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Epidemia di Ebola nella RDC e in Uganda: è pericoloso viaggiare in Tanzania nel 2026?

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La Tanzania La Tanzania

Ad aprile, nella provincia dell'Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), si è verificata un'epidemia di Ebola. Il virus è stato diagnosticato anche a 2 persone a Kampala, capitale dell'Uganda, sebbene entrambi i pazienti fossero arrivati di recente dalla RDC. Il 17 maggio, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato la situazione un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. Allo stesso tempo, l'organizzazione ha precisato che non si tratta di una pandemia e che la situazione richiede monitoraggio, non la chiusura delle frontiere. Ecco perché viaggiare in Tanzania resta sicuro.

Epidemia di un raro ceppo di Ebola: cronologia degli eventi

  1. 24 aprile. Un paziente con febbre alta, sanguinamento e vomito è stato ricoverato in un ospedale di Bunia, nella provincia dell'Ituri, una regione remota nel nord-est della RDC. Il paziente era un operatore sanitario locale, ritenuto la prima persona contagiata. È apparso presto chiaro che non si trattava di un caso isolato, poiché altri pazienti con sintomi simili hanno iniziato ad arrivare negli ospedali.
  2. 5 maggio. L'OMS ha ricevuto segnalazioni di un focolaio di una malattia non identificata, con un alto tasso di mortalità, nella regione colpita. In quella fase, i primi test per Ebola hanno dato esito negativo. Un team di esperti è stato immediatamente inviato nella RDC.
  3. 14–15 maggio. Analisi di laboratorio più estese hanno identificato il virus Bundibugyo, un ceppo più raro di Ebola. Questo spiega perché i test iniziali fossero risultati negativi. A quel punto, il numero dei casi sospetti nella RDC aveva quasi raggiunto quota 250, mentre 2 ulteriori casi erano stati confermati a Kampala, in Uganda. Entrambi i pazienti avevano viaggiato di recente dalla RDC.
  4. 15–17 maggio. Il Ministero della Salute della RDC ha dichiarato ufficialmente la 17ª epidemia di Ebola nella storia del Paese. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato la situazione come emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale.

Viaggiare in Tanzania è sicuro

Secondo la dichiarazione ufficiale dell'OMS, nonostante la gravità dell'epidemia, non si tratta di una pandemia e non esiste alcuna raccomandazione che inviti i Paesi a chiudere le frontiere. Le misure indicate comprendono il rafforzamento della sorveglianza, azioni preventive e il tracciamento dei contatti. È importante sottolineare che non sono stati rilevati casi di Ebola al di fuori della RDC e dell'Uganda. Per questo non c'è motivo di farsi prendere dal panico. 

Come si trasmette il virus Bundibugyo

Si tratta effettivamente di un ceppo raro e pericoloso di Ebola, perché al momento non esistono vaccini approvati né terapie sviluppate in modo specifico per questo virus. Tuttavia, secondo l'OMS, la diagnosi precoce e le cure di supporto migliorano in modo significativo i tassi di sopravvivenza.

Il punto essenziale è che questa malattia non si trasmette per via aerea come il Covid-19. Il virus Bundibugyo si diffonde solo attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei di una persona infetta, tra cui sangue, vomito e altre secrezioni. In altre parole, il contagio può avvenire solo mentre ci si prende cura di una persona malata o tramite il contatto con strumenti medici contaminati.

Durante un viaggio in Tanzania, che si tratti di un safari, della scalata del Kilimangiaro o di un soggiorno a Zanzibar, i viaggiatori non sono esposti a queste catene di trasmissione. L'assenza di pericolo per chi viaggia in Tanzania trova riscontro anche nelle indicazioni del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Il 17 maggio, durante l'epidemia di Ebola, il dipartimento ha innalzato al livello massimo gli avvisi di viaggio per la RDC e l'Uganda. Per la Tanzania non è stata introdotta alcuna modifica analoga.

Distanza dall'epicentro dell'epidemia

La provincia dell'Ituri, dove si è verificata l'epidemia di Ebola, si trova nel nord-est della RDC, vicino al confine con l'Uganda. È una zona lontana dalla Tanzania e ancora più distante dalle principali regioni turistiche del Paese.

Le città di Arusha e Moshi, per esempio, sono considerate i principali punti di partenza per i viaggiatori diretti al Kilimangiaro o in safari verso il Serengeti, il Ngorongoro e altri parchi nazionali. La distanza da queste città a Bunia, nella provincia dell'Ituri, è di circa 1.300–1.400 km, mentre Kampala, in Uganda, dista circa 900–1.000 km. È una distanza paragonabile a quella tra New York e Chicago. Zanzibar e Dar es Salaam, la città più grande della Tanzania, sono ancora più lontane.

Precedenti epidemie di Ebola in Uganda e nella RDC

Come già accennato, questa non è affatto la prima epidemia di Ebola, compresi i focolai del ceppo Bundibugyo, registrata in questi Paesi.

In Uganda, epidemie di portata simile o persino maggiore si sono verificate nel 2000, 2007, 2011, 2012 (2 volte), 2019, 2022–2023 e 2025. Nella Repubblica Democratica del Congo, focolai sono stati registrati nel 1976, 1977, 1995, 2007, 2008–2009, 2012, 2014, 2017, 2018 (2 volte), 2020, 2021 (2 volte), 2022 (2 volte) e 2025.

Negli ultimi 50 anni, nessuna di queste epidemie ha raggiunto la Tanzania. Le autorità del Paese hanno comunque adottato misure precauzionali. Secondo Erasto Sylvanus, Direttore della preparazione e risposta alle emergenze presso il Ministero della Salute, il governo tanzaniano sta lavorando a stretto contatto con l'OMS e con i Paesi vicini. La sorveglianza e i controlli sanitari alle frontiere con la RDC e l'Uganda sono stati rafforzati; squadre di esperti sono state inviate nelle aree potenzialmente più a rischio; gli ospedali in tutto il Paese sono stati posti in stato di massima allerta; e il monitoraggio dei pazienti con sintomi rilevanti è stato intensificato.

Come opera Altezza Travel nelle condizioni attuali

Continuiamo a operare regolarmente. Il nostro team con base a Moshi monitora la situazione in tempo reale attraverso i canali ufficiali. Al momento non ci sono motivi per modificare gli itinerari o rinviare i viaggi.

Se la situazione dovesse cambiare, informeremo immediatamente i nostri clienti, prima ancora che ne parlino le notizie.

Aggiornamento del 20 maggio: le autorità tanzaniane hanno introdotto ulteriori misure di sicurezza in tutti i punti di ingresso alla frontiera:

  • Tutti i viaggiatori in arrivo dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC) e dall'Uganda, o coloro che hanno transitato in questi Paesi, devono ora compilare in modo veritiero un Modulo di sorveglianza del viaggiatore. È possibile farlo in anticipo su www.afyamsafiri.moh.go.tz oppure all'arrivo, utilizzando un modulo cartaceo.
  • In tutti i punti di ingresso nel Paese, inclusi aeroporti, valichi terrestri e porti, i viaggiatori saranno sottoposti a screening sanitario, compreso il controllo della temperatura. Chiunque presenti segni o sintomi sospetti di Ebola o di un'altra malattia infettiva sarà gestito secondo le procedure nazionali di screening della Tanzania.
  • Qualsiasi veicolo, carico o salma sospettati di contaminazione da Ebola o da un'altra malattia infettiva saranno decontaminati al punto di ingresso.
  • Ai viaggiatori e agli operatori dei trasporti si raccomanda di seguire le misure di prevenzione e controllo delle infezioni, tra cui l'igiene delle mani, l'uso di disinfettanti ed evitare contatti fisici non necessari.
  • I viaggiatori riceveranno inoltre informazioni sanitarie e sono invitati a monitorare l'eventuale comparsa di sintomi di Ebola o di altre malattie infettive, rivolgendosi alla struttura sanitaria più vicina o chiamando il numero verde 199 in caso di sintomi.

Di seguito il documento ufficiale pubblicato dal governo tanzaniano:

Pubblicato il 17 Maggio 2026 Aggiornato il 21 Maggio 2026
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Informazioni sull'autore
Sergey Demin

Sergey è autore per Altezza Travel. Dal 2012 lavora come giornalista ed editor per diverse testate, occupandosi di cultura globale, storia, economia internazionale e viaggi.

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