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Diamox in montagna

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Il Diamox aiuta davvero contro il mal di montagna?

In questo articolo rispondiamo alle domande più frequenti sul Diamox, tra cui:

Conviene assumere Diamox durante una scalata? Qual è il dosaggio ottimale, esistono controindicazioni e quanto possono essere severi gli effetti collaterali?

Questo articolo si basa sui risultati della ricerca clinica e su anni di esperienza di Altezza Travel nella scalata del Kilimangiaro.

Mal di montagna

Quando si guadagna quota rapidamente e in modo significativo, una persona non acclimatata può iniziare ad avvertire fastidi legati alla minore quantità di ossigeno presente in ogni respiro. La gravità dipende da molti fattori esterni e dalla risposta individuale dell’organismo. A meno di avere già esperienza in quota e una conoscenza molto precisa del proprio stato fisico, nessuno può prevedere con certezza come ci si sentirà durante un trekking sul Kilimangiaro.

Il mal di montagna è un fenomeno del tutto normale: indica che il corpo si sta adattando al cambiamento delle condizioni. Può manifestarsi con sintomi lievi, come capogiri, una leggera mancanza di fiato o palpitazioni, fino a disturbi seri che richiedono evacuazione immediata e assistenza medica. La forma più grave è nota come mal di montagna acuto, associato a edema polmonare e cerebrale.

In alcune persone i segnali di carenza di ossigeno possono comparire già a 2.000 metri di quota, anche se più spesso le prime sensazioni si registrano dai 3.000 metri in su. Per esempio, una delle vie più frequentate del Kilimangiaro, la via Lemosho, inizia di fatto a 3.500 metri, dopo un trasferimento in quota verso il primo campo. Gli effetti possono quindi farsi sentire già poche ore dopo l’inizio della scalata.

Nella maggior parte dei casi, fino a circa 4.000 metri, l’organismo riesce ad adattarsi autonomamente e a modificare il ritmo respiratorio per compensare la minore presenza di ossigeno nell’aria. Durante la scalata, però, il tempo non è sempre sufficiente, perché i giorni a disposizione sono limitati: per questo consigliamo itinerari più lunghi, che favoriscono l’adattamento alla quota. Sopra i 4.000 metri, il corpo umano ha spesso bisogno di supporto per affrontare livelli di ossigeno più bassi: passo ridotto, soste frequenti, maggiore assunzione di acqua e monitoraggio attento dello stato di salute. Si possono inoltre assumere farmaci preventivi, come il Diamox, per aiutare il processo di acclimatazione.

Aiutare il corpo ad acclimatarsi

Il modo più efficace per contrastare il mal di montagna durante una scalata è un’acclimatazione graduale, passo dopo passo, favorita da un trekking lungo verso la vetta del Kilimangiaro: la durata consigliata è di 7 giorni. L’itinerario ideale prevede durante il giorno e la notte al punto più basso raggiunto in ascesa. Le camminate pomeridiane sono utili per un’acclimatazione regolare: dopo aver completato la parte principale della tappa, gli alpinisti percorrono un breve tratto alla stessa quota o salgono un po’ più in alto, per poi rientrare al campo prima della notte e riposare.

Durante la notte, nel sonno, il corpo si adatta alle nuove condizioni. La respirazione può interrompersi per brevi istanti: è un fenomeno spiacevole, ma comune. È causato da una diminuzione del livello di anidride carbonica nell’organismo, che il cervello interpreta come un segnale per ridurre il ritmo respiratorio e recuperare la quantità abituale di CO₂. Dopo aver trattenuto il respiro per alcuni secondi, la persona si sveglia con la sensazione di soffocare. È uno dei segnali del riadattamento del corpo alla quota.

È altrettanto importante prestare molta attenzione a come ci si sente durante la camminata diurna: serve a trovare il passo più adatto e a riconoscere i segnali del corpo. Respiro affannoso, leggero formicolio al petto, capogiri e peggioramento della vista sono sintomi da non ignorare. Se compaiono, bisogna interrompere il trekking e riposare. Quando si riprende a camminare, il passo deve essere lento. Un ritmo moderato durante le ascese diurne e un’acclimatazione progressiva, sostenuta da un numero sufficiente di notti in quota, aumentano in modo decisivo le probabilità di raggiungere la vetta del Kilimangiaro. Per questo raccomandiamo programmi di scalata lunghi, di 7 giorni o più: sono quelli con il tasso di successo più elevato.

Anche le condizioni del corpo prima e durante la scalata incidono molto sul successo.

Una buona ascesa dipende da elementi semplici ma fondamentali: dormire bene e abbastanza a lungo, non partire sotto stress ed evitare l’alcol. Durante la salita bisogna bere più acqua del solito, mangiare con regolarità e seguire un’alimentazione adeguata, con cibi calorici adatti alla montagna. Sono indispensabili anche abbigliamento e calzature corretti, per non raffreddarsi né bagnarsi, oltre a una protezione efficace dal sole, più intenso in alta quota.

Infine, il supporto farmacologico può aiutare l’organismo: le compresse di Diamox possono essere assunte come misura preventiva. Sulla base di molti anni di esperienza e delle conclusioni supportate dagli studi clinici, raccomandiamo agli alpinisti di assumere Diamox durante il trekking sul Kilimangiaro.

Che cos’è il Diamox

L’acetazolamide è commercializzata con il nome di Diamox. Il farmaco è un inibitore dell’anidrasi carbonica: in altri termini, agisce sugli enzimi che durante la respirazione legano l’anidride carbonica all’acqua. In questo modo il Diamox riduce il livello di acido carbonico e rallenta il consumo di CO₂, contribuendo a riequilibrare il rapporto acido-base nell’organismo.

L’acetazolamide, principio attivo del farmaco, è innanzitutto un diuretico. Durante la scalata del Kilimangiaro è quindi del tutto normale avvertire più spesso il bisogno di urinare mentre si assume questo medicinale. Ciò può dipendere non solo dal Diamox, ma anche dal maggiore consumo di acqua dovuto all’attività fisica. Ricordiamo che durante il trekking in montagna è consigliato bere di più: non meno di 4 litri d’acqua al giorno.

Il Diamox viene prescritto per il trattamento dell’edema cerebrale e del glaucoma, oltre che per altre patologie e condizioni, compreso il mal di montagna. Tra le indicazioni dei produttori è previsto anche l’uso profilattico per prevenire lo sviluppo del mal di montagna.

Quando assumerlo e in quale quantità

Il Diamox può essere usato in profilassi secondo 2 schemi: alla comparsa dei sintomi del mal di montagna e fino alla loro scomparsa, oppure prima dell’inizio dell’ascesa e fino al suo completamento. La decisione sull’uso preventivo deve essere presa autonomamente da ogni alpinista.

Di solito, sull’uso dei farmaci emergono opinioni diverse, che si dividono in 2 approcci: «Meglio prevenire che curare: un paio di compresse non possono peggiorare la situazione» e «Preferisco lasciare che il corpo reagisca da solo, prenderò le compresse solo come ultima risorsa».

Facciamo riferimento alle raccomandazioni dei La per il mal di montagna è indicata per chi sale di oltre 500 metri in 1 giorno. In particolare, nel caso di una scalata del l’assunzione preventiva di Diamox è fortemente raccomandata.

Se non sei allergico al Diamox, consigliamo di assumere 125 mg di Diamox al mattino prima di iniziare la scalata del Kilimangiaro, poi 125 mg 2 volte al giorno, al mattino e nel pomeriggio, durante il trekking. Tutte le guide di Altezza Travel hanno nelle cassette di pronto soccorso una scorta del farmaco per ogni alpinista. Inoltre, durante i controlli medici obbligatori quotidiani, al mattino e alla sera, lo proporranno ai partecipanti. Il farmaco è incluso nel prezzo delle spedizioni e non comporta costi aggiuntivi.

La percentuale di reazioni allergiche ai componenti sulfamidici del farmaco è bassa. Per sapere se sei allergico, consulta il tuo medico.


Tra gli specialisti di medicina d’alta quota esiste un certo dibattito sul dosaggio. La raccomandazione più equilibrata resta comunque 125 mg di Diamox 2 volte al giorno, al mattino e nel pomeriggio. Gli studi clinici hanno dimostrato che anche un dosaggio aumentato a 500 mg al giorno, 250 mg per assunzione, è efficace nella prevenzione del mal di montagna acuto. Questa dose più alta è raccomandata per persone con peso corporeo superiore a 80 kg. Dosi oltre 500 mg al giorno vengono utilizzate per il trattamento.

Il Diamox ha effetti collaterali?

Come qualsiasi farmaco, il Diamox presenta diversi effetti collaterali, con gravità variabile e livelli diversi di documentazione.

Prima di tutto va ricordato che il Diamox agisce come diuretico. È perfettamente normale andare in bagno più spesso nei giorni in cui si assumono le compresse, anche se questo effetto non si manifesta sempre. Tra gli effetti collaterali registrati compare anche una lieve sensazione di formicolio sulla pelle.

Tutti gli altri effetti collaterali indicati per il farmaco sono rari oppure non confermati. I produttori dei medicinali sono tenuti a elencarli come misura di sicurezza.

La preoccupazione più comune legata all’uso del Diamox riguarda i disturbi dell’apparato digerente. Effetti collaterali come nausea, vomito, diarrea e melena sono descritti clinicamente come «non comuni». Nella pratica non ne osserviamo una prevalenza tra i nostri alpinisti. Ricordiamo che ogni anno più di 3.000 persone scalano il Kilimangiaro con Altezza Travel: se questo fosse un effetto collaterale frequente, avremmo molte più riserve nel prescriverlo.

Il legame tra molti effetti collaterali del farmaco e il suo utilizzo è poco dimostrato. Bisogna ricordare che si sviluppano gli effetti del mal di montagna. L’organismo è sotto stress e, mentre si adatta, modifica le proprie reazioni, anche a livello digestivo, con perdita di appetito e cattiva digestione. Purtroppo questi sintomi non possono essere regolati con farmaci comuni. Per questo il collegamento diretto tra tali effetti, e altri simili, e l’uso del Diamox non è evidente. In ogni caso, il farmaco serve ad aiutare il corpo ad adattarsi alla quota e a superare lo stress dell’altitudine.

Chi non dovrebbe assumere Diamox

Oltre alla reazione allergica ai componenti sulfamidici, esistono diverse controindicazioni dirette all’uso del Diamox. Prima di tutto riguardano persone con malattie renali, malattie epatiche e patologie polmonari croniche o gravi. L’assunzione di Diamox è controindicata nei disturbi del metabolismo di sodio e potassio, così come in caso di acidosi metabolica, diabete e alcune altre condizioni di salute.

Se hai la possibilità di consultare in anticipo il tuo medico sull’uso del Diamox, è fortemente raccomandato farlo.

È inoltre sconsigliato assumere Diamox insieme all’aspirina.

Questo farmaco non è raccomandato nemmeno per le donne in gravidanza.

In sintesi

Il Diamox è raccomandato per la prevenzione del mal di montagna ed è un farmaco ben studiato. Per una montagna alla quota del Kilimangiaro, gli studi clinici ne indicano l’uso come misura prioritaria.

Il dosaggio ottimale per la prevenzione del mal di montagna è di 250 mg al giorno: 125 mg al mattino e 125 mg nel pomeriggio. È accettabile aumentare la dose a 500 mg al giorno, soprattutto per persone con peso corporeo più elevato.

I possibili effetti collaterali, in assenza di controindicazioni, sono modesti rispetto alle possibili manifestazioni del mal di montagna.

Il Diamox viene utilizzato anche nel trattamento del mal di montagna in fase di sviluppo.

Come promemoria finale: quando si scala il Kilimangiaro è importante essere in buona salute e sentirsi bene, anche per vivere il trekking nelle migliori condizioni. Di certo non si vuole arrivare in vetta soffrendo. Se il Diamox aiuta a raggiungere l’obiettivo di una scalata del Kilimangiaro riuscita, senza causare danni, il suo uso preventivo è pienamente giustificato.

Buona scalata!

Pubblicato il 15 Ottobre 2023 Aggiornato il 20 Maggio 2026
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Tutti i contenuti di Altezza Travel sono realizzati con il contributo di esperti e una ricerca accurata, in linea con la nostra Politica editoriale.

Informazioni sull'autore
Dmitriy Andreichuk

Dmitry, nato in Ucraina, vive in Tanzania dal 2014. Oltre a una vasta esperienza personale nella scalata del Kilimangiaro e di altri vulcani della Tanzania, ha organizzato spedizioni di alto profilo per RedBull, Wings of Kilimanjaro, Nimsdai e altri atleti e organizzazioni di rilievo.

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