La bandiera della Tanzania è un drappo rettangolare con triangoli verdi e blu, divisi in diagonale da una fascia nera bordata di giallo.
La bandiera moderna della Tanzania (bendera ya Tanzania) fu adottata nel 1964. Il 26 aprile venne ufficialmente descritta nel National Emblems Act e il 30 giugno divenne il simbolo delle 2 repubbliche appena unite: Tanganica e Zanzibar. Il 29 ottobre il Paese assunse ufficialmente il nome di Repubblica Unita di Tanzania, denominazione che conserva ancora oggi, mantenendo la stessa bandiera.
È interessante notare che al mondo esistono solo circa una dozzina di bandiere nazionali con una divisione diagonale. Di seguito ripercorriamo la storia della bandiera tanzaniana e degli altri simboli nazionali del Paese: lo stemma, il motto e l’inno.
Com’è fatta la bandiera della Tanzania?
La bandiera tanzaniana è un rettangolo orizzontale con proporzioni 2:3. Una fascia diagonale nera corre dall’angolo inferiore sinistro a quello superiore destro, affiancata da sottili bordi gialli. Il nero simboleggia il popolo della Tanzania, mentre le strisce gialle rappresentano la ricchezza mineraria del Paese.
Nella descrizione ufficiale, le strisce sottili non sono definite gialle ma dorate, a sottolineare ancora più chiaramente il legame con le risorse naturali della Tanzania.
La fascia diagonale divide la bandiera in 2 sezioni triangolari. Una è verde, simbolo della ricca vegetazione e delle terre agricole della Tanzania. L’altra è azzurra e rappresenta i laghi, i fiumi e l’Oceano Indiano. Il blu fu ripreso dalla bandiera della Repubblica Popolare di Zanzibar e Pemba, isole circondate dall’oceano.
I colori della bandiera tanzaniana e il loro significato
Storia delle bandiere di Zanzibar e della Tanzania
L’evoluzione delle bandiere riflette l’intera storia della Tanzania, dal periodo in cui la Tanzania continentale era conosciuta come Tanganica e Zanzibar faceva parte del Sultanato dell’Oman.
Fino al 1698 Zanzibar fu governata dal Portogallo. Dall’inizio del XVI secolo furono utilizzate diverse bandiere, tutte caratterizzate da varianti dello stemma portoghese su fondo bianco.
1698–1856
Zanzibar divenne un possedimento d’oltremare dell’Impero omanita.
Bandiera: un drappo rettangolare rosso vivo del Sultanato di Mascate e Oman.
1856–1896
Zanzibar divenne un sultanato indipendente, pur continuando a versare un tributo annuale a Mascate, in Oman.
Bandiera: 13 strisce orizzontali rosse, bianche, verdi e gialle, con 8 mezzelune verdi poste sulle strisce gialle.
1896–1963
Il Sultanato di Zanzibar esistette come Stato separato sotto lo status di protettorato britannico.
Bandiera: un semplice drappo rosso.
1885–1891
Germania e Gran Bretagna arrivarono nell’Africa orientale e si spartirono la regione. La Tanzania continentale, insieme agli attuali Burundi e Rwanda, entrò a far parte dell’Africa Orientale Tedesca. La capitale era Bagamoyo.
Bandiera: campo bianco con una croce nera al centro e, nell’angolo superiore sinistro, 5 stelle bianche su fondo rosso. Era la bandiera della Compagnia dell’Africa Orientale Tedesca.
1891–1918
L’Africa Orientale Tedesca esistette fino alla sconfitta della Germania nella Prima guerra mondiale. La capitale fu trasferita da Bagamoyo a Dar es Salaam. Al territorio venne aggiunta anche una piccola parte dell’attuale Mozambico.
Bandiera: un tricolore nero-bianco-rosso con l’aquila imperiale all’interno di un cerchio bianco al centro. Fu proposta una bandiera ridisegnata, con una testa di leone al posto dell’aquila, ma la Prima guerra mondiale ne impedì l’adozione.
1919–1961
Dopo la Prima guerra mondiale, la Germania perse tutte le sue colonie. La Tanzania continentale passò sotto il controllo britannico e prese il nome di Tanganica dal lago Tanganica, situato a ovest del territorio.
Bandiera: la Red Ensign britannica con l’immagine della testa di una giraffa all’interno di un cerchio bianco.
1961–1964
Il Tanganica ottenne l’indipendenza dal Regno Unito. A guidare il processo fu il principale partito politico, la Tanganyika African National Union (TANU). La bandiera del partito era verde, con una fascia orizzontale nera al centro: questi colori divennero la base della bandiera del Tanganica indipendente.
Bandiera: un drappo verde con una fascia orizzontale nera al centro, bordata da sottili strisce dorate.
1963–1964
Nello stesso periodo, il Sultanato di Zanzibar, come i vicini Kenya e Tanganica, cercava l’indipendenza dalla Gran Bretagna. La ottenne alla fine del 1963. Per 1 mese, sulla sua bandiera rossa comparvero i chiodi di garofano, principale prodotto d’esportazione del Paese.
Bandiera: campo rosso con un disco verde al centro contenente 2 fiori gialli di chiodo di garofano.
1964
Nel gennaio 1964 ebbe luogo la Rivoluzione di Zanzibar. Il sultano fuggì e Zanzibar divenne la Repubblica Popolare di Zanzibar e Pemba. In un breve periodo, la nuova repubblica cambiò bandiera 2 volte.
Bandiere: per alcuni giorni del gennaio 1964 la repubblica utilizzò un tricolore nero-giallo-blu. Fu poi sostituito da un tricolore blu-nero-verde, rimasto in uso per 3 mesi.
1964–oggi
Nell’aprile 1964 le 2 repubbliche si unirono dando vita alla Repubblica Unita di Tanzania. Il nome «Tanzania» nacque dalla combinazione delle prime sillabe di Tanganica e Zanzibar.
Bandiera: la nuova bandiera nazionale si basava su quella del Tanganica, ora disposta in diagonale, con l’aggiunta del blu tratto dall’ultima bandiera della Repubblica Popolare di Zanzibar e Pemba.
Nel 2005 le autorità di Zanzibar esercitarono il proprio diritto costituzionale di adottare una bandiera regionale ufficiale. La scelta cadde sul tricolore blu-nero-verde del 1964, con la bandiera tanzaniana nell’angolo superiore sinistro.
Altri simboli nazionali della Tanzania
Di seguito sono illustrati i significati dello stemma, del motto e dell’inno nazionale del Paese.
Lo stemma della Tanzania
Nel 1971 la Tanzania adottò ufficialmente una versione leggermente modificata dello stemma del Tanganica. Vi compare uno scudo posto sopra il Kilimangiaro, affiancato da zanne di elefante e sostenuto da un uomo e una donna vestiti nei colori della bandiera tanzaniana. Ai loro piedi crescono piante di chiodo di garofano e cotone.
Lo scudo è diviso in 4 sezioni:
- La sezione inferiore ondulata simboleggia l’Oceano Indiano e i laghi della Tanzania
- La sezione rossa rappresenta la terra rossa dell’Africa e l’agricoltura come principale attività del Paese
- Sopra si trova la bandiera della Tanzania
- La sezione superiore mostra la Fiaccola dell’Uhuru, o Fiaccola della Libertà, su fondo dorato, simbolo della ricchezza mineraria del Paese
Davanti allo scudo compaiono una lancia, che simboleggia la difesa della libertà, e un’ascia incrociata con una zappa, a rappresentare il lavoro come fondamento dello sviluppo della Tanzania.
Il nastro sotto lo stemma reca l’iscrizione Uhuru na Umoja, che in swahili significa «Libertà e Unità».
Il Kilimangiaro è la montagna più alta della Tanzania e di tutta l’Africa, con i suoi 5.895 metri. La sua vetta si chiama Uhuru Peak, che in swahili significa «Libertà». Le zanne di elefante sullo stemma simboleggiano la ricca fauna selvatica della Tanzania e i suoi parchi nazionali protetti.
La Fiaccola della Libertà (Mwenge wa Uhuru) è a sua volta un simbolo nazionale della Tanzania. Si tratta di una torcia a cherosene portata sulla vetta del Kilimangiaro il 9 dicembre 1962, nell’anniversario dell’indipendenza.
Nel 2024 la Fiaccola della Libertà è tornata in vetta in onore del 60° anniversario dell’unione tra Tanganica e Zanzibar. La spedizione destinata al personale militare tanzaniano è stata organizzata dall’operatore specializzato nelle scalate del Kilimangiaro Altezza Travel. Per noi è stato un onore ricevere l’incarico per una spedizione tanto importante e cerimoniale.
Il motto della Tanzania
Il motto nazionale della Tanzania è Uhuru na Umoja, che significa «Libertà e Unità».
L’inno nazionale della Tanzania
Dal 1964 l’inno nazionale della Tanzania è Mungu ibariki Afrika («Dio benedica l’Africa»). La melodia e il testo in swahili furono adattati collettivamente da un canto scritto dall’insegnante sudafricano Enoch Sontonga. Il brano originale fu composto nel 1897.
Questo canto divenne l’inno nazionale del Tanganica nel 1961, dopo l’indipendenza. In seguito fu adottato anche dallo Zambia (con un testo diverso) e dallo Zimbabwe (1980–1994). Una parte del brano è stata inoltre incorporata nell’inno nazionale del Sudafrica.
Traduzione italiana dell’inno nazionale tanzaniano
Dio benedica l’Africa,
Benedica i suoi leader,
Saggezza, unità e pace –
Sono i nostri scudi,
L’Africa e il suo popolo.
Benedici l’Africa,
Benedici l’Africa,
Benedici i figli dell’Africa.
Dio benedica la Tanzania,
Preserva libertà e unità,
Le sue donne, i suoi uomini e i suoi bambini,
Dio benedica la Tanzania e il suo popolo.
Benedici la Tanzania,
Benedici la Tanzania,
Benedici i figli della Tanzania.
Domande sui simboli nazionali della Tanzania
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