Indietro

Incendio sul Kilimangiaro nel 2022. Altezza Travel ha contribuito a proteggere il parco dalle fiamme

counter article 21133
Valutazione:
Tempo di lettura: 8 min.
Chi siamo Chi siamo

La sera del 21 ottobre 2022, gli abitanti di Moshi, una città ai piedi del Kilimangiaro, notarono una luce insolita sulla montagna. All’inizio era piccola, simile a una linea di fuoco da qualche parte sopra la foresta. Così ebbe inizio l’incendio sul versante della montagna più alta d’Africa e della principale attrazione naturale del continente.

L’incendio. I primi giorni.

La mattina seguente ricevemmo informazioni più precise dai responsabili del Parco Nazionale del Kilimangiaro, subito accorsi sul posto. Bruciava un’area di vegetazione bassa a circa 4.000 metri di quota, nella valle Karanga, non lontano dal Millennium Camp, ma a una distanza sufficiente da non minacciare i gruppi in movimento lungo la via. I ranger del parco andarono a ispezionare la zona avvolta dalle fiamme e il servizio del parco nazionale iniziò a organizzare le operazioni antincendio.

Il precedente incendio sul Kilimangiaro, nel 2020, aveva raggiunto 95 chilometri quadrati. Al Horombo Camp andarono distrutte 5 baite e diverse società commerciali parteciparono alle operazioni di spegnimento. Questa volta eravamo pronti a organizzare anche una nostra squadra antincendio. 2 anni prima Altezza Travel aveva equipaggiato 100 persone, contribuendo in modo decisivo alla lotta contro il fuoco, mentre tutte le altre compagnie insieme ne avevano mobilitate solo 80.

Nello stesso giorno, la direzione del parco nazionale comunicò che l’incendio sarebbe stato circoscritto a breve, che la situazione era sotto controllo e che i turisti non erano in pericolo. Ci ringraziarono per la rapidità della reazione e per la disponibilità ad aiutare, ma ci assicurarono che sarebbero riusciti a gestire la situazione con le proprie forze. Già il 23 ottobre, un gruppo di 200 persone arrivò sul versante meridionale del Kilimangiaro e iniziò a scavare fasce tagliafuoco intorno alle aree colpite. Alle operazioni parteciparono polizia e vigili del fuoco, oltre agli studenti del college di turismo.

Altezza Travel partecipa alla lotta contro l’incendio

La notizia dell’incendio si diffuse rapidamente, prima sui media della Tanzania e poi sulle testate internazionali. Purtroppo le fiamme non furono spente nei primi 2 giorni. Entro lunedì 24 ottobre erano comparsi nuovi focolai e le persone impegnate nel parco non bastavano a coprirli tutti. I venti forti e l’assenza di pioggia, che vedevamo soltanto nelle previsioni, favorivano l’avanzata del fuoco. La colonna di fumo che si alzava sulla foresta, in lontananza, era visibile persino da Machame, dove si trova l’ufficio di Altezza Travel.

Divenne chiaro che le squadre antincendio sulla montagna avevano bisogno di ulteriore aiuto. La direzione del parco nazionale ci contattò chiedendo 50 persone da impiegare nella creazione della fascia tagliafuoco. Una squadra di portatori, guide e cuochi equipaggiata da Altezza Travel si unì all’operazione per salvare l’ecosistema del parco avvolto dalle fiamme. Anche l’esercito tanzaniano fu coinvolto nello spegnimento dell’incendio, una misura che avrebbe dovuto segnare una svolta. Secondo il Primo Ministro Kassim Majaliwa, furono mobilitati in totale 900 soldati.

In questa regione era l’inizio della breve stagione delle piogge, attesa da tutti. Le prime piogge leggere arrivarono sulla foresta e sui prati afro-alpini, anche se non erano ancora sufficienti. Le previsioni annunciavano altra pioggia nei giorni successivi. Intanto continuavamo a ricevere dalle nostre guide e dai nostri portatori video di eriche in fiamme e ancora fumanti.

Più volte al giorno monitoravamo i nuovi focolai sulle immagini satellitari aggiornate. Il loro numero crebbe fino a diverse decine. La vegetazione sul Kilimangiaro continuava a bruciare. Il 29 ottobre, oltre 1 settimana dopo l’inizio dell’incendio, ricevemmo un rapporto dalla nostra guida Elia, impegnata nella missione antincendio: le fiamme avevano superato il fiume Karanga e si stavano spostando verso ovest, in direzione della valle Barranco. Il giorno seguente vedemmo il fuoco avvicinarsi all’Umbwe Campsite e al Barranco Camp. A quel punto, assumendoci la responsabilità dell’intervento, decidemmo di tracciare una fascia tagliafuoco lungo la via Machame. Era importante proteggere il Machame Camp e, allo stesso tempo, impedire al fuoco di raggiungere l’altopiano di Shira.

Il 31 ottobre, altri 100 portatori e guide di Altezza Travel si diressero verso il Machame Camp per creare una fascia tagliafuoco larga 15 metri a est del campo e più a monte. Il nostro team aveva alcuni giorni per realizzare una barriera antincendio lungo la montagna, per un totale di 1,5 chilometri. La squadra portò con sé tutti gli strumenti necessari, comprese le motoseghe.

Allestimmo un campo con pasti caldi e tutto il necessario. 3 cuochi di montagna li accompagnarono sui versanti del Kilimangiaro. L’intero gruppo fu diviso in squadre di 10 persone; ciascuna era guidata da una guida che restava in contatto con l’ufficio e coordinava il lavoro con gli altri team.

La buona notizia, nei giorni successivi, fu che non comparvero nuovi focolai. Negli ultimi giorni di ottobre, esattamente secondo il ritmo stagionale, sul Kilimangiaro finalmente iniziò a piovere: un aiuto importante per limitare l’area interessata dalle fiamme. Il nostro team continuò a lavorare lungo la via Machame nei primi giorni di novembre, spostandosi verso nord fino all’uscita dello Shira Camp.

Così Altezza Travel contribuì ancora una volta allo spegnimento di un incendio in uno dei parchi nazionali più significativi e conosciuti d’Africa. I nostri portatori e le nostre guide, solidi e instancabili, aiutarono a fermare il fuoco sui versanti del Kilimangiaro, impedendogli di estendersi ad aree più ampie. Inoltre, riuscimmo a evitare che le fiamme raggiungessero il sentiero Machame e i campi lungo la via. Purtroppo, però, l’incendio riuscì comunque a danneggiare l’ecosistema della regione.

Le conseguenze dell’incendio

L’incendio fu spento grazie a uno sforzo congiunto e, 1 mese dopo, le autorità tracciarono ufficialmente un bilancio e valutarono l’entità dei danni al Parco Nazionale del Kilimangiaro, sito Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Il fuoco bruciò per circa 10 giorni e distrusse poco più di 34 chilometri quadrati di vegetazione naturale del parco. L’area equivale a quasi il 2% della superficie totale del parco nazionale. Secondo un rapporto del Conservation Commissioner di Tanzania National Parks, William Mwakilema, le piante più colpite furono endemismi tanzaniani come Dendrosenecio kilimanjari (senecione gigante) e Lobelia deckenii, la felce aquilina (Pteridium centrali-africanum), Gladiolus watsonioides (gladiolo di Mackinder), l’arbusto Myrica salicifolia, Kniphofia thomsonii con steli fiorali di 3 metri – i più alti tra tutte le specie di kniphofia –, Erica e altre erbe.

Sono particolarmente dolorose le perdite tra le piante perenni, come i senecioni giganti, che crescevano sui versanti del Kilimangiaro da decenni e persino da secoli. Il loro ritmo di crescita è noto: 3-5,5 centimetri all’anno. Questo significa che gli esemplari capaci di raggiungere 10 metri di altezza possono avere circa 250 anni. Ogni pianta morta di questa specie rappresenta una perdita irreparabile per il parco nazionale.

Gli animali che non riescono a spostarsi rapidamente, come rettili e anfibi, furono particolarmente colpiti dall’incendio. Serpenti, lucertole e roditori subirono le conseguenze delle fiamme. Purtroppo furono segnalate anche alcune morti di minuscole antilopi .

Confrontando le aree interessate dagli ultimi 2 incendi, si può dire che questa volta le perdite siano state inferiori. 2 anni prima era bruciata un’area di 100 chilometri quadrati, mentre in questo caso la superficie colpita dal fuoco è stata 3 volte più piccola. È probabile che l’esperienza precedente abbia insegnato a tutti a reagire in modo più adeguato e rapido. Quest’anno si è parlato molto della necessità di intensificare il monitoraggio precoce degli incendi, così da prevenire roghi di dimensioni maggiori. È un punto particolarmente importante, perché qui il clima secco e caldo è molto più frequente di quello piovoso. Si è fatto riferimento anche ai piani del governo tanzaniano per destinare fondi ad attrezzature avanzate di rilevamento degli incendi.

Quanto alle cause, l’indagine prosegue. L’ipotesi principale è l’attività umana: i principali sospettati sono bracconieri oppure abitanti locali intenti a raccogliere miele. Le api vengono infatti allontanate dagli alveari con il fumo; per farlo si accende un fuoco all’aperto, pratica severamente vietata nel parco nazionale.

Auspichiamo che il governo tanzaniano, insieme al ministero competente e alle autorità del parco nazionale, adotti misure per prevenire in futuro gli incendi sul Kilimangiaro. Noi di Altezza Travel siamo orgogliosi anche dei nostri ragazzi, che hanno risposto rapidamente alla richiesta di aiuto nelle operazioni antincendio e hanno lavorato senza esitazione sulle fasce tagliafuoco. Tutte le guide e tutti i portatori che hanno partecipato agli interventi sono stati retribuiti dall’azienda con un bonus. A loro va la nostra sincera gratitudine per l’impegno e il coraggio dimostrati.

Guide e portatori di Altezza Travel coinvolti nella lotta contro l’incendio del Kilimangiaro del 2022:

  • Elia Joel Mshanga
  • Bosco Thomas Liweuli
  • Joseph Lihiru
  • Paul Bernard Daki
  • Wilson Godfrey Harry
  • Ramadhan Ally
  • Japhet Frank Warioba
  • Robart Emanuel Mushi
  • Livestone Meela
  • Jonathan Elisaria Lyatuu
  • Emmanuel Maliyatabu Mtuka
  • Elinihaki Elibahati Mzava
  • Jacob Bitesigirwe
  • Edward Edes Mushi
  • David Chalambo Athuman
  • Arone Maurus Myovela
  • Erasto Nyalali
  • Emily William Kimaro
  • Athuman Ally
  • Said Ramadhani
  • Emanuel Clemence Mboya
  • Malki Athumani
  • Obeid Sabato Mwijarubi
  • Lazaro Mushi
  • Abdallahazizi Ramadhani
  • Twalibu Mohamedi Ismail
  • Maliki Muhidini Ndossa
  • Richard Kirenge Gaweda
  • Joseph Kombe
  • John Kyara
  • Maneno Joachim Mgiliwe
  • Patrick Lugilira
  • Israel Kileo
  • Nelson Joseph Mhango
  • Daniel Fabiani
  • Amazi Ibrahim
  • Ernest Lihiru
  • James Ngaya Mbowe
  • Gabriel Sawe
  • Dickson Ndossi
  • Stanslaus Fabian Masawe
  • Daniel Massawe
  • Chancha Andrea Kamana
  • Obedi Matela
  • Denis Sakita Kaora
  • Muddy Yasin
  • Japhet Mollel
  • Abeid Said
  • Yahaya Abdallah Chamle


Pubblicato il 28 Novembre 2023 Aggiornato il 20 Maggio 2026
Standard editoriali

Tutti i contenuti di Altezza Travel sono realizzati con il contributo di esperti e una ricerca accurata, in linea con la nostra Politica editoriale.

Informazioni sull'autore
Doris Lemnge

Doris proviene da una famiglia profondamente legata al Kilimangiaro. Suo padre è stato tra i pionieri del settore delle scalate del Kilimangiaro, guidando le prime spedizioni per viaggiatori internazionali all'inizio degli anni '90.

Leggi la biografia completa
Aggiungi commento
Grazie per il tuo commento!
Apparirà sul sito dopo la revisione
Se hai domande, puoi sempre scriverci su WhatsApp

Vuoi saperne di più sui viaggi in Tanzania?

Contatta il nostro team! Abbiamo esplorato tutte le principali destinazioni della Tanzania. I nostri consulenti di viaggio con base nella regione del Kilimangiaro sono pronti a condividere consigli e ad aiutarti a costruire un viaggio che resti nella memoria.

Altri articoli interessanti

Invio riuscito
Abbiamo ricevuto la tua richiesta
Se desideri parlare subito con il nostro team, tocca qui sotto per contattarci su WhatsApp
Ops!
Ci dispiace, qualcosa è andato storto...
Contattaci tramite la chat online o WhatsApp: saremo felici di aiutarti
Stai organizzando un viaggio in Tanzania?
Il nostro team è sempre a disposizione
RU
Preferisco:
Cliccando su «Invia», accetti la nostra Informativa sulla privacy.