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Animali della Tanzania

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La Tanzania La Tanzania

La Tanzania è considerata una delle destinazioni safari più importanti al mondo. Conta oltre 20 parchi nazionali e 30 aree di conservazione, dove vivono – anche secondo stime prudenti – diversi milioni di grandi mammiferi. Questa biodiversità straordinaria nasce dalla posizione geografica del Paese e dalla varietà dei suoi ambienti climatici: dalle vette d’alta quota del Kilimangiaro e del monte Meru alle vaste savane, dai laghi profondi alle foreste tropicali, fino agli ecosistemi costieri lungo l’Oceano Indiano e l’arcipelago di Zanzibar. 

Per questo la Tanzania custodisce alcune delle forme di fauna selvatica più emblematiche e varie del continente africano. Durante un viaggio si possono incontrare specie molto diverse tra loro: dai celebri Big Five ai grandi coccodrilli, dalle balene agli uccelli rari. Questo articolo di Altezza Travel approfondisce la ricchezza naturale della fauna tanzaniana.

I Big Five in Tanzania

I Big Five sono leone, leopardo, rinoceronte, elefante e bufalo. In origine il termine era usato dai cacciatori per indicare i 5 animali più difficili e pericolosi da cacciare. Oggi i Big Five sono diventati il simbolo per eccellenza dei safari in Africa.

Elefante africano di savana

Gli elefanti africani rientrano tra gli animali dei Big Five presenti in Tanzania. Sono i più grandi animali terrestri del pianeta: possono pesare 5.000–6.000 kg e raggiungere 3,5 m di altezza. La loro vita media è di 50–70 anni. Vivono in strutture sociali matriarcali, dove la femmina più anziana ed esperta guida il branco verso le fonti d’acqua e le zone ricche di vegetazione. Ogni elefante adulto consuma ogni giorno 150–200 kg di cibo vegetale, tra erba, foglie, rami e corteccia. Veri architetti del paesaggio della savana, gli elefanti modellano l’ambiente liberando aree di vegetazione, aprendo passaggi e disperdendo semi, contribuendo così all’equilibrio dell’ecosistema.

A metà del XX secolo in Tanzania vivevano diverse centinaia di migliaia di elefanti africani, ma il bracconaggio e la deforestazione ne hanno causato un drastico declino. Nel 1976 la Wildlife Conservation Society stimava una popolazione di 300.000 individui; nel 2014 il numero era sceso a soli 40.000. Nell’ultimo decennio, grazie a iniziative ambientali internazionali e a finanziamenti mirati, la popolazione è risalita a circa 60.000 individui.

Gli elefanti africani di savana hanno un udito eccezionalmente sviluppato. Riescono a percepire vibrazioni a bassa frequenza attraverso le zampe, come se ascoltassero il terreno. Questo li aiuta a comunicare a grandi distanze e a intuire l’arrivo di temporali o di predatori come i leoni.

Leone

Il leone è il secondo grande felino per dimensioni dopo la tigre. Tra i grandi felini, i leoni hanno una struttura sociale singolare: vivono in branchi che possono arrivare fino a 40 individui. Le leonesse si occupano soprattutto dei cuccioli e della caccia. Anche i maschi partecipano alle battute, ma con minore frequenza, di solito quando l’obiettivo è una preda di grandi dimensioni.

Secondo World Population Review, in Tanzania vivono circa 14.500 leoni: il Paese detiene così la popolazione più numerosa al mondo. Le principali minacce per la specie restano i conflitti con gli agricoltori e la perdita dell’habitat.

Il ruggito di un leone può essere udito a 8–10 km di distanza. Nei maschi è più profondo e risonante rispetto alle femmine: serve a marcare il territorio e a mantenere unito il branco.

Leopardo

Tra i grandi predatori più elusivi, i leopardi sono arrampicatori straordinari e spesso portano le prede sugli alberi per proteggerle da iene e leoni. Prediligono una vita solitaria e notturna, caratteristica che li rende difficili da osservare sia per i viaggiatori sia per i ricercatori. Proprio per la loro natura schiva, ottenere stime precise della popolazione è complesso.

Uno studio del 1987 citato nella Convenzione del 2002 sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione stimava la popolazione di leopardi in Tanzania in 39.000 individui, un dato rimasto ampiamente accettato nei primi anni del XXI secolo. Da allora, secondo la Wildlife Conservation Society, i leopardi sono scomparsi da quasi il 40% del loro areale africano e potrebbero presto essere classificati come specie vulnerabile. 

Nel 2023, il Tanzania Wildlife Research Institute ha annunciato l’avvio di un censimento di leopardi e ghepardi nel Paese. I primi risultati erano attesi nel 2024, ma al momento della pubblicazione non sono ancora stati diffusi.

I leopardi riescono a sollevare sugli alberi prede molto più pesanti di loro. È una prova di forza notevole per un felino che raramente supera i 70–90 kg di peso.

Bufalo africano

Grande e potente mammifero ungulato, il bufalo africano pesa 700–800 kg o più. Le sue corna caratteristiche formano sulla fronte una struttura simile a uno scudo, con le punte rivolte verso l’alto. I bufali vivono in mandrie: femmine e piccoli restano spesso insieme, mentre i maschi adulti talvolta formano gruppi più piccoli e separati.

In Tanzania i bufali sono tra i grandi erbivori più numerosi. Secondo il World Wildlife Fund, nel Paese vivono oltre 190.000 bufali. Questi erbivori della Tanzania sono molto ricercati come trofei, ma soltanto nelle aree di caccia legali designate, non attraverso il bracconaggio. La caccia è rigorosamente vietata nei parchi nazionali della Tanzania. Noi di Altezza Travel siamo fermamente contrari alla caccia di qualsiasi animale e partecipiamo a programmi di conservazione della fauna selvatica in tutta la Tanzania.

I bufali africani sono estremamente imprevedibili e hanno forti capacità difensive. Possono proteggere la mandria dai leoni, circondare i piccoli e respingere i predatori in modo coordinato. Per questo compaiono spesso negli elenchi degli animali africani più aggressivi nei confronti dell’uomo.

Rinoceronte nero

Nel XX secolo la popolazione di rinoceronti neri in Tanzania è crollata da diverse migliaia a poche centinaia di individui, poiché il corno di rinoceronte era diventato molto richiesto sul mercato nero. Questo ha portato a uno sterminio di massa causato dal bracconaggio negli anni Settanta e Ottanta.

Oggi i rinoceronti neri sono sottoposti a una rigida protezione da parte del governo e delle organizzazioni internazionali per la conservazione. Grazie al programma dedicato alla tutela del rinoceronte nero, la loro popolazione è cresciuta da 161 individui nel 2019 a 253 nel dicembre 2023.

I rinoceronti neri si nutrono di rami e foglie di arbusti. Vivono generalmente in paesaggi asciutti, ma raggiungono ogni giorno le pozze d’acqua e trascorrono ore sdraiati nel fango vicino alla riva. Sono animali molto territoriali e restano nella stessa area anche durante i periodi di siccità. A differenza dei rinoceronti bianchi, conducono una vita solitaria: se si osserva una coppia, con ogni probabilità si tratta di una madre con il suo piccolo.

Nonostante il nome, il rinoceronte nero ha spesso tonalità grigiastre o brunastre. Il termine «nero» serve a distinguerlo dal rinoceronte bianco, molto più grande. Inoltre, il rinoceronte nero ha il labbro superiore prensile e adunco, che gli permette di afferrare rami e foglie degli arbusti.

Altri mammiferi

Ghepardo

I ghepardi sono noti per la capacità di raggiungere 100–120 km/h su brevi distanze, tra 300 e 500 m. Il corpo leggero, 40–65 kg, la struttura slanciata e la colonna vertebrale flessibile consentono loro di compiere svolte brusche mentre inseguono ungulati rapidi. Tra le prede più frequenti ci sono le gazzelle di Thomson e di Grant, oltre ai giovani gnu e alle zebre. 

Le stime più recenti indicano che in Tanzania vivono 1.500–2.000 ghepardi. Il Paese ospita una delle popolazioni più alte in confronto ad altri territori. Sebbene i ghepardi siano generalmente considerati animali solitari, in natura si osservano talvolta piccoli gruppi.

A differenza di leoni e leopardi, i ghepardi non ruggiscono. Hanno invece vocalizzazioni particolari, tra miagolii, cinguettii e sbuffi, usate per comunicare, soprattutto tra madri e cuccioli.

Iena maculata

La iena maculata è la più grande e numerosa tra le specie di iene. Nonostante l’idea diffusa che le iene siano semplici spazzine, le ricerche mostrano che cacciano spesso da sole o in gruppo, competendo con successo con i leoni per le prede. La loro struttura sociale è matriarcale: vivono in clan guidati da femmine dominanti, spesso più grandi e aggressive dei maschi.

Le iene maculate sono ampiamente diffuse nei principali parchi della Tanzania e la loro popolazione è considerata stabile. Per questo nel Paese non è stato condotto un censimento dettagliato della specie. La iena maculata è anche uno degli animali del Serengeti: nell’ecosistema del Serengeti, stime approssimative indicano 7.000–8.000 individui.

Le iene hanno mascelle estremamente potenti, capaci di frantumare le ossa di grandi ungulati come zebre e gnu. Questa capacità consente loro di raggiungere il midollo osseo, una fonte ricca di minerali e proteine.

Licaone

Sono tra i predatori con l’organizzazione sociale più complessa. I branchi di licaoni contano di solito da 6 a 20 individui, ciascuno con un mantello maculato diverso dagli altri. In genere si riproduce soltanto la coppia dominante, mentre il resto del branco contribuisce alla cura dei cuccioli. Il tasso di successo nella caccia è eccezionalmente alto, 70–80%, perché inseguono le prede in modo coordinato, con manovre strategiche.

Oggi il licaone figura tra gli animali in pericolo in Tanzania. Le cause principali sono la distruzione dell’habitat e malattie come rabbia e cimurro, trasmesse dai cani randagi. Un tempo diffusi in gran parte del continente, oggi si trovano soltanto in aree remote dell’Africa orientale e meridionale. La loro popolazione è stimata in poche migliaia di individui. Nel Parco Nazionale di Mkomazi, vicino a Moshi, è in corso un programma di conservazione per favorirne il recupero.

I licaoni mostrano una notevole attenzione verso i membri del branco che non possono cacciare. Cuccioli, individui anziani e feriti ricevono cibo dagli altri membri dopo la caccia: una rara forma di altruismo tra i predatori.

Giraffa

È l’animale terrestre più alto. I maschi adulti di giraffa raggiungono 5,5–6 m di altezza e pesano 800–1.200 kg. In Tanzania vive la giraffa Masai, riconoscibile per le macchie irregolari e frastagliate, diverse dai disegni più morbidi di altre sottospecie. Le giraffe si nutrono soprattutto di foglie di acacia e di altri alberi, usando la lingua lunga 45 cm per strappare il fogliame.

La giraffa Masai compariva sulla bandiera del Tanganica, il nome del Paese prima dell’indipendenza, ed è oggi il simbolo nazionale della Tanzania, protetto dal governo. Tuttavia, questa specie animale tanzaniana è minacciata dal bracconaggio e dalla perdita dell’habitat, fattori che la espongono al rischio di estinzione. Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), negli ultimi 3 decenni la popolazione di giraffe è scesa da 70.000 a 35.000 individui.

Il cuore di una giraffa pesa fino a 10 kg e deve pompare il sangue fino al cervello, posto diversi metri più in alto. La loro pressione sanguigna è estremamente elevata. Quando abbassano la testa per bere, il sistema vascolare attiva meccanismi speciali che impediscono un afflusso eccessivo di sangue al cervello.

Zebra

Le zebre sono diffuse in gran parte delle savane della Tanzania. Ogni individuo ha un disegno di strisce diverso, anche se le differenze possono risultare invisibili all’occhio umano. Si ritiene che le strisce proteggano dagli insetti pungenti e confondano i predatori della Tanzania. Quando una mandria corre, l’effetto cangiante del mantello disorienta leoni, iene e licaoni.

In Tanzania, grandi popolazioni di zebre delle pianure costituiscono, insieme ad altre antilopi e gazzelle, il nucleo della Grande Migrazione degli gnu. Secondo l’UNESCO, l’ecosistema Serengeti-Masai Mara ospita fino a 300.000 zebre migratrici durante tutto l’anno. 

Le zebre possono dormire in piedi grazie a un meccanismo di blocco delle articolazioni, che permette loro di assopirsi senza cadere. Per il sonno profondo, però, si sdraiano, di solito circondate da membri della mandria che restano di guardia contro i predatori.

Gnu

La forza motrice della Grande Migrazione degli gnu è costituita da circa 2 milioni di individui. Questa specie svolge un ruolo fondamentale nell’ecosistema: gli escrementi fertilizzano il suolo e gli gnu rappresentano una delle principali fonti di cibo per predatori e saprofagi della Tanzania. Di norma pascolano in mandrie che possono contare fino a 500 individui. 

La stagione delle nascite degli gnu è sincronizzata. Nel giro di poche settimane partorisce l’80% delle femmine, così i neonati sono protetti dalla forza del numero e i predatori non riescono a catturarli tutti.

In Tanzania vivono oltre 35 specie di antilopi e animali affini. Tra gli animali più comuni in Africa ci sono gli eleganti impala, che formano grandi mandrie. Le gazzelle di Thomson e di Grant sono le prede preferite dei ghepardi, per la loro abbondanza e le dimensioni più contenute. Altre specie includono antilopi d’acqua, orici (gemsbok), tragelafi striati, kudu e topi. Tutte contribuiscono alla catena alimentare sostenendo i predatori.

Ippopotamo

È un grande erbivoro, con un peso di 1.500–3.000 kg. Nonostante la mole imponente, gli ippopotami possono raggiungere 30 km/h su brevi distanze. Difendono il territorio con aggressività, e questo li rende tra i grandi animali più pericolosi d’Africa.

La popolazione mondiale di ippopotami è stimata in 125.000–148.000 individui, in aumento rispetto ai 115.000–130.000 del 2017. Nonostante questa crescita graduale, gli ippopotami restano una specie vulnerabile. La Tanzania ospita una delle colonie più numerose, con circa 20.000 individui. 

Gli ippopotami secernono un fluido rosato che agisce come protezione solare naturale e agente antibatterico, proteggendoli da scottature e infezioni.

Altri animali in Tanzania

La fauna selvatica della Tanzania è ricca di specie affascinanti, tra cui il facocero: un suino selvatico con caratteristiche verruche facciali e zanne ricurve. Durante un safari in Tanzania, i facoceri attirano spesso l’attenzione dei bambini, perché sono conosciuti come Pumba da Il Re Leone.

Tra gli altri mammiferi, i babbuini vivono in grandi gruppi e possono essere insistenti quando cercano cibo vicino ai campeggi turistici. Colobi e cercopitechi verdi abitano le chiome delle foreste. Gli animali notturni, come i galagoni, sono noti per i richiami forti e acuti che risuonano la sera.

L’avifauna della Tanzania

Specie endemiche

La Tanzania ospita specie di uccelli endemiche che non si trovano in nessun altro luogo al mondo. Tra queste figurano l’occhialino del Kilimangiaro, il francolino petto grigio, il bucero tanzaniano dal becco rosso, il cisticola dalla coda bianca, il tessitore mascherato del Tanganica, l’inseparabile mascherato e il sarto beccolungo. 

Poiché le specie rare corrono un alto rischio di estinzione, gli scienziati di tutto il mondo dedicano particolare attenzione alla loro tutela, e la Tanzania non fa eccezione. Tra le organizzazioni impegnate in questo ambito c’è Nature Tanzania, che monitora le popolazioni e lavora per proteggere uccelli unici da diverse minacce. Altezza Travel è attivamente coinvolta in questi sforzi di conservazione.

Fenicotteri

In Tanzania vivono 2 specie di fenicotteri: il fenicottero maggiore e il fenicottero minore. Questi uccelli si nutrono di microrganismi e alghe, filtrando l’acqua attraverso il becco; da qui deriva la sfumatura rosata delle piume. Abitano di solito laghi alcalini o d’acqua dolce, dove si raccolgono in colonie imponenti, con migliaia di individui.

Struzzo

Questa specie di uccello presente in Tanzania è la più grande al mondo. Può raggiungere 2,7 m di altezza e pesare 100–150 kg. Pur non potendo volare, è un eccellente corridore e arriva a 60–70 km/h. I maschi hanno piumaggio nero con le estremità delle ali bianche, mentre le femmine sono grigiastre e meno appariscenti. Durante la stagione degli amori, i maschi eseguono elaborate danze di corteggiamento, abbassando e sollevando le ali per attirare le femmine.

Serpentario

Il serpentario è un grande uccello predatore. A differenza della maggior parte dei rapaci diurni, preferisce inseguire e uccidere le prede a terra. Ha zampe lunghe e una caratteristica cresta di piume sulla nuca. La sua dieta comprende serpenti, lucertole, roditori e perfino piccoli uccelli. Colpisce le prede con movimenti rapidi e precisi delle potenti zampe.

Tra gli altri rapaci, in Tanzania si incontrano aquile, falchi, nibbi, sparvieri e avvoltoi. Tutti svolgono un ruolo cruciale nell’ecosistema come necrofagi, eliminando resti animali e contribuendo al controllo delle popolazioni di roditori e rettili.

Nel complesso, la Tanzania è un territorio di grande interesse per gli ornitologi, con oltre 1.100 specie di uccelli. Oltre alle specie già citate, è possibile osservare nettarinie, tessitori, storni, turachi, faraone e molte altre.

Alcune specie di uccelli migrano su distanze vastissime. Un esempio notevole è la cicogna bianca, che percorre migliaia di chilometri dall’Europa per svernare in Africa.

I rettili della Tanzania

Coccodrillo del Nilo

Il coccodrillo del Nilo è uno dei più grandi predatori d’acqua dolce dell’Africa. Può raggiungere 5–5,5 m di lunghezza e si nutre principalmente di pesci e mammiferi che si avvicinano all’acqua per bere. Durante la Grande Migrazione, i coccodrilli tendono agguati a gnu e zebre mentre attraversano i fiumi.

Serpenti

In Tanzania vivono oltre 100 specie di serpenti. Tra i più pericolosi figurano il mamba nero, il cobra sputatore, la vipera del Gabon e la vipera soffiante. La maggior parte dei serpenti evita l’uomo, quindi avvistarli durante un safari dedicato alla fauna selvatica in Tanzania è un raro colpo di fortuna. In Tanzania vivono inoltre i pitoni africani: non sono velenosi, ma sono in grado di strangolare antilopi o giovani facoceri.

Lucertole e camaleonti

La Tanzania vanta una notevole biodiversità di rettili, in particolare tra le specie di camaleonti. Le code prensili e le lunghe lingue, che possono estendersi fino a quasi il doppio della lunghezza del corpo, li rendono efficaci cacciatori di insetti. Alcuni camaleonti possono cambiare rapidamente colore, adattandosi all’ambiente circostante o esprimendo stati come paura o aggressività. 

Nel 2024, durante la scalata del Kilimangiaro, il team di Altezza Travel ha scoperto un camaleonte sulle pendici della montagna, a quasi 4.000 m di quota. A un’altitudine simile si è trattato di un ritrovamento raro.

La vita marina della Tanzania

Le acque calde dell’Oceano Indiano, intorno all’arcipelago di Zanzibar, offrono un habitat ideale alle barriere coralline. Qui vivono pesci tropicali come pesci angelo, pesci farfalla e pesci pagliaccio, oltre a tartarughe marine, razze e piccoli squali. Le coste di Zanzibar, Pemba e Mafia sono mete apprezzate da subacquei e amanti dello snorkeling.

La vita marina della Tanzania, tuttavia, va ben oltre i pesci variopinti della barriera corallina. La regione ospita diverse specie di delfini, tra cui tursiopi e stenelle dal lungo rostro. Vi si incontrano anche maestose mante e squali balena. Inoltre, megattere e capodogli migrano lungo la costa, arricchendo ulteriormente l’ecosistema marino.

Pubblicato il 27 Maggio 2025 Aggiornato il 26 Maggio 2026
Standard editoriali

Tutti i contenuti di Altezza Travel sono realizzati con il contributo di esperti e una ricerca accurata, in linea con la nostra Politica editoriale.

Informazioni sull'autore
Doris Lemnge

Doris proviene da una famiglia profondamente legata al Kilimangiaro. Suo padre è stato tra i pionieri del settore delle scalate del Kilimangiaro, guidando le prime spedizioni per viaggiatori internazionali all'inizio degli anni '90.

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