteur Falls e Cuquenan Falls. La regione è anche ricca di risorse naturali come oro, diamanti, minerale di ferro e manganese, ma la densità delle foreste ha mantenuto questi giacimenti in gran parte inutilizzati.
Da secoli lo Scudo della Guyana è abitato da diverse tribù indigene, con una popolazione stimata intorno a 1,5 milioni di persone. Queste comunità sono note per la loro riluttanza a entrare in contatto con il mondo esterno. Si dedicano soprattutto all’allevamento, all’agricoltura, alla caccia e alla pesca.
4. Magaliesberg
Posizione: Sudafrica
Vetta più alta: Nooitgedacht, 1.852 metri
Età: circa 2,3 miliardi di anni
Hai mai sentito parlare del sito Patrimonio dell’Umanità noto come la «Culla dell’umanità»? Ecco, siamo proprio qui. La catena montuosa del Magaliesberg si trova nella Provincia del Nordovest, in Sudafrica. Quest’area è famosa per la più alta concentrazione di fossili di ominidi, con resti che risalgono a circa 3,5 milioni di anni fa. Le ricerche nella regione proseguono e l’UNESCO considera questi fossili una prova del fatto che l’Africa sia davvero la «Culla dell’umanità».
Il Magaliesberg è stato per milioni di anni teatro di transizioni culturali e sociali. Un tempo parte di un antico mare poco profondo, queste montagne ospitarono i primi ominini, tribù antiche e, più tardi, comunità agricole. Oggi si presentano come un archivio naturale dell’evoluzione umana, conservando tracce dell’uso primitivo del fuoco, arte rupestre e muri in pietra.
Ma il Magaliesberg non è rinomato soltanto per la sua straordinaria importanza storica. Oggi è un’area naturale protetta dall’UNESCO, con oltre 300 specie di uccelli rari e numerosi animali, tra cui leopardi, iene, babbuini, zebre e altri ancora.
3. Monti Waterberg
Posizione: Sudafrica
Vetta più alta: Geelhoutkop, 1.805 metri
Età: circa 2,8 miliardi di anni
I monti Waterberg, nella provincia del Limpopo in Sudafrica, possiedono un ricco significato storico e culturale, paragonabile a quello del Magaliesberg. L’area ha restituito importanti scoperte, tra cui resti dei primi esseri umani e numerose tracce dell’evoluzione, dall’arte rupestre alle rovine di antichi insediamenti.
L’area è una zona protetta, rinomata per i paesaggi montani di grande suggestione, le pareti di arenaria rossa e la ricca fauna selvatica. Dal 2001 è sotto tutela UNESCO, a garanzia della conservazione del suo particolare patrimonio naturale e storico.
2. Hamersley Range
Posizione: Australia
Vetta più alta: Mount Meharry, 1.253 metri
Età: circa 3,4 miliardi di anni
La catena montuosa dell’Hamersley Range, nell’Australia Occidentale, ha una storia che affonda le radici in miliardi di anni. Le sue origini risalgono alla formazione di antiche rocce cristalline, tra le più antiche del pianeta.
Prima dell’arrivo degli esploratori europei, queste montagne erano abitate dalle popolazioni aborigene locali. Nel 1861 il viaggiatore inglese Francis Thomas Gregory scoprì la catena e la chiamò così in onore di Edward Hamersley, finanziatore della sua spedizione. Hamersley divenne in seguito uno dei primi coloni dell’Australia Occidentale coloniale.
Per il grande pubblico e per la comunità scientifica, l’Hamersley Range è una riserva naturale, il più grande parco nazionale del Paese, noto per i paesaggi montani, le cascate, le gole e una flora e fauna particolari, sviluppatesi nel corso di miliardi di anni. Per le autorità australiane, però, è anche una fonte di reddito. La catena presenta un altro elemento di rilievo, importante dal punto di vista economico e problematico sul piano ambientale: contiene vasti giacimenti di minerale di ferro. L’estrazione di circa 100 milioni di tonnellate di questo minerale ogni anno rappresenta una componente chiave dell’economia nazionale.
Le attività minerarie interessarono anche l’area nei pressi della Juukan Gorge, dove furono rinvenute tracce di presenza umana risalenti a 46.000 anni fa, una scoperta eccezionalmente rara nel continente. Nel 2020 Rio Tinto distrusse la gola durante l’ampliamento della miniera, scatenando uno scandalo globale. Ne seguirono indagini e un ampio dibattito sulla necessità di modificare le leggi australiane.
1. Barberton Makhonjwa Mountains — la montagna più antica del mondo
Posizione: Sudafrica ed Eswatini
Vetta più alta: 1.800 metri
Età: circa 3,6 miliardi di anni
Se un giorno riusciremo a risolvere il mistero della formazione dei continenti e dell’origine della vita sulla Terra, probabilmente sarà qui, in Africa, tra le Barberton Makhonjwa Mountains.
Secondo la NASA, sotto le colline e le valli di questa antichissima catena montuosa si nascondono alcuni degli strati di rocce vulcaniche e sedimentarie più antichi e meglio conservati al mondo, con tracce delle prime forme di vita sulla Terra. Alcune formazioni rocciose sono stimate tra 3,2 e 3,6 miliardi di anni. Per questo Barberton viene spesso definita la «Genesi della vita».
Nel 2014 alcuni scienziati annunciarono di aver trovato nella regione di Barberton prove del più grande impatto conosciuto sulla Terra. Secondo la loro ipotesi, la catastrofe potrebbe essersi verificata circa 3,2 miliardi di anni fa, a circa 1.000 km dalla catena montuosa. Le dimensioni del cratere, non ancora individuato, sono state stimate tra 37 e 58 km.
Nel 2019, nella regione di Barberton, è stata scoperta materia extraterrestre stimata in 3,3 miliardi di anni. Secondo gli scienziati, questa scoperta sostiene la teoria secondo cui composti organici provenienti dallo spazio arrivarono sulla Terra tramite meteoriti e agirono come «mattoni» per la formazione della vita sul nostro pianeta.
Le ricerche sulle antiche rocce della catena montuosa più vecchia del mondo continuano ancora oggi. Il sito è protetto dall’UNESCO.
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