Negli ultimi tempi si parla molto dei focolai del cosiddetto vaiolo delle scimmie, o mpox. Sono emerse notizie su un'epidemia estesa in tutta la Repubblica Democratica del Congo (RDC) e sulla diffusione della malattia in altri Paesi africani e oltre. Ecco tutto ciò che sappiamo finora su mpox.
Vai all'aggiornamento del 10 marzo 2025
Epidemia di mpox: emergenza sanitaria globale.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato la diffusione di mpox un'emergenza di sanità pubblica internazionale e una minaccia a livello mondiale a metà agosto 2024. È la seconda decisione di questo tipo da parte dell'organizzazione riguardo alla diffusione della malattia; la precedente emergenza era stata dichiarata nel luglio 2022.
In entrambi i casi, la ragione di queste dichiarazioni è stata l'individuazione di nuovi focolai con un numero elevato di casi in più Paesi.
Perché l'OMS emette annunci di questo tipo? Queste dichiarazioni servono a mobilitare i governi dei Paesi colpiti e le organizzazioni internazionali, oltre ad avvisare chi potrebbe trovarsi in una situazione di rischio elevato. L'attenzione internazionale è spesso decisiva per affrontare focolai pericolosi.
Che cos'è il vaiolo delle scimmie?
Mpox è una malattia infettiva che colpisce sia gli esseri umani sia altri animali. È caratterizzata da febbre, eruzioni cutanee dolorose, linfonodi ingrossati e altri sintomi.
La malattia è causata da un virus trasmesso da persona a persona e, più raramente, dagli animali agli esseri umani. Il nome ormai superato «vaiolo delle scimmie» rimanda alla prima trasmissione registrata del virus a un essere umano, avvenuta da una scimmia nel 1970 nella Repubblica Democratica del Congo.
Quali sono i sintomi e il tasso di mortalità di mpox?
Questa malattia provoca inizialmente febbre, mal di testa, dolori muscolari e debolezza, seguiti da eruzioni cutanee su tutto il corpo. La fase febbrile dura 1–3 giorni, mentre l'eruzione può persistere per 2–4 settimane. L'eruzione è caratteristica: assomiglia a vesciche o ulcere e può comparire non solo sulla pelle, ma anche in bocca, in gola e persino nel retto.
Nella maggior parte dei casi, i sintomi regrediscono spontaneamente nel giro di poche settimane. Tuttavia possono verificarsi decessi: i dati disponibili indicano un tasso di mortalità compreso tra lo 0,1% e il 10%. Il rischio è più alto nei bambini piccoli e nelle persone con HIV in fase avanzata non trattato.
Sono stati segnalati casi di mpox in Tanzania?
No, la Tanzania non ha segnalato alcun caso di mpox. Lo ha confermato il Ministero della Salute tanzaniano, che monitora da vicino la situazione negli altri Paesi e adotta misure alle frontiere per impedire l'ingresso del virus nel Paese.
Quali Paesi hanno segnalato casi di mpox?
La Repubblica Democratica del Congo (RDC) è il Paese più colpito, con diversi focolai legati al livello di assistenza sanitaria storicamente basso nel Paese. La malattia riguarda soprattutto i bambini sotto i 15 anni e gli adulti che hanno rapporti sessuali non protetti. La situazione nella RDC perdura da oltre 10 anni.
Nell'aprile 2024, focolai sono stati rilevati nella vicina Repubblica del Congo e nella Repubblica Centrafricana. Nel luglio 2024 sono stati segnalati casi in Burundi, Ruanda e Uganda.
Questi focolai sono stati causati da un nuovo ceppo emerso nel 2023, che ha destato preoccupazione nell'OMS.
Negli anni precedenti si sono verificati focolai anche in Paesi come Stati Uniti, Nigeria e Sudan.
Attualmente vengono segnalati casi isolati in altri Paesi lontani dall'Africa, tra cui la Svezia. Sono i cosiddetti «casi importati», in cui i viaggiatori contraggono l'infezione in regioni endemiche.
Come si trasmette mpox e come si può prevenire?
Mpox si trasmette principalmente attraverso il contatto stretto con una persona infetta, per esempio toccandola, attraverso il contatto sessuale o con i baci. La trasmissione tramite goccioline respiratorie è possibile, ma in genere richiede un'interazione prolungata faccia a faccia; per questo è meno comune rispetto al contatto pelle a pelle.
Le particelle virali possono sopravvivere anche sulle superfici toccate da una persona infetta. Ferite aperte, tagli e mucose sono particolarmente vulnerabili.
Per evitare la trasmissione è essenziale evitare il contatto con persone infette, mantenere una distanza superiore a 2 metri e lavarsi spesso le mani. Se è necessario interagire da vicino con una persona infetta, è opportuno usare la mascherina e rispettare il distanziamento.
Esiste un vaccino contro mpox?
Sì, esiste un vaccino contro mpox. Per mpox viene utilizzato il vaccino contro il vaiolo, che contribuì a eradicare il vaiolo nel 1978. La vaccinazione è raccomandata per chi lavora con persone infette o ha avuto un contatto stretto o intimo con una persona infetta.
Mpox si può curare?
Sì, mpox è curabile e il trattamento si basa sugli stessi principi utilizzati per il vaiolo. La terapia principale è un farmaco antivirale chiamato tecovirimat, approvato dall'Unione Europea.
Questo materiale verrà aggiornato quando saranno disponibili nuove informazioni. Noi di Altezza Travel seguiamo da vicino le notizie e le dichiarazioni ufficiali delle organizzazioni competenti.
Aggiornamento del 10 marzo 2025
Il 10 marzo 2025, il Ministero della Salute della Tanzania ha segnalato casi confermati di mpox nel Paese. Il 7 marzo, 2 persone, tra cui un autista di camion su lunghe percorrenze entrato in Tanzania da un Paese vicino, presentavano sintomi sospetti. Entrambi mostravano i seguenti segni di malattia:
- Eruzione cutanea su viso, mani e piedi
- Febbre
- Mal di gola e mal di testa
- Dolori muscolari e alla schiena
I test hanno confermato l'infezione in entrambi. Di conseguenza, la Tanzania ha finora registrato ufficialmente 2 casi di mpox.
Le autorità continuano a monitorare la situazione per individuare tempestivamente eventuali nuovi casi di vaiolo delle scimmie. Il Ministero assicura che il Paese è pienamente preparato a contrastare l'infezione e che i controlli sanitari alle frontiere sono stati rafforzati.
Inoltre, il Ministero ha riferito che la situazione relativa al virus Marburg, annunciata il 20 gennaio, è sotto controllo – non si registrano nuovi casi da 41 giorni.
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