L'idea di raggiungere la vetta più alta d'Africa attira non solo chi cerca sfide in quota, ma anche celebrità internazionali. Attori, musicisti e atleti celebri: alcuni hanno scalato il Kilimangiaro per scelta personale, altri per progetti benefici. In questo articolo raccontiamo chi ha avuto il coraggio di misurarsi con questa montagna maestosa e quali difficoltà ha incontrato lungo il cammino.
Se stai programmando un viaggio in Tanzania e vuoi scalare il Kilimangiaro, scarica questo file PDF. Abbiamo raccolto in un'unica checklist tutto ciò che può servirti durante il trekking.
La cantante e attrice americana Mandy Moore, nota per i ruoli da protagonista in A Walk to Remember e Tangled, ha scalato il Kilimangiaro nel 2018 con il progetto benefico CARE, per sensibilizzare sui diritti delle donne e sulla povertà globale. Nello stesso anno, la cantante e attrice Zoë Kravitz ha raggiunto la vetta spinta da una passione personale per le sfide in montagna.
Questi esempi mostrano che la scalata del «tetto dell'Africa» è una prova seria, ma possibile anche per chi è più abituato a red carpet e cocktail party. E non sono certo le sole celebrità che hanno osato spingersi oltre i propri limiti. Vediamo più da vicino le spedizioni «stellari» più memorabili.
Il progetto benefico «Summit on the Summit»
Summit on the Summit è una campagna nata per sensibilizzare sulla crisi globale dell'acqua potabile, soprattutto in Africa. Fu lanciata dall'attore e ambientalista americano Kenna, che scalò per la prima volta il Kilimangiaro con un gruppo di celebrità nel 2010.
Kenna Zemedkun, musicista e filantropo americano di origine etiope, fondò l'iniziativa dopo una crisi idrica che colpì il suo villaggio natale. Il 7 gennaio 2010 raggiunse la vetta del Kilimangiaro insieme ad amici come Lupe Fiasco, Jessica Biel, Emile Hirsch e altri. Ne seguì un documentario di MTV di 90 minuti, intitolato Summit on the Summit: Kilimanjaro. I fondi raccolti sostennero il Children’s Safe Drinking Water Program.
La motivazione personale di Kenna era profonda: suo padre si era ammalato gravemente a causa di acqua contaminata, e suo zio morì in seguito per una malattia simile.
Jessica Biel e Justin Timberlake erano la coppia più in vista della prima spedizione Summit on the Summit. Il gruppo affrontò piogge intense, temperature sottozero e neve bagnata sul Kilimangiaro, rendendo l'ascesa tutt'altro che semplice. Quelle difficoltà, però, divennero il simbolo del superamento degli ostacoli, in piena sintonia con lo scopo benefico della spedizione.
Le celebrità dimostrarono non solo forza fisica, ma anche tenuta emotiva e determinazione. Grazie a un gruppo di nomi così noti, l'iniziativa ottenne grande attenzione mediatica e raccolse fondi significativi per contrastare la crisi idrica. Nonostante le condizioni dure e la scarsa visibilità, tutti i partecipanti, troupe cinematografica compresa, raggiunsero la vetta.
Del gruppo faceva parte anche l'americano Jimmy Chin, alpinista, fotografo e filmmaker, professionista dell'arrampicata da oltre 20 anni e vincitore dell'Oscar nel 2019 per Free Solo. Era presente anche l'attrice e modella australiana Isabel Lucas (Transformers: Revenge of the Fallen).
Alla scalata partecipò inoltre la filmmaker e attivista Alexandra Cousteau, nipote del leggendario esploratore oceanico Jacques Cousteau. Con loro c'era anche il rapper e produttore Lupe Fiasco, noto per il suo impegno benefico.
Un altro partecipante di rilievo fu l'attore Emile Hirsch, noto soprattutto per aver interpretato l'avventuriero Christopher McCandless in Into the Wild. L'esperienza cinematografica potrebbe averlo preparato a un trekking così duro: né la pioggia fredda né la mancanza di esperienza in alta quota gli impedirono di raggiungere la vetta.
Red Nose Climb (Comic Relief)
Il progetto Red Nose Climb raccoglie fondi per Comic Relief, organizzazione benefica britannica che sostiene iniziative di aiuto a livello globale. La prima scalata si svolse nel 2009, un anno prima della prima spedizione americana Summit on the Summit. Un secondo gruppo britannico di 9 celebrità raggiunse Uhuru Peak, il punto più alto del Kilimangiaro (5.895 m), nel 2019.
Il gruppo del 2009 era guidato da Gary Barlow, cantautore e frontman dei Take That. Quell'anno raggiunsero la vetta anche la cantante e personaggio televisivo Cheryl Cole (delle Girls Aloud) e il presentatore britannico Ben Shephard (Good Morning Britain).
Tra le altre celebrità coinvolte in anni diversi figurano il conduttore radiofonico e televisivo britannico Chris Moyles; la cantante, attrice e membro delle Girls Aloud Kimberley Walsh; oltre alle performer Alesha Dixon e Denise van Outen, note soprattutto per i ruoli nel musical Chicago e nel film Legally Blonde.
Il progetto benefico Waterboys
Questa organizzazione non profit è stata fondata dall'ex giocatore NFL Chris Long per affrontare la crisi globale dell'acqua potabile, soprattutto in Africa orientale. Nel corso degli anni, molti atleti famosi hanno partecipato alle sue spedizioni sul Kilimangiaro.
Chris Long raggiunse per la prima volta la vetta del Kilimangiaro nel 2013. Nel 2015 lanciò Waterboys. Quello stesso anno, l'ex giocatore NFL Nate Boyer salì al suo fianco e in seguito divenne ambasciatore del gruppo. Nel 2016 si unì Connor Barwin; nel 2021 fu la volta di Vincent Jackson.
L'obiettivo iniziale era costruire 32 pozzi profondi sostenibili: un traguardo raggiunto nel febbraio 2018. A quel punto, l'organizzazione aveva dato accesso ad acqua pulita a circa 570.000 persone.
Le celebrità che non sono arrivate in vetta
Scalare la montagna più alta d'Africa è considerato un trekking di difficoltà moderata, ma perfino alcuni atleti non sono riusciti a raggiungere la vetta. Un esempio è Martina Navratilova, una delle tenniste più vincenti della storia ed ex numero 1 al mondo, originaria della Repubblica Ceca. Nel 2010 tentò di scalare il Kilimangiaro, ma fu colpita da una grave forma di mal d'altitudine con edema polmonare e dovette essere evacuata.
Una sorte simile toccò all'ex calciatore Robbie Savage, che nel 2013 provò a scalare il Kilimangiaro per il Responsible Gambling Trust, un progetto nato per ridurre i danni legati al gioco d'azzardo. Superati i 3.600 metri, sviluppò il mal d'altitudine e dovette essere ricoverato.
Nel 2008, la giornalista americana Ann Curry tentò di raggiungere la vetta per realizzare un reportage sul ritiro dei ghiacciai. Non ebbe però tempo per prepararsi: fu assegnata alla Tanzania solo poche settimane prima. Ann aveva previsto una diretta streaming dalla cima, ma a 4.800 metri si sentì male e il team dovette tornare indietro. La sua storia sottolinea l'importanza di allenamento e preparazione prima di affrontare la scalata del Kilimangiaro.
Forse il tentativo fallito più noto fu quello del miliardario Roman Abramovich. A circa 4.600 metri di quota, durante l'ascesa, sviluppò seri problemi respiratori e mostrò segni di edema polmonare. Faceva parte di un gruppo di 6 persone assistito da oltre 100 portatori, ma anche così fu necessario tornare indietro.
Scalare il Kilimangiaro è una vera prova di volontà e resistenza. Davanti a questa grande montagna sono tutti uguali, al di là della fama o della ricchezza. Le storie delle celebrità che hanno cercato di raggiungere il «tetto dell'Africa» ispirano perché mostrano come anche chi è abituato al lusso o agli stadi sia disposto a uscire dalla propria zona di comfort per mettersi alla prova, spesso per una buona causa.
La scelta della via giusta è decisiva: 7–8 giorni sono l'ideale. Questo permette al corpo di adattarsi e riduce il rischio di mal d'altitudine. Altrettanto importante è affidarsi a un tour operator solido, capace di curare sicurezza e comfort durante la spedizione.
Accompagniamo alpinisti verso la vetta dal 2014. Con un team solido di guide locali professioniste, portatori, cuochi e specialisti della sicurezza, e una grande cura per i dettagli, Altezza Travel è diventato uno dei principali operatori in Tanzania. Tutte le guide Altezza sono certificate Wilderness First Responder.
Più di 20.000 persone hanno raggiunto in sicurezza la vetta del Kilimangiaro con noi. Abbiamo organizzato scalate anche per progetti di grande visibilità come Wings of Kilimanjaro, e il primo BASE jump e volo in wingsuit dalla vetta in collaborazione con Red Bull. Il nostro team ha supportato spedizioni di parapendio, record di slackline e scalate di viaggiatori rinomati come Fyodor Konyukhov, oltre ad atleti, celebrità e altre figure pubbliche.
Se anche tu vorresti scalare il Kilimangiaro ma hai ancora dubbi sulle tue capacità, prova il nostro Summit Success Calculator. Ti aiuterà a stimare le probabilità di raggiungere la vetta in base alla tua esperienza attuale nel trekking e al tuo livello di forma fisica.
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