Il film Mufasa: Il re leone, prequel in animazione computerizzata del classico Il re leone, racconta la storia di Mufasa e del suo fratellastro Scar. Questo nuovo capitolo d’avventura segue il loro viaggio attraverso diversi paesaggi africani, fino alla Rupe dei Re.
Una parte importante della storia si svolge in Tanzania. Vediamo quindi quali sono i luoghi reali presenti in Mufasa: Il re leone.
Attenzione spoiler: se non hai ancora visto il film, consigliamo di rimandare la lettura di questo articolo.
Dalla Namibia alla Tanzania
La storia si apre in Namibia, nella regione remota e arida del Kaokoland. Quest’area scarsamente popolata è segnata dalla scarsità d’acqua e da un terreno aspro, dove persino gli elefanti adattano il proprio comportamento per proteggere un ecosistema fragile, abbattendo raramente gli alberi così da preservare la vegetazione rada. Questi elefanti tenaci, capaci di sopravvivere fino a 4 giorni senza acqua, hanno un ruolo significativo nella trama del film.
L’avventura comincia con il piccolo Mufasa che cammina accanto ai genitori nel letto asciutto di un fiume. All’improvviso irrompe una piena violenta: un torrente d’acqua travolge un elefante e sfonda un blocco di rocce e alberi. La forza dell’acqua scava un nuovo percorso nel letto del fiume, trascinando Mufasa lontano dai genitori. È l’evento che dà inizio al suo straordinario viaggio.
Nel delta dell’Okavango, il giovane Mufasa incontra un altro cucciolo di leone, Taka, che in seguito diventerà suo fratellastro e poi il suo rivale, Scar. In questa fase, però, tra i 2 nasce una forte amicizia. Crescono insieme nelle savane del Botswana, guidati dai leoni più anziani, finché la loro vita pacifica viene sconvolta dall’invasione di erranti. Costretto a fuggire ancora una volta, Mufasa intraprende un nuovo viaggio, questa volta insieme a Taka.
L’inseguimento conduce i leoni alle maestose Cascate Vittoria, al confine tra Zimbabwe e Zambia. Ancora una volta, il giovane Mufasa si ritrova nell’acqua. Gli inseguitori non concedono tregua, costringendo i 2 leoni a continuare la fuga. Da qualche parte in Zambia, Mufasa e Taka incontrano una giovane leonessa di nome Sarabi, anche lei in fuga dai leoni bianchi. Con lei c’è Zazu, un bucero che le fa da esploratore e fedele compagno.
Lungo il viaggio, i leoni e il bucero incontrano un di nome Rafiki. Ma che cosa ci fa questo primate così lontano dal suo habitat naturale? Rafiki è stato esiliato dal gruppo perché pratica lo sciamanesimo e possiede un’inquietante capacità di profetizzare. Ora vaga attraverso l’Africa, in cerca del proprio scopo. Alla fine, il gruppo arriva in Tanzania.
In Tanzania
La prima location tanzaniana mostrata nel film è il canyon di Isimila, noto per i suoi antichi pilastri di arenaria. La bellezza quasi irreale di quest’area, già suggestiva in natura, è stata ulteriormente accentuata dagli artisti del film.
Isimila – pilastri di arenaria sul fondo di un lago prosciugato
Nella regione di Iringa, nel sud della Tanzania, si apre un’ampia valle incisa da un canyon: ciò che resta di un antico lago, oggi prosciugato, un tempo alimentato dai fiumi. Circa 300.000 anni fa, l’acqua si ritirò, formando gradualmente una profonda gola. Sul fondo si trovano formazioni di arenaria davvero particolari, rocce composte da granelli compattati di quarzo e altri minerali. Nel corso dei millenni, il vento le ha scolpite in forme slanciate e spettacolari, simili a pilastri, alcune alte fino a 30 metri.
Nel film, Mufasa e i suoi compagni esplorano l’antico canyon di Isimila. Sullo schermo, però, il canyon appare più vasto e i pilastri di arenaria svettano più in alto di quanto non accada nella realtà: una scelta artistica pensata per rafforzare l’impatto cinematografico. All’interno della trama, il canyon diventa teatro di una sequenza drammatica. I protagonisti sono inseguiti dai nemici e cercano aiuto presso un branco di elefanti in migrazione. Il panico si diffonde tra gli animali, scatenando il caos e una fuga precipitosa. I pilastri di arenaria crollano e diversi personaggi scampano per poco al pericolo in mezzo al tumulto.
Nel mondo reale, la valle di Isimila è conosciuta non solo per il canyon, ma anche per le sue importanti scoperte archeologiche. Gli scavi hanno portato alla luce un insediamento umano paleolitico, dove popolazioni antiche trovarono riparo nelle grotte locali decine di migliaia, forse centinaia di migliaia di anni fa. Il sito è ricco di strumenti in pietra, attribuiti dagli studiosi alla cultura acheuleana, e offre uno sguardo prezioso sulla vita umana più antica nella regione.
Il vulcano Ol Doinyo Lengai
Il viaggio dei leoni, del mandrillo e del bucero prosegue e, poco dopo aver lasciato il canyon, il gruppo arriva nei pressi del vulcano Ol Doinyo Lengai. Situato nel nord della Tanzania, vicino al lago Natron, questo vulcano attivo ospita migliaia di fenicotteri e ha un forte valore sia naturale sia culturale. È una meta apprezzata dagli escursionisti ed è profondamente radicato nelle tradizioni dei Masai, secondo i quali il dio Ngai dimora sulla montagna.
Come spiega lo scenografo Mark Friedberg, il paesaggio spoglio attorno al vulcano rappresenta il tratto più desolato del viaggio di Mufasa. I registi hanno scelto questo scenario per riflettere lo stato d’animo dei personaggi: la loro disperazione e la loro stanchezza trovano eco in un ambiente secco, quasi privo di vita.
Nella realtà, l’area attorno al vulcano custodisce molti luoghi di grande fascino: il lago Natron, cascate spettacolari e villaggi Masai tradizionali. Se desideri fare un tour dell’Ol Doinyo Lengai, saremo lieti di organizzarlo per te.
Torniamo ora al viaggio del giovane Mufasa. La parte più sorprendente deve ancora arrivare: l’attraversamento di paesaggi innevati nell’Africa tropicale.
Il Kilimangiaro… o il Rwenzori?
Osservando una carta dell’Africa, è chiaro che i personaggi del film sono ormai vicini alla fine del loro viaggio. Come sappiamo dal Re leone originale del 1994, la loro destinazione è la Rupe dei Re, un luogo immaginario che si ritiene collocato nel sud del Kenya, all’interno del Parco Nazionale di Amboseli o nelle vicine colline Chyulu. Dalla Tanzania, al gruppo basterebbe aggirare il Kilimangiaro per arrivare a questo scenario così riconoscibile.
È qui, però, che la geografia prende una svolta inattesa. I filmmaker volevano portare i personaggi su altopiani innevati, ad alta quota, tra le montagne: un ambiente che il solo Kilimangiaro non poteva offrire su quella scala. Per riuscirci, lo scenografo Mark Friedberg e il regista Barry Jenkins hanno compiuto una scelta audace. Hanno spostato la lunga catena montuosa del Rwenzori, che si trova al confine tra Uganda e Repubblica Democratica del Congo, nella posizione del Kilimangiaro. Così Mufasa, Taka, i loro amici e persino gli inseguitori si ritrovano tra imponenti cime innevate.
Dopo aver attraversato montagne, neve e temperature glaciali, i 5 viaggiatori arrivano finalmente nel luogo destinato a diventare la Rupe dei Re. Si tratta però di un’area fuori dai confini della Tanzania, e non vorremmo rovinare il finale epico. Chiudiamo quindi qui il nostro percorso, con questa panoramica dei paesaggi tanzaniani che hanno avuto un ruolo nella storia dell’ascesa di Mufasa a re delle Terre del Branco.
Se l’idea di raggiungere la vera vetta del Kilimangiaro – il punto più alto dell’Africa – ti ispira, puoi unirti a una spedizione. Non ci saranno valanghe né bufere, e la neve fino alle ginocchia non è garantita, ma avrai la tua scalata sul «tetto dell’Africa»; saremo felici di organizzarla per te.
Scrivici nei commenti se il nuovo film del Re leone ti è piaciuto e se aspetti un seguito!
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